Fabulous Trickster a Corviale e Paesaggi Umani a Villa Sciarra di Frascati

E’ mercoledì, giorno scelto perchè dedicato a Mercurius, il dio romano della comunicazione, è un buon giorno per la nostra newsletter.

Prima di dare gli appuntamenti anteponiamo sempre link ai report su ciò che facciamo. Aprili e leggili, è importante per cogliere il senso di ciò che combiniamo. Non promuoviamo eventi, esploriamo il senso dei luoghi e ne distilliamo teorie iperboliche (leggi quelle emerse nel Forum alla Scuola Areospaziale de La Sapienza , vi trovi anche l’integrale delle riprese video).

Dopo il convegno e il walkabout (vedi il video di WREP) per l’evento “Le vie per fare la Pace”;  il walkabout “Lungo la Via Latina” con gli studenti del Liceo Cicerone; il walkabout nelle Giornate della Memoria, dalla Porta Latina al Museo degli Internati Militari; la tre giorni intensa ad Altamura per lo step finale di StaffettArtigiana Reloaded; le 17 azioni del progetto 17 goal in 17 luoghi per l’8x1000Valdese (vedi il geoblog!); la combinazione walkabout + Teatro Mobile = Performing Media peripatetico con + pathos: w+tm=pm+p, l’algoritmo della nostra nuova formula di innovazione culturale, sempre più ibrida;  il Forum del progetto Performing Media.La nuova spettacolarità immersiva e radio-mobile nelle periferie eccentriche con Teatro Mobile alla Scuola Areospaziale de La Sapienza; le prime azioni del progetto per l’8xMille Valdese a Tor Bella Monaca e Link University; la conclusione del Festival Storie di Umanità della Croce Rossa a Solferino;  il walkabout Vajonts 23 al Parco degli Acquedotti;  le 2 azioni congiunte (con Teatro Mobile) al Parco Archeologico di Ostia Antica su Caligola e Re Lear; il walkabout a Castiglione delle Stiviere dove è nata la Croce Rossa;  il walkabout+teatro mobile sull’Appia Antica con il Festival Letteratura di Viaggio; il webinar per l’Ordine degli Architetti di Roma (con videoprologo) su “Gli attraversamenti della città e dei territori”; la Summer School di Rigenerazione Urbana a Maggiora (Novara) sul Piemonte AntonellianoOgniluogoèteatroun festival a Vercelli che ci ricorda che la città non è solo un contenitore Nostos, tra amore e odio, il walkabout a Frosolone per Molise di Mezzo; Il confronto a Kilowatt Festival sull’azione nello spazio pubblico e la sua estensione nell’ambiente digitale; la Festa Mobile a Iper-Festival delle Periferieil workshop + talk + walkabout + screening  su Performing Media, un futuro remoto a Torino; il talk-evento a Narni sul Performing Media, un futuro remoto ; il brainstorming e walkabout a Novalesa e Giaveno; la primavera 4.0 dell’agricoltura romana; l’esperienza immersiva nello spettacolo post-teatrale in realtà virtuale del Teatro dell’Argine; l’OnLive Campus a Collegno; la III edizione di Paesaggi Umani. Reinventare lo sguardo sulla città, ascoltandone le storie per Contemporaneamente Roma (il videoreport ) ; la III edizione di Performing Media! per Estate Romana, tra videoproiezioni nomadi sull’Appia Antica, geopodcasting, danza nella realtà virtuale e blockchain (il videoreport);

Noi agiamo ( WE  ACT ) camminiamo e riflettiamo (hai cliccato sui link ai report? sì, s’insiste…) siamo tra i pochi a distillare azioni in tal modo.

Leggi quindi e se pensi che valga la pena dacci il tuo 5×1000, è giunto il momente di pensarci e scegliere, sostenendo chi non è garantito. Sotto trovi le indicazioni.

A Roma, a Corviale, al MITREOISIDE (Via Marino Mazzacurati 61/63) mercoledì 13 marzo, alle ore 17,30, c’è un incontro con Luigi Cinque e Carlo Infante per ricordare Antonio Infantino, un uomo geniale che ha battuto il suo tempo dai Tarantolati di Tricarico negli anni Settanta, all’evoluzione sapienziale di un pitagorismo che evoca un “futuro remoto”. Nel booklet prodotto da Istituto Luce con il docufilm “Fabulous Trickster” di Luigi Cinque c’è un testo che apre così: “Secondo la teologia orfica l’umanità discende dai Titani massacrati da Zeus per avere sbranato Dioniso. La scissione tra corpo e mente (o anima, fai te) nasce da questo mito spaventoso. Era una magnifica ossessione questa di Antonio Infantino per i misteri orfici, rivelava la sua matrice culturale lucana, proprio dov’era la Magna Grecia, nel Metapontino, la terra dove Pitagora lasciò la sua impronta…” E’ da qui che si rilancia l’idea portante di “radice” come impronta ispiratrice, nell’incontro di mercoledì 13 marzo alle ore 17,30 a Corviale, al MitreoIside, nell’ambito del progetto “Roots. Le radici del Contemporaneo”. Ne tratteranno, prima e dopo la proiezione del docufilm, l’autore Luigi Cinque e Carlo Infante di Urban Experience, seguendo l’evocazione di mondi immaginari che generano pensiero divergente, interpretando l’impronta di Antonio Infantino e del suo maestro Pitagora come una via di alterità che vale come antidoto ad una realtà conformista che va troppo stretta.Vedi il trailer del docufilm Fabulous Trickster.

A Frascati, a Villa Sciarra (Via di Fontana Vecchia 2) martedi 19 marzo, alle ore 11, Walkabout Paesaggi Umani.Il performing media storytelling del genius loci. Evocazione delle azioni sui 17 goal in 17 luoghi e rifessione sulla mappa interattiva: dal geoblog al geopodcast. Paesaggi Umani è un progetto di Urban Experience nell’ambito dell’Avviso pubblico a sostegno del patrimonio culturale attraverso lo spettacolo dal vivo nella Regione Lazio 2023-2024 che apre in Villa Sciarra (dopo i laboratori e le azioni preliminari per il Giorno della Memoria e Lungo la Via Latina) e momento terminale del progetto 17 goal per 8x1000Valdese, con gli studenti del Liceo Cicerone. Saranno ascoltati i geopodcast attraverso i cartelli con i mobtag(qrcode) che vedi qui a fianco. Segue, alle ore 12,30 Walkabout 17 goal in 17 luoghi. POI (Point of Interest): mappa esperienziale per lo sviluppo sostenibile con gli studenti dell’ IC Frascati. Martedì 26 marzo, ore 1o, Walkabout 17 goal in 17 luoghi. I geopodcast sull’Acqua Bene Comune con gli studenti dell’ IC Frascati e alle ore 11,30 Walkabout 17 goal in 17 luoghi. I geopodcast della Disuguaglianza con gli studenti dell’ IC Frascati

A Roma, al MUSED-Museo dell’Educazione (P.za della Repubblica, 10) mercoledì 20 marzo (non indichiamo l’ora perchè l’appuntamento è chiuso) saremo in walkabout con gli studenti di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre e quelli più giovani dell’I.C.Acquaroni di Tor Bella Monaca, per cogliere la storia esemplare dei “garibaldini dell’alfabeto”  (il link rimanda al report di un walkabout di qualche anno fa).

Ad aprile continueranno le azioni a Villa Sciarra di Frascati, saremo a Fratte Rosa (Pesaro) nell’ambito della Capitale italiana della cultura per ricordare i cent’anni dalla nascita di Beppe Bartolucci, l’ideatore della PostAvanguardia teatrale e a Lugano per la Giornata internazionale della danza promossa dall’Unesco con AIEP.

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Fare Pace, tra scenari globali e l’agire locale, per la concordia

La giornata densa di confronto “La via per fare la pace” che si è svolta negli spazi della Basilica S. Maria in Cosmedin della Chiesa cattolica greco-melchita è stato un momento importante  per affrontare l’insostenibilità della guerra. L’evento promosso dalla Fondazione Communia (di cui fa parte Urban Experience), attraverso il gruppo di lavoro creato da Luigi De Giacomo, denominato “Costruttori di Pace” e tutte le organizzazioni aderenti, hanno dato luogo a un’iniziativa pubblica per dare voce alla volontà di bandire la guerra dalla Storia. Con l’estensione della guerra in Medioriente, è diventato insopportabile assistere passivamente all’escalation militare e all’impotenza di una diplomazia incapace di prevenire i conflitti e le ingiustizie del mondo. Tutto il dibattito s’è articolato su 5 dimensioni tematiche sia nella mattinata con decine di interventi (vedi le riprese video) e questo post che illustra tutto il fitto programma)  sia nei relativi gruppi di lavoro pomeridiani: Dialogo interreligioso e interculturale, come base per la pace; Diplomazia e diritto internazionale umanitario, gli strumenti alternativi all’uso della forza devono trionfare, anche grazie al riconoscimento di una maggiore centralità delle ONG e delle rappresentanze dei popoli, che sono antidoti alla deumanizzazione del nemico ed esplorano vie per “disertare la guerra”; Diversità, come base per il rispetto reciproco, la cura e l’accoglimento dell’altro, con una riflessione femminista sulla guerra come grave espressione delle derive patriarcali; Decolonizzare i rapporti internazionali, perché non ci può essere pace senza la giustizia che non riconosce l’autodeterminazione dei popoli; Disarmare la terra e le economie, come fermare le conseguenze dirette e indirette della guerra sui fragili equilibri ambientali e climatici della terra e concentrare gli investimenti verso un’economia di pace; solo con la cooperazione internazionale si possono affrontare le sfide globali, prendere le distanze dal dogma della competizione neoliberista. Pensare a nuove istituzioni per gestire un mondo multipolare.

Urban Experience ha coordinato il gruppo di discussione sul Dialogo interreligioso e interculturale da cui sono emerse non solo riflessioni incrociate, da cui sono state estratte delle parole chiave (qui a fianco nella tag cloud cartacea) ma anche delle proposte operative per delle azioni, partendo dall’assunto che è necessario “dare corpo alla pace”. Eccole: 1. Para Civitate (da opporre al detto latino Si vis pacem, para bellum): metodi ludico partecipativi per dialogare in cammino e civilizzare gli spazi del conflitto attraversandoli. 2. Legami: religione (nel suo etimo religere-religare significa legare) per cui  “legarsi ai principi fondanti”. Si propone di visualizzare con diversi fili colorati le diverse appartenenze religiose e culturali. 3. Contest artistico e convivio. Lanciare un contest concorso di idee su performance e installazioni da impostare come residenze artistiche su alcune parole chiave come perdono, giustizia e pace interpretate anche attraverso l’ottica interreligiosa. Happening da far confluire in un convivio con cibi interculturali. 4. Mettere in comunione le diverse liturgie, concelebrando in un luogo aperto, inclusivo che esprima nuovi linguaggi evocativi del futuro comune, per appagare il bisogno spirituale di ritrovarsi attraverso le liturgie esperendo conoscenza reciproca.

Alla fine di tutto si è andati in walkabout, uscendo-entrando nella città… Sembra una battuta ma non lo è: c’è da sapere che “Entrare Fuori, Uscire Dentro” (titolo anche di una serie di azioni nell’ex Manicomio di Roma) è stato uno degli slogan geniali di Franco Basaglia, di cui ricorre in questi giorni il Centenario. Con quel motto si realizzò una delle poche “rivoluzioni” fatte dal nostro Paese: la chiusura del sistema manicomiale nel 1978, grazie alla Legge 180 che è tutt’oggi un riferimento in tutto il mondo. Quell’ossimoro esplicitava il fatto di chiudere i Manicomi per “aprire” la Società, invitava ad “entrare” nella realtà e al contempo uscire da quel “dentro” implosivo, dettato da costrizione e alienazione. E’ con questo spirito divergente che abbiamo ricombinato la densità della giornata, coscienti che per fare la Pace ci sono diverse vie, e tutte partono dalla nostra coscienza. E’ per questo che ci siamo interrogati su cosa ci fosse accaduto in quella giornata di discussione.  Abbiamo raccolto le parole chiave più pertinenti, usando una di queste, come verità (una delle vittime delle Guerre), come una chiave per interpretare il luogo più vicino alla sala in cui eravano stati per circa 10 ore: la Bocca della Verità. Giusto per scoprire che quel grande disco di marmo fessurato non era altro che il grande tombino della Cloaca Maxima che scorreva sotto il Foro Romano. Usare i luoghi come contenuti e non solo come contenitori fa parte del nostro metodo (nel suo etimo meta+hodos significa riflettere in cammino), è utile a liberare quel potenziale che spesso martirizziamo con troppe riunioni sedute.

Ehi! Sai che i Romani avevano una dea per la Pace? Vedi a proposito il videoreport di WREP.

Lungo la via Latina, tra le tombe mirabili e le baracche che ricordano lo slum più povero

Ci siamo messi in cammino di nuovo (dopo il walkabout dei Giorni della Memoria) con gli studenti del Liceo Cicerone di Frascati, con cui ci stiamo preparando per il progetto Paesaggi Umani e con cui stiamo concludendo il progetto 17 goal ONU in 17 luoghi. Interpretare il Futuro Sostenibile con i piedi per terra e la testa nel cloud per 8xMille Valdese,  partendo dal Parco Archeologico dell’Appia Antica, seguendo l’antica Via Latina affiancata da mirabili Tombe del I secolo a.C.

Un luogo emblematico, anche perchè in quei giorni ricorrevano i Parentalia, festività che i Romani dedicavano al culto dei Manes, gli dei con cui erano identificati gli spiriti dei defunti, come ha sottolineato Elena De Santis, docente  del Liceo “Marco Tullio Cicerone” di Frascati che con Alessandro Cugno del Parco Archeologico dell’Appia Antica ha qualificato la conversazione radionomade. Con i ragazzi stiamo intraprendendo un percorso definito “La scuola esce dentro la città”, seguendo le tracce della via Latina, in quanto “monumento lineare” da adottare come comunità educante diffusa in cammino. Il walkabout si è interrogato su come ripercorrere le tracce della Via Latina che subito dopo l’area archeologica scompare, inghiottita dall’asfalto, da recinzioni e strani complessi edilizi (magazzini, parcheggi, carrozzerie abbandonate). Avevamo già cercato anni fa dei varchi, per riagganciarci alla via Latina tra gli acquedotti (in mezzo al Felice e il Claudio) ma non si erano trovati. Usciamo quindi dai cancelli posteriori del Parco Archeologico e risaliamo la via Demetriade per puntare Tor Fiscale, in fila indiana sul marciapiede stretto, fino ad arrivare al Campo Barbarico dove troviamo la “Casaccia”, un edificio funera­rio in laterizio del II sec. d.C. sito al III miglio della Via Latina, dove dei recenti scavi hanno rivelato del basolato. Si fa sosta in un giardinetto dall’aria un po’ selvatica, è un’area gestita spontaneamente dalla comunità territoriale, un atto di sussidiareità che ci permette di ragionare con i ragazzi sul valore dello Spazio Pubblico e di come sia possibile colmare dei deficit di governance con l’impegno civile dei cittadini.

Tagliamo per i prati e sull’acquedotto Felice, all’altezza di Tor Fiscale, appare la “madonna fantasmina” in un affresco scolorito che campeggia su una fontana settecentesca inscritta tra i fornici. Era considerata come la protettrice di pastori e briganti e ancor più dei baraccati che per decenni hanno abitato l’acquedotto, diventato la ” casa degli ultimi”, dopo aver accolto gli sfollati di San Lorenzo per i bombardamenti del 1943.  Una storia importantissima per capire il paradosso di Roma Capitale delle diseguaglianze.

Lungo quel tratto, per chilometri, sia verso i Castelli Romani, sia verso il centro città, c’era un mondo fatto di centinaia di baracche addossate all’acquedotto Felice e migliaia di persone che fino alla fine degli anni Settanta hanno abitato lo slum più grande d’Europa. E’ qui che si trovava la Scuola 725 fondata da don Roberto Sardelli, il “don Milani di San Policarpo”, dove ora si estende il Parco degli Acquedotti (dove Urban Experience ha condotto decine di walkabout tra cui questo emblematico in cui si ascoltano anche i podcast sulla Scuola 725). Ascoltiamo in cuffia la voce di Sardelli che descrive quel mondo “di sotto” e all’improvviso ci troviamo dentro una sorta di allucinazione collettiva: sono spuntate di nuovo le baracche! Ma è il set di una serie Netflix, dedicata ad Adelina Tattilo, l’editrice di Playmen, dove Pasolini scrisse dello slum degli acquedotti.

Arriviamo al Casale di Tor Fiscale dove ci accolgono con un buon ciambellone e ci raccontano di come quella comunità territoriale abbia creato uno straordinario esempio di sussidiarietà nella gestione riconosciuta di un bene pubblico. In una sala dove è esposta una mostra permanente sulla storia di quel territorio, troviamo una foto che testimonia l’esperienza pedagogica dei “Garibaldini dell’Alfaberto” che ai primi del Novecento fu protagonista di una “guerra di liberazione dall’ignoranza” che si sviluppò in gran parte sui Castelli Romani (se ne tratta in un report del walkabout al Museo dell’Educazione, dove con i ragazzi del Liceo Cicerone sarà interessante andare).

Da qui si raggiunge il quinto miglio della Via Latina, realizzata dai Romani nella seconda metà del IV sec. a.C., ma il cui tracciato era impiegato fin dall’VIII sec. a.C. dagli Etruschi, che puntava verso Capua e che costituiva una delle diramazioni della via Francigena nel Sud. Siamo nel grande corridoio verde del Parco degli Acquedotti che oggi è bellissimo, ancor più perchè rappresenta il valore del riscatto sociale e culturale di un territorio che da scenario di povertà si prospetta ora come Spazio Pubblico segnato dalla bellezza degli acquedotti, in un’area che dall’antichità rappresenta un crocevia delle rete idrica che avrebbe dissetato Roma, con gli acquedotti Anio Vetus, Marcia, Tepula, Iulia, Claudio, Anio Novus, Mariana e il cinquecentesco Felice, fatto costruire da Sisto V (Felice Peretti) su alcuni resti dei precedenti.

Si conclude il walkabout sul tratto meglio conservato dell’antica Via Latina (anche perchè vi scorreva sopra l’acquedotto di superfice dell’Acqua Mariana, fatto allestire nel 1122 daPapa Callisto II per far funzionare i mulini) che rappresenta la meta finale di un cammino che esprime il “metodo” (dal greco meta e hodos, riflettere in cammino) del nostro processo condiviso di “apprendimento dappertutto” funzionale al progetto Paesaggi Umani che da metà marzo si svilupperà al Liceo Cicerone, a Villa Sciarra a Frascati.

Le vie per fare la pace

Ecco la newsletter del mercoledì (giorno scelto perchè dedicato a Mercurius, il dio romano della comunicazione) che tende ora ad avere una programmazione quindicinale. Prima di dare gli appuntamenti anteponiamo sempre link ai report su ciò che facciamo. Aprili e leggili, è importante per cogliere il senso di ciò che combiniamo. Non promuoviamo eventi, esploriamo il senso dei luoghi e ne distilliamo teorie iperboliche (leggi quelle emerse nel Forum alla Scuola Areospaziale de La Sapienza vi trovi anche l’integrale delle riprese video).

Dopo il walkabout nelle Giornate della Memoria, dalla Porta Latina al Museo degli Internati Militari; dopo la tre giorni intensa ad Altamura per lo step finale di StaffettArtigiana Reloaded; le 17 azioni del progetto 17 goal in 17 luoghi per l’8x1000Valdese (vedi il geoblog!); la combinazione walkabout + Teatro Mobile = Performing Media peripatetico con + pathos: w+tm=pm+p, l’algoritmo della nostra nuova formula di innovazione culturale, sempre più ibrida;  il Forum del progetto Performing Media.La nuova spettacolarità immersiva e radio-mobile nelle periferie eccentriche con Teatro Mobile alla Scuola Areospaziale de La Sapienza; le prime azioni del progetto per l’8xMille Valdese a Tor Bella Monaca e Link University; la conclusione del Festival Storie di Umanità della Croce Rossa a Solferino;  il walkabout Vajonts 23 al Parco degli Acquedotti; il walkabout Ripensare la città a Quartu Sant’Elena e il talk sul libro-librido in biblioteca; l’intervento alla X edizione de Le Meraviglie del Possibile a Cagliari; le 2 azioni congiunte (con Teatro Mobile) al Parco Archeologico di Ostia Antica su Caligola e Re Lear; il walkabout a Castiglione delle Stiviere dove è nata la Croce Rossa;  il walkabout+teatro mobile sull’Appia Antica con il Festival Letteratura di Viaggio; il webinar per l’Ordine degli Architetti di Roma (con videoprologo) su “Gli attraversamenti della città e dei territori”; la Summer School di Rigenerazione Urbana a Maggiora (Novara) sul Piemonte AntonellianoOgniluogoèteatroun festival a Vercelli che ci ricorda che la città non è solo un contenitore Nostos, tra amore e odio, il walkabout a Frosolone per Molise di Mezzo; Il confronto a Kilowatt Festival sull’azione nello spazio pubblico e la sua estensione nell’ambiente digitale; la Festa Mobile a Iper-Festival delle Periferieil workshop + talk + walkabout + screening  su Performing Media, un futuro remoto a Torino; il talk-evento a Narni sul Performing Media, un futuro remoto ; il brainstorming e walkabout a Novalesa e Giaveno; la primavera 4.0 dell’agricoltura romana; l’esperienza immersiva nello spettacolo post-teatrale in realtà virtuale del Teatro dell’Argine; l’OnLive Campus a Collegno; la III edizione di Paesaggi Umani. Reinventare lo sguardo sulla città, ascoltandone le storie per Contemporaneamente Roma (il videoreport ) ; la III edizione di Performing Media! per Estate Romana, tra videoproiezioni nomadi sull’Appia Antica, geopodcasting, danza nella realtà virtuale e blockchain (il videoreport);

Noi agiamo ( WE  ACT ) camminiamo e riflettiamo (hai cliccato sui link ai report? sì, s’insiste…) siamo tra i pochi a distillare azioni in tal modo.

 

A Roma, mercoledi 21 febbraio, alle ore 9, dal Parco Archeologico dell’Appia Antica-Tombe della via Latina (Via dell’Arco di Travertino, 151) c’è il walkabout rivolto esclusivamente agli studenti del Liceo Cicerone di Frascati con cui ci stiamo preparando per il progetto Paesaggi Umani e con cui stiamo concludendo il progetto 17 goal ONU in 17 luoghi. Interpretare il Futuro Sostenibile con i piedi per terra e la testa nel cloud per 8xMille Valdese. Il 21 Febbraio, in occasione dei Feralia, giornata conclusiva dei Parentalia, festività che i Romani dedicavano al culto dei Manes, gli dei con cui erano identificati gli spiriti dei defunti, studentesse e studenti del Liceo “Marco Tullio Cicerone” di Frascati, insieme a loro docenti, realizzeranno la terza tappa del percorso “La scuola esce dentro la città” camminando lungo la via Latina con un approccio di Service Learning all’interno di una comunità educante diffusa. Il walkabout prevede un itinerario che dal Parco delle Tombe di via Latina giungerà fino al Parco degli Acquedotti (dove si trovava la Scuola 725 fondata da don Roberto Sardelli, il “don Milani di San Policarpo”) attraversando Campo Barbarico e Tor Fiscale: dal terzo miglio della via Latina si raggiungerà all’incirca il quinto miglio di questa antichissima strada realizzata dai Romani nella seconda metà del IV sec. a.C., ma il cui tracciato era impiegato fin dall’VIII sec. a.C. dagli Etruschi per recarsi in Campania, che i pastori latini dei Colli Albani usavano per la transumanza delle loro greggi e che ancora in età medievale costituiva una delle diramazioni della via Francigena nel Sud.

A Roma, al MACRO (Via Nizza 138), venerdì 23 febbraio, dalle ore 10, si svolge una presentazione pubblica del Laboratorio Roma050 – Il Futuro di una metropoli mondo in cui interverremo come Urban Experience nei tavoli tematici. Dopo i primi quattro mesi di attività il Laboratorio Roma050  coordinato dall’architetto Stefano Boeri con il supporto organizzativo di Risorse per Roma Spa, organizza per venerdì 23 e sabato 24 febbraio un primo incontro pubblico di ascolto e raccolta delle idee e progetti provenienti dai mondi delle istituzioni e della società civile. L’incontro di apertura delle due giornate vedrà il saluto del Sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri e la partecipazione dell’Assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, dell’Architetto Stefano Boeri e dei 10 progettisti che compongono il Laboratorio (Matteo Costanzo ed Eloisa Susanna, Giorgio Azzariti, Giulia Benati, Jacopo Costanzo, Margherita Erbani, Carmelo Gagliano, Susan Isawi, Riccardo Ruggeri, Marco Tanzilli) e sarà dedicato alla discussione dei primi risultati del lavoro di mappatura dei progetti e delle trasformazioni in corso nella Capitale e alla presentazione del programma di lavoro del Laboratorio Roma050. La sezione “Visioni e Città” ospiterà le voci di protagonisti della cultura italiana e ed internazionale che porteranno il loro contributo scientifico e creativo. I talk “Idee per Roma” (ambito in cui interverremo come Urban Experience, trattando dell’Università della Terra concepita da Paolo Ramundo e Food Policy associata all’innovazione e alle sfide ecosistemiche), organizzati secondo tre differenti sguardi sulla città – “sopra Roma”, “attraverso Roma”, “sotto Roma” e coordinati dai progettisti del Laboratorio, raccoglieranno invece, attraverso diverse angolature e competenze, i punti di vista, le esperienze e le proposte di un primo gruppo di esponenti del mondo delle istituzioni locali, Assessorati di Roma Capitale, Presidenti dei Municipi e Commissioni Consiliari, degli ordini professionali, del mondo accademico e della società civile.  Contributi essenziali oltre che per redigere una grande e inclusiva mappatura della Roma contemporanea, anche per immaginarne il futuro. Programma venerdì 23 – Tre Viste su Roma

A Roma, sabato 24 Febbraio 2024, nel Salone della Basilica S. Maria in Cosmedin (Via della Greca 2), dalle ore 9,30 (fino alle 19,30) si svolgerà l’evento “Le vie per fare la pace” promosso da Fondazione Communia-Rete permanente per i Beni Comuni (di cui fa parte Urban Experience), l’Associazione Beni Comuni Stefano Rodotà, Costruttori di Pace” e altre organizzazioni. Nel giorno in cui la guerra in Europa entrerà nel suo terzo anno, dare voce alla volontà di bandire la guerra dalla storia. Con l’estensione della guerra in Medioriente, è diventato insopportabile assistere passivamente all’escalation militare e all’impotenza di una diplomazia incapace di prevenire i conflitti e le ingiustizie del mondo. Queste, le 5 dimensioni tematiche in cui sono articolati gli interventi della mattinata e i relativi gruppi di lavoro pomeridiani:  Dialogo interreligioso e interculturale, come base per la pace; Diplomazia e diritto internazionale umanitario, gli strumenti alternativi all’uso della forza devono trionfare, anche grazie al riconoscimento di una maggiore centralità delle ONG e delle rappresentanze dei popoli, che sono antidoti alla deumanizzazione del nemico ed esplorano vie per “disertare la guerra”; Diversità, come base per il rispetto reciproco, la cura e l’accoglimento dell’altro. Una riflessione femminista sulla guerra; Decolonizzare i rapporti internazionali, perché non ci può essere pace senza giustizia; Disarmare la terra e le economie, bisogna fermare le conseguenze dirette e indirette della guerra sui fragili equilibri ambientali e climatici della terra e concentrare gli investimenti verso un’economia di pace; solo con la cooperazione internazionale si possono affrontare le sfide globali, prendere le distanze dal dogma della competizione neoliberista. Per questo servono nuove istituzioni per gestire un mondo multipolare. Le relatrici e i relatori della mattinata offriranno punti di riflessioni, spunti alternativi e proposte operative, che saranno poi discussi nel pomeriggio all’interno dei gruppi di lavoro, in sessioni parallele. Programma: 9:30 Apertura: Apocrisario Patriarcale Archimandrita Chihade Abboud, Chiesa Greco Melchita Cattolica, saluti introduttivi Johnny Dotti, Fondazione Communia; Presentazione programma lavori Antonella Trocino, Associazione Beni Comuni “Stefano Rodotà”. 9:45 “Dialogo interreligioso e interculturale” introducono: Cinzia Rossi, Costruttori di Pace, Fabio Zavattaro, La Nostra Madre Terra. Ospiti: cardinale Mattia Maria Zuppi, CEI; Cardinale Pierbattista Pizzaballa; imam Yahya Pallavacini, COREIS Comunità Religiosa Islamica; padre Fr. Francesco Patton, Custode Terra Santa; Lino Piacentini, Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti sez. Roma; Archimandrita Chihade Abboud, Chiesa Greco Melchita Cattolica. 10:35 “Diplomazia e diritto internazionale umanitario” introducono: Maurizio Salustro, Associazione Beni Comuni “Stefano Rodotà”; Vincenzo Vigna, Costruttori di Pace. Ospiti: Alberto Bradanini, Ambasciatore; Stefano Di Carlo, Medici Senza Frontiere; Elena Basile, Ambasciatrice. 11:20 MEAN, proposta sui “corpi civili di pace”, Marianella Sclavi. 11:25 “Diversità” introducono: Daniela Belliti e Iosé Maria Tarallo, Costruttori di Pace. Ospiti: Maura Cossutta, Casa Internazionale delle Donne; Patrizia Sterpetti, Women’s International League for Peace and Freedom Italia; Olga Karatch, Our House – Centro Internazionale per le iniziative civili. 12:10 “Decolonizzare i rapporti internazionali” introducono: Clara Habte, Villaggio della Pace; Giovanna Bianconi, COPATTRIM; Edgardo Maria Iozia, Melitea. Ospiti: Pier Virgilio Dastoli, Movimento Europeo; Maurizio Dioguardi, Centro Internazionale di Studi sulla Pace e la Fraternità tra i Popoli “José Marti”; don Mattia Ferrari, Cappellano Mediterranea. 12:55 “Disarmare la terra e le economie” introducono: Antonella Trocino, Associazione Beni Comuni “Stefano Rodotà”; Antonella Galetta, LEGAMBIENTE Reggio Emilia. Ospiti: Vanessa Pallucchi, LEGAMBIENTE Nazionale; Leonardo Becchetti, Un. Tor Vergata; Stefano Zamagni, Un. Alma Mater. 13:40 “La rivoluzione globale pacifica, per un nuovo umanesimo“ – Presentazione del libro da parte dell’autore Oreste Parisotto, UNIPAX. 13:55 Light lunch (con prenotazione). 14:45-16:45 Approfondimenti in gruppi di lavoro con proposte ed elaborato finale. 16:45-18:00 Assemblea plenaria, segue Walkabout, conversazione radionomade condotta da Carlo Infante-Urban Experience.

Programma in pdf: Evento_Pace  E’ richiesta la preventiva prenotazione all’evento tramite questo link L’evento sarà trasmesso in diretta sulle pagine Facebook :“Rete Communia” : https://www.facebook.com/RETECommunia, “Costruttori di Pace”: https://www.facebook.com/groups/costruttoridipace “ABC” : https://www.facebook.com/abcbenicomuni.it. Contatti : crosscinziarossi@yahoo.it | Cinzia Rossi, Fondazione Communia – Costruttori di Pace

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Al Parco di Veio (Formello), dal parcheggio (questo è il punto), a 2 km da Formello (seguire le indicazioni per il “Santuario del Sorbo”) domenica 25 febbraio  alle ore 9,30 parte il walkabout nella Valle del Sorbo a sostegno di Emergency, per cui si è invitati a versare un contributo. Una passeggiata nella valle per circa 5 chilometri, prevalentemente pianeggiante. Il Sorbo è una valle chiusa, tra Formello e Campagnano, dove le acque hanno modellato nel tempo i teneri banchi di tufo, trasformandoli in morbide colline. Certe mattine d’inverno la nebbiolina sospesa sulla valle tratteggia in aria le anse del fiume Crèmera. Animali allo stato brado e boschi lussureggianti contribuiscono all’atmosfera rarefatta, in cui risuona solo lo scroscio della cascata di fondo valle.  Si tratta di un’escursione combinata con un walkabout, per conversare mentre si cammina, un format che si distacca dalle altre visite guidate per creare condizioni partecipative più coinvolgenti. Sarà utilizzato anche un kamishibai (teatro di carta giapponese), per illustrare il “non visibile”. Seguirà un pranzo (facoltativo) al ristorante “La Pineta (da Mozzone)”, a circa un chilometro dal parcheggio di partenza. Si consiglia: Scarponcini da trekking e borraccia d’acqua. Prenotazione obbligatoria (partecipazione a numero chiuso) a Roberto Sinibaldi: WhatsApp 3461739853

A marzo sono previste azioni a Corviale con Luigi Cinque, evocando Antonio Infantino, il Fabulous Trickster; e al MUSED (Museo dell’Educazione) con gli studenti di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre e quelli più giovani dell’I.C.Acquaroni di Tor Bella Monaca, per cogliere la storia esemplare dei “garibaldini dell’alfabeto”.

Si segnala:

  • Il Talk di VOX, venerdì 23 febbraio  dalle 17:45  alle 18:45 a LUISS ENLABS (Via Marsala 29H), su Macchine e Linguaggio: Le AI controlleranno il mondo? Di cosa dobbiamo davvero preoccuparci e di cosa limitarci a sorridere? con la partecipazione di Massimo Di Leo-Nuvola Project, partner di Urban Experience. “Macchine intelligenti e autonome che conquistano il mondo! È un topos classico della fantascienza ma oggi pare salito agli altari della cronaca: sempre più spesso si esprimono, anche autorevolmente, preoccupazioni sull’eventuale controllo, se non dominio da parte delle macchine. In questo talk ci porremo la domanda “Le macchine conquisteranno il mondo?” cercando di capire come siamo giunti a porcela e che significato possiamo attribuirle.” Registrarsi qui   https://forms.gle/meakM8WYDeF7K7DY7

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Ero Roccia, ora sono montagna. Storie di una sfida verticale…

Dopo un bel po’ di tempo riprende la mossa del  mercoledì (giorno scelto perchè dedicato a Mercurius, il dio romano della comunicazione) con la newsletter di Urban Experience. Prima di dare gli appuntamenti anteponiamo link ai report su ciò che facciamo. Aprili e leggili, è importante per cogliere il senso di ciò che combiniamo. Non promuoviamo eventi, esploriamo il senso dei luoghi e ne distilliamo teorie iperboliche (leggi quelle emerse nel Forum alla Scuola Areospaziale de La Sapienza vi trovi anche l’integrale delle riprese video).

Dopo il walkabout nelle Giornate della Memoria, dalla Porta Latina al Museo degli Internati Militari; dopo la tre giorni intensa ad Altamura per lo step finale di StaffettArtigiana Reloaded; le 17 azioni del progetto 17 goal in 17 luoghi per l’8x1000Valdese (vedi il geoblog!); la combinazione walkabout + Teatro Mobile = Performing Media peripatetico con + pathos: w+tm=pm+p, l’algoritmo della nostra nuova formula di innovazione culturale, sempre più ibrida;  il Forum del progetto Performing Media.La nuova spettacolarità immersiva e radio-mobile nelle periferie eccentriche con Teatro Mobile alla Scuola Areospaziale de La Sapienza; le prime azioni del progetto per l’8xMille Valdese a Tor Bella Monaca e Link University; la conclusione del Festival Storie di Umanità della Croce Rossa a Solferino;  il walkabout Vajonts 23 al Parco degli Acquedotti; il walkabout Ripensare la città a Quartu Sant’Elena e il talk sul libro-librido in biblioteca; l’intervento alla X edizione de Le Meraviglie del Possibile a Cagliari; le 2 azioni congiunte (con Teatro Mobile) al Parco Archeologico di Ostia Antica su Caligola e Re Lear; il walkabout a Castiglione delle Stiviere dove è nata la Croce Rossa;  il walkabout+teatro mobile sull’Appia Antica con il Festival Letteratura di Viaggio; il webinar per l’Ordine degli Architetti di Roma (con videoprologo) su “Gli attraversamenti della città e dei territori”; la Summer School di Rigenerazione Urbana a Maggiora (Novara) sul Piemonte AntonellianoOgniluogoèteatroun festival a Vercelli che ci ricorda che la città non è solo un contenitore Nostos, tra amore e odio, il walkabout a Frosolone per Molise di Mezzo; Il confronto a Kilowatt Festival sull’azione nello spazio pubblico e la sua estensione nell’ambiente digitale; la Festa Mobile a Iper-Festival delle Periferieil workshop + talk + walkabout + screening  su Performing Media, un futuro remoto a Torino; il talk-evento a Narni sul Performing Media, un futuro remoto ; il brainstorming e walkabout a Novalesa e Giaveno; la primavera 4.0 dell’agricoltura romana; l’esperienza immersiva nello spettacolo post-teatrale in realtà virtuale del Teatro dell’Argine; l’OnLive Campus a Collegno; la III edizione di Paesaggi Umani. Reinventare lo sguardo sulla città, ascoltandone le storie per Contemporaneamente Roma (il videoreport ) ; la III edizione di Performing Media! per Estate Romana, tra videoproiezioni nomadi sull’Appia Antica, geopodcasting, danza nella realtà virtuale e blockchain (il videoreport);

Noi agiamo ( WE  ACT ) camminiamo e riflettiamo (hai cliccato sui link ai report? sì, s’insiste…) siamo tra i pochi a distillare azioni in tal modo.

A Frascati, al Liceo Cicerone, sono partiti i laboratori di performing media per le mappe e i geopodcast del progetto Paesaggi Umani che partirà a marzo. Un’azione preliminare s’è svolta in occasione delle Giornate della Memoria con un walkabout dalla Porta Latina al Museo degli Internati Militari, per un esercizio di Memoria, con i piedi per Terra e la testa nel Cloud. Non solo s’è camminato ma s’è esplorato, è ciò che facciamo con i walkabout, rilanciando un desiderio di Guglielmo Marconi (di cui quest’anno ricorrono i 150 anni dalla nascita) come quello della comunicazione radio. Usiamo quella tecnologia per poter parlare in cammino, cosa che altrimenti non è possibile se non fermandosi e fare comizio, E’ proprio quell’approccio peripatetico che ci connota rispetto a tutti quelli che fanno trekking o visite guidate, per cui si associa la parola al passo, parlando di fianco piuttosto che di fronte, sollecitando il pensiero alla presenza di spirito, liberando un potenziale che è in tutti noi, pensando guardandosi intorno, attivando apprendimento dappertutto. Vedi il report.

A Roma, a Villa Ada (ingresso da via Salaria 267), domenica 11 febbraio alle ore 11, Simona Verrusio che collabora con Urban Experience propone un Haiku lab – Esplorazione poetica di Villa Ada, attraverso lo spazio e la visione. Passeggiata meditativa, in assonanza con il ginkgo giapponese: ‘camminare e an-notare quel che la natura offre allo sguardo e agli altri sensi’. Si cammina insieme nel verde e con piccoli esercizi di percezione si stimola una riattivazione sensoriale. Si darà il nome proprio alle piante e agli alberi per avvicinarci, passeggiata dopo passeggiata, alla pratica poetica degli haiku giapponesi.  Durata due ore circa. Venire vestiti comodi e con scarpe adeguate alla passeggiata. In caso di pioggia l’evento sarà rinviato. Simona Verrusio e Nilou Bahram conducono l’ incontro. Partecipazione a offerta libera. Gradita la prenotazione per mail simonaverrusio@gmail.com o al numero 3392443504. Evento facebook.

A Roma, nel Chiostro della Basilica di Santa Maria in Cosmedin (Piazza della Bocca della Verità), sabato 24 febbraio dalle ore 10 alle 20, si svolgerà una densa giornata si studio (con relazioni teoriche, gruppi di discussione, walkabout) su Le vie per fare la pace promossa da Costruttori di Pace, Fondazione Communia (di cui Urban Experience è tra i fondatori), Associazione Beni Comuni “Stefano Rodotà” OdV e altre organizzazioni. Nel giorno in cui la guerra in Europa entrerà nel suo terzo anno, i Costruttori di Pace, la Fondazione Communia e tutte le organizzazioni si fanno promotori di un’iniziativa pubblica per uscire dalla comunicazione on line dei gruppi chiusi, per esplorare collettivamente e costruttivamente come dare voce alla volontà – in gran parte inespressa e frustrata – della maggioranza della cittadinanza di bandire la guerra dalla storia. Con l’estensione della guerra in Medioriente, è diventato insopportabile assistere passivamente all’escalation militare e all’impotenza di una diplomazia incapace di affrontare i conflitti e le ingiustizie del mondo; una politica e una diplomazia che lasciano parlare solo le armi, in scontri dove non vince nessuno, ma un crescente numero di vittime civili pagano con il sangue la legge del più forte.

Si segnala:

  • L’incontro, alla Libreria Libraccio (Via Appia 278), sul libro appena pubblicato da Garzanti Ero roccia, ora sono montagna di Nasim Eshqi e Francesca Borghetti . Qui se ne tratta in un articolo pubblicato da La Repubblica nel 2021 in occasione della programmazione su RAI Uno del docufilm Climbing Iran di Francesca Borghetti da cui s’è sviluppata tutta questa storia di emancipazione femminile in Iran, sfidando la verticalità delle montagne.
  • Open Call INTERNAZIONALE PER ARTISTI e ARTISTE promossa FESTIVAL INTERNAZIONALE DI TEATRO ARTE E NUOVE TECNOLOGIE “LE MERAVIGLIE DEL POSSIBILE” Cagliari (ITALIA) –XI° Edizione 2024. Il Festival LMDP sostiene lo sviluppo e la sperimentazione di nuovi linguaggi creativi, teatrali e artistici attraverso le nuove tecnologie, con la programmazione di spettacoli, performance, installazioni, workshop, conferenze. Il Festival LMDP sostiene l’equità di genere nelle arti performative transmediali.
  • Una densa intervista, impostata con buon piglio filosofico da Carlo Mazzucchelli, pubblicata qualche anno fa (e ritrovata di recente) su Solo Tablet a proposito del rapporto tra la nostra vita e la pressione tecnologica.
  • I post a proposito del progetto 17 goal ONU in 17 luoghi. Interpretare il Futuro Sostenibile con i piedi per terra e la testa nel cloud sostenuto  dall’8×Mille Valdese su Eco in Città a proposito di Acqua Pubblica;  Formazione-Cambiamento , su Mobilizon, su Eco in Città 

Report:

Dalla Porta Latina al Museo degli Internati Militari. Un esercizio di Memoria, con i piedi per Terra e la testa nel Cloud.

Verso i patti di collaborazione di StaffettArtigiana.edu ad Altamura

Una lezione da apprendere: come tradurre un massacro in risposta umanitaria universale

Alla riscoperta delle architetture Antonelliane. Un cantiere nomade di progettazione culturale nell’Alto Piemonte

L’azione nello spazio pubblico e la sua estensione nell’ambiente digitale. Un confronto a Kilowatt Festival

Nostos, tra amore e odio. Il walkabout a Frosolone per Molise di Mezzo

L’esplorazione nel bosco di S.Maria di Faifoli;

La Festa Mobile a Iper-Festival delle Periferie

Il walkabout foot Footage al Testaccio per Buffalo Roots Film Festival;

Il workshop + talk + walkabout + screening  su Performing Media, un futuro remoto a Torino;

Il walkabout tra gli agrumeti della citta-giardino del Pigneto;

Il talk-evento a Narni sul Performing Media, un futuro remoto ;

Il brainstorming e walkabout a Novalesa e Giaveno;

L’OnLive Campus a Collegno;

Le esplorazioni nella memoria di Cagliari;

Il report della III edizione di Paesaggi Umani, tra i garibaldini dell’alfabeto e derive urbane nella metro

Ripercorrendo la pista aperta dall’aedo digitale: Giacomo Verde, il pioniere del Performing Media

Report della III edizione di Performing Media, tra videoproiezioni nomadi sull’Appia Antica, geopodcasting, danza nella realtà virtuale e blockchain

Il Modello Riace per salvare le Aree Interne dallo spopolamento

I primi goal di SoftScience, dalle storie tristi che però cambiano la Storia al re-Power e all’acqua e la conoscenza come bene comune.

Il brainstorming nomade sulla “Regina Viarum” dopo il talk sul Performing Media

Conversando con Marco Baliani sulle pratiche del narrare e dell’errare

La Storia nelle geografie urbane di Napoli, dove s’è inventato il futuro

Report dei report di Performing Media! 2021. Verso l’innovazione adattiva

Esploriamo concetti non solo i territori. Il report dei report di SoftScience.17 goal in 17 luoghi di Roma 

Dalla Porta Latina al Museo degli Internati Militari. Un esercizio di Memoria, con i piedi per Terra e la testa nel Cloud.

E’ importante ricordarci quanto il camminare sia importante per l’evoluzione della nostra coscienza, da quando i primi Homo sapiens si sono mossi dall’attuale Etiopia circa 195.000 anni fa. Ma sappiamo che non basta, bisogna esplorare e riflettere, ed è ciò che facciamo con i walkabout, rilanciando un desiderio di Guglielmo Marconi (di cui quest’anno ricorrono i 150 anni dalla nascita) come quello della comunicazione radio. Usiamo quella tecnologia per poter parlare in cammino, cosa che altrimenti non è possibile se non fermandosi e fare comizio, E’ proprio quell’approccio peripatetico che ci connota rispetto a tutti quelli che fanno trekking o visite guidate, per cui si associa la parola al passo, parlando di fianco piuttosto che di fronte, sollecitando il pensiero alla presenza di spirito, liberando un potenziale che è in tutti noi, pensando guardandosi intorno, attivando apprendimento dappertutto.

Per le Giornate della Memoria con i docenti e gli studenti del Liceo “Cicerone” di Frascati s’è scelto come punto di partenza la Porta Latina, prima di tutto perchè da lì parte la Via Latina, la più antica delle strade romane, importantissima perchè connetteva Roma alla sua matrice latina, i Colli Albani. E’ per questo che si è scelta la Via Latina, “adottata”dal Liceo frascatano come “monumento lineare” per intraprendere un percorso nella Memoria, da quella antica a quella della II Guerra Mondiale, durante la quale Villa Sciarra a Frascati (che ora accoglie il Liceo) fu bombardata.

Prima tappa il Museo delle Mura a Porta S.Sebastiano per cogliere dall’alto la vastità di una delle cinte murarie più lunghe al mondo (12 chilometri, originariamente 19 km), un tratto importante che abbiamo esplorato più volte, anche con i “minori migranti” che abbiamo ricordato ascoltando via radio un podcast in cui veniva descritta l’origine vulcanica del tufo in lingua araba. Ecco un altro aspetto che abbiamo sottolineato: il fatto che quelle Mura siano costruite con materiali eruttivi del Vulcano Laziale nelle sue diverse manifestazioni da 350.000 anni fa. Gran parte di Roma s’è edificata con tufo, pozzolana, leucitite (il sampietrino: lava raffreddata) arrivata dai Colli Albani, proprio da dove arrivano quegli studenti in esplorazione.

Seconda tappa il Parco Archeologico del Celio dove troviamo la mirabile “Forma Urbis” all’interno dell’Ex Palestra della Gioventù Italiana del Littorio, una planimetria di Roma scolpita su 150 lastre di marmo (per una superfice di 18x13m) tra il 203 e il 211 d.C. di cui rimangono solo alcuni frammenti, inscritti però nella Pianta Grande di Giovanni Battista Nolli del 1748. Si cammina su questa grande mappa, superando la contemplazione “verticale” dell’opera, per esplorarla in orizzontale, usarla a terra, orientandosi, simulando l’esplorazione calpestando una delle prime rappresentazioni “planimetriche” di Roma. All’esterno ci si ritrova nel cosiddetto  “giardino vitruviano” con molti elementi marmorei significativi dell’antica Roma, tra cui molte epigrafi e cippi funerari con cui gli studenti, sollecitati dalla docente Elena De Santis, si sono accinti a decodificare. E’ qui che, camminando tra quelle rovine che evocano la civiltà romana, conversiamo al telefono con Walter Tocci che sta coordinando il CArMe (Centro Archeologico Monumentale di Roma) un progetto che tende a riqualificare l’area dei Fori perchè torni ad essere centro della vita pubblica, proprio come era nell’antichità. Parliamo di quanto siano importanti i percorsi pedonali nel concepire quella dimensione aulica come un emblema di spazio pubblico, superando il centro storico, proiettandosi verso il fuori, seguendo le direttrici degli acquedotti e di antiche vie come la Latina. Quel parco archeologico del Celio è stato percorso tante volte dai nostri walkabout (anche con videoproiezioni nomadi, facendo addirittura riapparire la Meta Sudans, il “monumento fantasma”), denunciando l’assenza di percorsi pedonali in sicurezza (tuttoggi decisamente problematici, per via del passaggio del tram) e rilevando un modello partecipativo che ha fatto scuola ma che purtroppo la newsletter “Progetto Celio” recentemente ha ignorato (nonostante ne pubblichi le foto, dimenticando di citare Urban Experience).

Terza tappa è il Museo degli Internati Militari a poche decine di metri, lungo la via Labicana, per toccare un punto cruciale delle Giornate della Memoria e quindi ricordare, oltre le vittime della Shoah, tutti coloro che hanno rischiato la vita per proteggere gli ebrei, nonché i deportati militari e politici italiani nella Germania nazista. Una grande storia triste questa degli Internati eppure tutt’oggi molto sottovalutata… ma milioni di italiani furono investiti dal dramma dei militari italiani resi internati (concetto coniato dalla burocrazia nazista) per non essere riconosciuti Prigionieri di guerra dai tedeschi. Almeno 650.000 un numero enorme, molti non tornarono e moltissimi ne uscirono devastati nel corpo e nell’anima, trattati come schiavi. Ci accoglie Rosina Zucco, la direttrice del Museo promosso dall’ANRP (Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento, dalla Guerra di Liberazione) descrivendo il processo di ricerca prima con l’archivio e poi con il Museo, in un percorso teso a costruire tra l’Italia e la Germania una “nuova politica della memoria” in onore delle vittime, per mostrare che da quelle tragedie  i due Paesi sono riusciti ad uscire ed oggi lavorano insieme per un futuro di pace. Tra le storie messe in campo ci ha scosso di nuovo quella di Radio Caterina di cui ci occupammo tempo fa una soluzione tecnologica che si rivelò liberatoria. Era il 1944, nel campo di prigionia per Internati Militari Italiani di Sandbostel, uno dei più grandi campi di prigionia costruiti in territorio tedesco. Radio Caterina era un piccolo ricevitore ad Onde Medie autocostruito (con un barattolo di sottaceti, brillantina, pezzi di lamiera zincata, 20 monete di rame, dinamo di una bicicletta…) che ha permesso a migliaia di prigionieri di ricevere notizie sull’andamento della guerra e trovare quindi la forza di resistere al freddo, alla fame, alle malattie e alle angherie dei carcerieri.

Questa esplorazione rientra, come azione preliminare, sia nei progetti che si sviluooeranno a marzo al Liceo Cicerone di Frascati: Paesaggi Umani per la Regione Lazio e 17 goal ONU in 17 luoghi. Interpretare il Futuro Sostenibile con i piedi per terra e la testa nel cloud per l’8×1000 Valdese.

Verso i patti di collaborazione di StaffettArtigiana.edu ad Altamura

Una tre giorni intensa ad Altamura ha concluso lo step finale di StaffettArtigiana Reloaded di Esperimenti Architettonici – progetto curato con Lucia Lazzaro, vincitore del bando Puglia Capitale Sociale 3.0 della Regione Puglia – delineando una prospettiva che condurrà a StaffettArtigiana.edu, intesa come ecosistema formativo intergenerazionale.

Un percorso avviato in questi ultimi mesi con gli studenti del Liceo Classico “Cagnazzi” e l’Istituto Tecnico “Nervi” attraverso l’istituzione di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento, l’ex alternanza scuola-lavoro) con laboratori presso botteghe artigiane e attività di design thinking. Il principio base è quello di creare una “staffetta” tra gli antichi mestieri e quelli futuri, in buona parte ancora da inventare, basandosi sulle nuove competenze digitali, dal web reporting a quelle dei makers digitali, utilizzando anche stampanti 3D.

Con i ragazzi subito dopo il talk di presentazione del progetto in progress nell’aula magna del Liceo si è andati in walkabout per le strade e i “claustri” (le piazzette d’impronta federiciana, sorti nel XIII secolo in una città che accolse comunità greche, ebree, saracene…) per arrivare a fare incursioni (dolci, grazie ai sistemi radio che permettono di far seguire la conversazione anche a chi rimane fuori) nelle botteghe artigiane.

Prima di uscire da scuola per entrare nella città ci soffermiamo, proprio sulla soglia, su un oggetto per molti misterioso: un nettascarpe (sderlazze o rattalaut in dialetto) in ferro battuto piantato sul basolato. Dà subito l’idea di come il mondo sia cambiato, quando il fango nelle strade in terra battuta era un bel problema e come molti arnesi fossero prodotti a mano, addirittura dal metallo fuso. E’ un ottimo assist per Antonio Moramarco che con i fratelli gestisce il laboratorio orafo dove in questi mesi s’è condivisa sapienza artigiana, anche nell’esercizio della fusione (vedi nel post fb qui sotto le riprese video).

Si va poi da Gabriella Reznek, nella sua “sartoria della borsa” per trattare del restauro di borse e valigie, del design degli accessori e fondamentalmente del riuso creativo, un aspetto cruciale messo in mostra (da Chiara Storsillo assistita dagli studenti del Nervi) con i puff, piccoli marchingegni per sigarette elettroniche che una volta esauriti diventano rifiuti speciali.

Un punto cardine questo dell’economia circolare che riguarda molte delle esperienze artigiane già coinvolte: come quelle del ceramista Michele Colonna, il cementista Michele Attivissimo; le “manine laboriose” di Anna Capurso che con l’uncinetto ha curato interventi di urban knitting; la bottega di restauro Labò di Maria Cappiello che opera sui props (oggetti di scena) come quelli di design raffinato scelti per un video che promuove il progetto; e fondamentalmente il MAD (MurgiArtiDesign) di Massimiliano Scalera che dal prossimo anno prenderà il testimone (come accade in tutte le staffette) da Saverio Massaro, ideatore del progetto e fondatore di Esperimenti Architettonici. Il processo in atto comporta un salto di qualità, distillando le parole chiave rilevate per impostare una serie di Patti di Collaborazione da rivolgere  alle diverse realtà coinvolte (come Comunità Circolare, Agorateca, Comunità Educante Diffusa, Università della Basilicata, Accademia di Belle Arti di Bari, AltraAgricoltura, giovani esperte di Digital Marketing Territoriale, imprese geniali come Pecore Attive, etc.)

Il Museo Etnografico dell’Alta Murgia è stato il luogo che ha accolto workshop e brainstorming, dando vita ad un luogo chiuso da tempo, liberando il suo potenziale di “teatro della memoria” con incontri che lo hanno fatto diventare laboratorio di comunità (qui una riflessione su questo tema) e non più solo museo troppo affollato di reperti del mondo rurale. In quel museo emergono oggetti che appaiono rivelatori come la tagghj, un bastoncino di ferula che svolgeva una funzione di nota di credito sulle giornate lavorate (o su beni), contate e intagliate, e divisa a metà, una delle 2 parti andava al creditore. Una sorta di token antelitteram. Un dispositivo che ci fa pensare ai prossimi sviluppi del web 3.0 con la blockchain(una linea di ricerca su cui ci siamo già attivati). Un oggetto del passato che ispira il futuro. Un dato singolare che si analizzò già tempo fa, quando nacque StaffettArtigiana nel 2015.

Dal brainstorming con gli studenti emergono parole chiave come: valore (proiettando questo concetto sia sulla valorizzazione dei territori, sia sul riconoscimento della partecipazione attiva); scoperta (rilevando come lo sguardo possa ripensare i contesti); curiosità (cogliendo la centralità della percezione accesa da modalità coinvolgenti di esplorazione), incontro (sottolineando la condizione abilitante della relazione); diversità (cogliendo la peculiarità della biodiversità che connota il nostro Paese); cambiamento (intendendo sia transizione ecologica che digitale); futuro (pensando a quante opportunità evolutive si prospettino, sfidando le incognite); passato (ricordando che non si tratta di conservare ceneri ma tenere acceso il fuoco, usando la memoria come processo generativo).

Altri spunti utili per redarre i Patti di Collaborazione che stringono i nodi della rete insorgono nel branstorming radionomade del walkabout a cui partecipa anche il sindaco Vitantonio Petronella, attento e disponibile a sostenere questa progettualità. Ecco quindi che si parla di sussidiarietà, ovvero degli accordi di partneriato tra Pubblico e Privato, di misurabilità dei processi partecipativi e del volontariato, di Beni Comuni, di reThinking per riconfigurare lo sguardo su ciò che c’è per intravedere sviluppi futuri. Qui riemerge – come linea d’iniziativa strategica per l’ecosistema formativo di StaffettArtigiana.edu – quel concetto di scoperta attraverso metodi di esplorazione che diventino occasione di confronto e di empatia, nonchè di innovativo web reporting attraverso le pratiche del performing media (con mappe interattive e geopodcast).

Quel territorio murgiano di cui fa parte Altamura è di una ricchezza incredibile ma va riscoperto e ripensato, a partire dalle sue matrici arcaiche (dalle impronte dei dinosauri del Cretaceo al fossile del Neanderthal di 40.000 anni fa) a quelle storiche del XVIII con la figura centrale di Luca de Samuele Cagnazzi, arcidiacono e scienziato, protagonista dell’Università di Altamura (istituita nel nel 1747 da Carlo III di Borbone) e sodale di Gioacchino Murat. Una storia emblematica di cui si trova traccia significativa alla Dimora Cagnazzi, nell’agro sotto Altamura, tra necropoli antiche, cave di calcarenite con impronte fossili marine, straordinarie neviere e, nella residenza, una preziosa biblioteca con una “colombaia-pensatoio” sovrastata da un formidabile soffitto a nido d’ape. Un luogo che rivela un genius loci arcaico combinato in un gioiello classicista illuminato, gestito con amore geniale da Adriana e Mimmo Rayola, discendente di Luca de Samuele Cagnazzi, un grande intellettuale che va riscoperto, in quanto figura ponte tra l’arcaicità murgiana e un futuro già seminato (tra l’altro inventò il tonografo) da scienziati come lui.

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Ad Altamura per StaffettArtigiana e a Milano con il talk su Performing Media: il corpo esteso per l’Innovazione Adattiva

Aridaje, come in tutti i mercoledì (giorno che abbiamo scelto perchè dedicato a Mercurius, il dio romano della comunicazione) arriva la newsletter di Urban Experience. Prima di dare gli appuntamenti anteponiamo link ai report su ciò che facciamo. Aprili e leggili, è importante per capire con cui hai a che fare. Noi non promuoviamo eventi, esploriamo il senso dei luoghi e ne distilliamo teorie iperboliche (leggi quelle emerse nel Forum alla Scuola Areospaziale de La Sapienza vi trovi anche l’integrale delle riprese video).

Dopo  le 17 azioni del progetto 17 goal in 17 luoghi per l’8x1000Valdese (vedi il geoblog!); la combinazione walkabout + Teatro Mobile = Performing Media peripatetico con + pathos: w+tm=pm+p, l’algoritmo semplice dell’innovazione culturale;  il Forum del progetto Performing Media.La nuova spettacolarità immersiva e radio-mobile nelle periferie eccentriche con Teatro Mobile alla Scuola Areospaziale de La Sapienza; le prime azioni del progetto per l’8xMille Valdese a Tor Bella Monaca e Link University; la conclusione del Festival Storie di Umanità della Croce Rossa a Solferino;  il walkabout Vajonts 23 al Parco degli Acquedotti; il walkabout Ripensare la città a Quartu Sant’Elena e il talk sul libro-librido in biblioteca; l’intervento alla X edizione de Le Meraviglie del Possibile a Cagliari; le 2 azioni congiunte (con Teatro Mobile) al Parco Archeologico di Ostia Antica su Caligola e Re Lear; il walkabout a Castiglione delle Stiviere dove è nata la Croce Rossa;  il walkabout+teatro mobile sull’Appia Antica con il Festival Letteratura di Viaggio; il webinar per l’Ordine degli Architetti di Roma (con videoprologo) su “Gli attraversamenti della città e dei territori”; la Summer School di Rigenerazione Urbana a Maggiora (Novara) sul Piemonte Antonelliano; Ogniluogoèteatroun festival a Vercelli che ci ricorda che la città non è solo un contenitore Nostos, tra amore e odio, il walkabout a Frosolone per Molise di Mezzo; Il confronto a Kilowatt Festival sull’azione nello spazio pubblico e la sua estensione nell’ambiente digitale; la Festa Mobile a Iper-Festival delle Periferieil workshop + talk + walkabout + screening  su Performing Media, un futuro remoto a Torino; il talk-evento a Narni sul Performing Media, un futuro remoto ; il brainstorming e walkabout a Novalesa e Giaveno; la primavera 4.0 dell’agricoltura romana; l’esperienza immersiva nello spettacolo post-teatrale in realtà virtuale del Teatro dell’Argine; l’OnLive Campus a Collegno; la III edizione di Paesaggi Umani. Reinventare lo sguardo sulla città, ascoltandone le storie per Contemporaneamente Roma (il videoreport ) ; la III edizione di Performing Media! per Estate Romana, tra videoproiezioni nomadi sull’Appia Antica, geopodcasting, danza nella realtà virtuale e blockchain (il videoreport);

Noi agiamo ( WE  ACT ) camminiamo e riflettiamo (hai cliccato sui link ai report? non ce se ne rende conto ma siamo tra i pochi a distillare azioni in tal modo. Leggi, non ci deludere e se pensi che valga la pena dacci il tuo 5×1000. Sotto trovi le indicazioni).

Ad Altamura, al Museo Etnografico dell’Altamurgia (Via Vittorio Veneto 53-Piazza S. Teresa) dal 7 al 9 dicembre ci sarà una tre giorni (diffusa in tutto il territorio, con Opening al Liceo Cagnazzi e incursione a Matera) di restituzione del progetto StaffettArtigiana Reloaded – inclusione e lavoro (nel link il programma dettagliato) già vincitore dell’avviso pubblico Puglia Capitale Sociale 3.0. Si tratta di un progetto che riprende e implementa il lavoro fatto nel 2015 con StaffettArtigiana – tra memoria e mestieri, un cantiere creativo e partecipativo durante il quale sono state raccolte testimonianze e saperi artigiani che compongono una mappa-archivio interattiva su www.staffettartigiana.it. StaffettArtigiana Reloaded è finalizzato a restituire dignità e visibilità alle capacità artigianali presenti sul territorio, favorendo la restituzione alla collettività dell’Archivio di testimonianze, memorie e saperi legate all’artigianato locale, raccolte dal soggetto proponente nei lavori precedenti, e facendo emergere il potenziale generativo dell’archivio stesso, inteso come matrice per nuove produzioni. StaffettArtigiana è un’azione sistemica per mettere assieme giovani, artigiani, imprese e stakeholder locali e favorire innovazione di processo in ottica di economia circolare e learning-by-doing. Sulla base dell’analisi di contesto e dell’individuazione dei fabbisogni, saranno identificate le sfide che saranno individuate dalla rete, e che dovranno contemperare l’esigenza di rafforzare il capitale sociale locale e favorire lo sviluppo culturale ed economico.

S’interverrà con walkabout ed altri format di community empowerment sulla co-progettazione della Scuola-Archivio dei Mestieri Artigiani e i Patti di Collaborazione.

Un report dell’intervento nel 2015 seminò idee che ora sono in pieno sviluppo. Una delle immagini rilevate allora fu il Tagghj, un bastoncino (spesso di ferula) con delle tacche e divisibile in due parti da condividere, una sorta di token ante litteram. E’ l’emblema di una progettualità che ci condurrà verso la blockchain, il prossimo web 3.0 dove tracciare, in modo preciso e certificabile, il valore della partecipazione attiva in rete.

A Milano, ad AIEP-DidStudio  (Fabbrica del Vapore, Via Procaccini 4) interveniamo nell’ambito del NAO Performing Festival che si svolgerà dal 15 al 17 dicembre. S’interpreterà la pluralità di linguaggi, dalla danza alle tecnologie, che trova una ottima definizione nel performing media, ambito di cui si tratterà nella XIV edizione dal titolo EXTRAVAGANZA-EXTRADANZA. Ecco l’incipit del talk su Performing Media. Il corpo esteso per l’Innovazione Adattiva con screening da questo link.
Performing media è un campo di ricerca che trova origine nell’ambito delle culture digitali e in particolare nella performance della danza e del teatro di ricerca in relazione ai nuovi media, come nel videoteatro, una singolarità italiana sviluppata nei primi anni Ottanta, con la Postavanguardia. Un fenomeno che si è poi esteso alle più diverse articolazioni, sondando le nuove frontiere del virtuale e dell’interaction design. Un processo evolutivo che sonda le potenzialità digitali, estendendo le pratiche del corpo nella prospettiva di una Innovazione Adattiva che comporta una reciprocità tra naturale e artificiale.

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Il Metodo più sostenibile: ragionare in cammino sui 17 goal dell’ONU per 8×1000 Valdese. Primo tratto.

Urban Experience con i walkabout ha messo a punto un metodo (che noi consideriamo il metodo, ricordando a tutti che methodos, in greco significa sostanzialmente riflettere camminando: meta+ hodos)  che permette di condurre esplorazioni senzienti in cui i partecipanti diventano protagonisti.

Ecco cosa abbiamo fatto per il progetto 17 goal ONU in 17 luoghi. Interpretare il Futuro Sostenibile con i piedi per terra e la testa nel cloud per 8xMille Valdese: una serie di esplorazioni, da ottobre 2023 (fino a marzo 2024) per individuare luoghi particolari nel territorio esteso di Roma Città Metropolitana (fino a Frascati) per cogliere singolarità che interpretino i 17 obiettivi di Agenda 2030, con i piedi per terra (camminando e incontrando) e con la testa nel cloud (progettando mappe interattive e geopodcast) per un progetto di performing media storytelling sostenuto dall’8×1000 Valdese.

Il progetto che anticipò questo focus sui 17 goal di Agenda 2030

 

 

 

 

 

 

 

Si è partiti il 30 ottobre a Tor Bella Monaca con 3 workshop rivolti a studenti e docenti del Liceo Amaldi, trattando dei Goal 1: povertà, Goal 4: educazione, Goal 9:  innovazione digitale, Goal 10: diseguaglianza, Goal 16: legalità in connessione ad un altro progetto avviato con Ministero della Cultura e Roma Capitale, Performing Media nella Periferia Eccentrica. Nell’articolazione dell’attività è emersa una parola chiave che attraversa tutti quegli obiettivi: Cittadinanza Educativa. L’intervento all’Amaldi si è articolato in due sessioni, una, in prima mattinata, alla sede centrale e l’altra, alle ore 11, alla succursale.

Stessi focus nel pomeriggio con i docenti dell’Istituto Comprensivo Via Acquaroni con cui si è definita una formula decisamente adeguata: giocare i media per non essere giocati. Un processo ludico-partecipativo decisivo per ragazzi che non sono più bambini ma non ancora adolescenti. Un incontro funzionale alla co-progettazione dell’evento che la scuola sta preparando per il 22 novembre, per l’inaugurazione di due piazzette connotate dalla toponomastica al femminile.Totale coinvolti nelle tre azioni: 140. Mappa

Il 31 ottobre, al  Link Campus University si tratta dei Goal 4: educazione, Goal 9:  innovazione digitale con il walkabout Performing Media, l’innovazione adattiva (solo per studenti e docenti) integrato ad un talk con screening web e conversazione che si definisce Experience Lab nel momento in cui è combinata con l’esplorazione partecipata che associa il camminare con i piedi per terra con il riflettere con la testa nel cloud. Totale coinvolti nel walkabout: 30, spettatori più di 50, nel talk 30. Mappa.

Il 2 novembre, al Parco degli Acquedotti si affrontano i Goal 4: educazione, Goal 6: acqua pubblica nel walkabout I paesaggi umani dell’acquedotto che è diventato casa e scuola. La conversazione radionomade si è svolta itinerante tra gli acquedotti, in un’area che dall’antichità rappresenta un crocevia delle rete idrica che avrebbe dissetato Roma, con gli acquedotti Anio Vetus, Marcia, Tepula, Iulia, Claudio, Anio Novus, Mariana e Felice. Un genius loci straordinario che esprime il valore dell’acqua come Bene Comune e che ad un certo momento della storia (dopo i bombardamenti del 1943) si rivelò, con le grandi arcate degli acquedotti, rifugio per gli sfollati. Per decenni quel luogo fu trasformato in casa d’emergenza per gli “ultimi” che approdavano a Roma cercando lavoro sull’onda del Boom Economico. Quell’area fu considerata la Calcutta d’Europa (non a caso vi fu realizzata la prima casa europea di Madre Teresa di Calcutta) con uno “slum” addensato da migliaia di senza tetto. Totale coinvolti nel walkabout: 20, spettatori più di 40. Mappa.

L’ 8 novembre, coinvolgiamo i ragazzi e i docenti dell’ Istituto Comprensivo Via Acquaroni sulle tematiche Goal 1: povertà, Goal 4: educazione, Goal 10: diseguaglianza, Goal 5: donne, Goal 16: legalità  in walkabout CityKid. Il quartiere a misura dei più giovani . Si inizia con un'”incursione dolce” all’interno del Liceo Amaldi, incontrando la Dirigente Scolastica che, con orgoglio, dichiara come quel Liceo che sta al centro di uno dei quartieri di Roma più poveri e pervasi dall’illegalità sia stato riconosciuto come uno dei migliori della Capitale. La grande maggioranza di quei ragazzi tra qualche anno faranno la richiesta d’iscrizione a quell’Istituto e il fatto stesso di esplorarlo li entusiasma. Il fatto poi che nella Palestra trovino delle installazioni Realtà Virtuale Empatica li sorprende, nel modo migliore. Tornando a scuola il walkabout diventa un’occasione d’oro per fare Apprendimento Dappertutto, guardandosi intorno, accostando la “Torre della Legalità” (uno dei condomini affrancato dalla malvivenza) a prati selvatici dove troviamo anche dei funghi (marasmius oreades). Totale coinvolti nel walkabout: 28, spettatori più di 60. Mappa.

Il 16 novembre a Biblioteca Villa Leopardi usiamo i Goal 9:  innovazione digitale, Goal 11: smart community  per dinamizzare il walkabout I Paesaggi Umani con i piedi per terra e la testa nel cloud che introduce il talk-evento sul libro-librido Performing Media – un futuro remoto .  Un’occasione ghiotta per inquadrare l’obiettivo dell’innovazione digitale nel percorso di ricerca sul performing media. Un ambito che riguarda sempre più lo sviluppo delle tecnologie dei nuovi media interattivi, immersivi, mobili e geolocalizzati. I media possono diventare così performanti in via direttamente proporzionale alle nostre azioni innestate a progettazioni culturali ed educative. Ciò sta creando un nuovo paradigma per ciò che definiamo cultura: il rapporto tra uomo e mondo non è solo mediato da tecnologie meramente intese come strumenti ma comporta un’integrazione sensibile tra il naturale e l’artificiale, creando nuove opportunità di evoluzione antropologica e culturale. Totale coinvolti nelle due azioni: 45, spettatori (del walkabout itinerante) più di 30. Mappa.

Il  17 novembre alla Casa del Quartiere Tor di Valle si affrontano i Goal 11: smart community, Goal 15: biodiversità, Goal 12: economia circolare, Goal 14 : mare, Goal 17: partnership in walkabout Per un Parco Agricolo e Fluviale verso il mare a Tor di Valle. Si torna (vedi report di un walkabout fatto in quel tratto tempo fa) a riflettere sul senso di rigenerazione non solo urbana che in quella prateria di Tor di Valle insorge come disagio di fronte al paradosso urbanistico di progetti assurdi come quelli dello Stadio della Roma, ormai svaniti. Si è in un “meandro” tra Decima, con l’impronta architettonica di Luigi Moretti, e l’area golenale del Tevere, costeggiando l’ippodromo fantasma di Lafuente, ormai spazio di discarica selvaggia. Un’azione di urbanismo tattico ragionando-camminando di un Parco Fluviale che possa diventare una cerniera tra la città e il futuro porto turistico di Fiumicino. Totale coinvolti : 20; spettatori (del walkabout itinerante) più di 30. Mappa.

Il 18 novembre in Cava Fabretti per i Goal 11: smart community, Goal 15: biodiversità, Goal 2: cibo, Goal 13: emergenza climatica, Goal 3: salute  si va in un walkabout La biodiversità e l’insostenibilità dell’Antropocene. Conversazione peripatetica nella Cava Fabretti – da cui per decenni sono stati estratti pozzolana, tufo e selci, ovvero i sanpietrini (non propriamente basalto, ma leucitite), frutto della colata piroclastica prodotta 280.000 anni fa dall’eruzione del Vulcano Laziale dei Colli Albani – che oggi si rivela non solo enclave selvatica ma potenziale e nuovo Bosco Parrasio, scenario di un “museo dappertutto” dell’Antropocene. Si ascolteranno personaggi chiave come Cristina di Svezia che nel XVII secolo fondò, a Roma, l’Arcadia con Raffaele Fabretti, consigliere di tre Papi. E’ stato con noi il suo discendente con cui ricomporre le tracce di memoria della prima Arcadia, verso quella futura. E’ Giorgio Fabretti, erede di Raffaele Fabretti fondatore nel XVII secolo dell’Arcadia, primo istituto di ricerca scientifico e poetica, conseguente all’Accademia Reale di Scienze istituita da Cristina di Svezia, con Cartesio, a Stoccolma, l’Atene del Nord. E’ con lui che registriamo dei preziosi geopodcast su biodiversità e involuzione dell’Antropocene. Totale coinvolti nel walkabout: 49. Mappa.

Il 22 novembre a Tor Bella Monaca, presso l’I.C.Acquaroni, talk e convivio Per un quartiere da Re-Immagnare.Il filo D’Arianna nell’inaugurazione delle nuove piazze con una toponomastica al femminile sui Goal 5: donne, Goal 4: educazione, Goal 2: cibo, Goal 11: smart community, Goal 5: donne, Goal 16: legalità, Goal 17: partnership. E’ stata un’occasione anche per riflettere su come in una periferia eccentrica come Tor Bella Monaca sia importante reinventare modelli educativi e culturali. A partire anche dalla toponomastica, dedicando a Malala Yousafzai, la blogger pakistana, e alla pittrice messicana Frida Kahlo, le piazzette prossime alla scuola e ridefinendo Torre della Legalità, uno dei condomini bonificati dalla delinquenza. in una prospettiva di rigenerazione urbana associata a quella culturale, come esposto da Tobia Zevi, assessore al Patrimonio di Roma Capitale. Emblematico poi che tutto sia convogliato in un bel convivio cucinato da Tarzanetto (uno dei “ragazzi di vita” di Pasolini) straordinario nonno cuoco e corsaro. Totale coinvolti: 75. Mappa.

Il 23 novembre dalla Casa Tecnologie Emergenti (Stazione Tiburtina, davanti a binario 17) si va verso gli Studios sulla Via Tiburtina in walkabout Tra startup e teatri di posa. Si tratta di  Goal 9:  innovazione digitale, Goal 7: energia pulita, Goal 13: emergenza climatica, Goal 3: salute, Goal 8: lavoro, Goal 2: cibo, Goal 12: economia circolare, Goal 17: partnership. Si è esplorata la molteplice declinazione dell’innovazione, partendo dalla Casa Tecnologie Emergenti, incubatore di start up, in un ambiente ad alto valore formativo per le imprese digitali. Lungo la via Tiburtina, conversando con i vari stakeholder, contattati anche al telefono (dopotutto il walkabout è una “radio che cammina”) si è giunti ad un luogo storico del cinema italiano, gli Studios. Era il 1947, nel primissimo dopoguerra, quando vi venne girato il film “Accidenti alla guerra!” di Giorgio Simonelli, con Nino Taranto, negli Stabilimenti De Paolis – IN.CI.R. (Industrie Cinematografiche Romane) appena ricostruiti, dopo i bombardamenti subiti, ridestando le architetture di Antonio Valente (lo stesso che realizzò il Centro Sperimentale di Cinematografia), che nel 1938 aveva progettato i teatri di posa  al terzo chilometro della Via Tiburtina. E’ evocando quel film che si è mosso il walkabout per un’esplorazione – brainstorming radionomade negli stabilimenti tiburtini, in collaborazione con WREP-Webreporter. Totale coinvolti nel walkabout: 20, spettatori più di 100 su Via Tiburtina. Mappa.

Il 29 novembre, di nuovo al Parco Acquedotti, uno dei luoghi più densi di paesaggi umani di Roma, per trattare dei Goal 4: educazione, Goal 6: acqua pubblica, Goal 11: smart community, Goal 17: partnership. Il walkabout L’acqua bene comune con gli studenti del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre si è svolto come una conversazione itinerante tra gli acquedotti Anio Vetus, Marcia, Tepula, Iulia, Claudio, Anio Novus, Mariana e Felice, la plastica conferma di come quel luogo sia emblema archetipico dell’universalità dell’acqua come bene comune. Abbiamo ripercorso, ascoltando le voci dei protagonisti delle lotte di cinquant’anni fa (tra cui anche quella di Massimiliano Fiorucci, oggi rettore dell’Università degli Studi Roma Tre), le azioni educative e di riscatto sociale di Don Roberto Sardelli nell’acquedotto Felice. E’ stata inoltre evocata la maggior tragedia idrogeologica italiana, quella del Vajont, ascoltando un frammento dell’orazione civile di Marco Paolini, sulla base di un’esperienza già svolta in quel luogo. Un metodo, questo del walkabout, che permette di  impattare con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle nazioni unite dell’agenda 2030, quali educazione, acqua pubblica, disuguaglianze, parole chiave che nel pomeriggio in classe, al Dipartimento di Scienze della Formazione, hanno visto emergere anche: riqualificazione, coinvolgimento, setting educativo esperienziale, relazioni, apprendimento dappertutto, ignoto, ibridazione, evoluzione, invisibilità, amplificazione, frammentarietà, stratificazione, spaesamento, disuguaglianze, immersivo, sensorialità. Si è poi riflettuto su quanto l’innovazione tecnologica possa diventare veicolo di conformismo mentre il coinvolgimento e la partecipazione attiva nella cooperazione possono ammortizzare quell’inerzia convenzionale, promuovendo innovazione adattiva. Totale coinvolti nel walkabout e in classe: 39. Mappa.

Il  30 novembre, la prima sessione del progetto nelle sue 17 azioni sui 17 goal si conclude al Palazzo Merulana con il talk-performance dIAlogos – giocare con l’Intelligenza artificiale  per non esserne giocati, progetto di NuvolaProject per Urban Experience con Gaia Riposati e Massimo Di Leo (NuvolaProject), introduce Carlo Infante, su Goal 9:  innovazione digitale, Goal 5: donne, Goal 17: partnership. Si è mostrato come l’intelligenza artificiale possa far riverberare i 17 goal dell’Agenda 2030 creando consapevolezza attraverso una Nuvola interattiva; o ancora come si possa parlare di femminicidio con le parole di Shakespeare recitate da un quadro del Cinquecento animato da performance attoriali e modelli di intelligenza artificiale che ridanno vita a Lucrezia Romana. Dopo questo viaggio di ricognizione fra Reale, Virtuale e Realtà Aumentata, la serata si è conclusa con la performance dIAlogos in una sottile interazione teatrale e artigiana con l’Intelligenza Artificiale. Totale coinvolti: 77. Mappa.

La mappa complessiva delle azioni con i geopodcast

Se ne è parlato: Su Mobilizon; Eco in Città ; Formazione-Cambiamento; ALT Giornale Partecipato; ABCBeniComuni,  ONU Italia; PalazzoMerulana.it 

 

La prossima sessione del progetto si svolgerà tra gennaio-marzo 2024  al Liceo Cicerone, a Villa Sciarra, Frascati. Walkabout, experience lab (su mappe interattive e geopodcast) e happening finale in cui saranno allestite le “segnaletiche parlanti” in cui attraverso i qr code si linka alle mappe con i geopodcast realizzati sui 17 goal dell’ONU.

Il walkabout nelle Giornate della Memoria con gli studenti del Liceo Cicerone di Frascati, dalla Porta Latina al Museo degli Internati Militari;

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Al Parco degli Acquedotti e a Palazzo Merulana con Nuvola Project. Ad Altamura per Staffettartigiana

Rieccola, come in tutti mercoledì (giorno che abbiamo scelto perchè dedicato a Mercurius, il dio romano della comunicazione) la newsletter di Urban Experience. Prima di dare gli appuntamenti poniamo link ai report su ciò che facciamo. Aprili e leggili, è importante per capire con cui hai a che fare. Noi non promuoviamo eventi, esploriamo il senso dei luoghi e ne distilliamo teorie iperboliche (leggi quelle emerse nel Forum alla Scuola Areospaziale de La Sapienza).

Dopo  i walkabout + Teatro Mobile = Performing Media peripatetico con + pathos: w+tm=pm+p, l’algoritmo semplice dell’innovazione culturale;  il Forum del progetto Performing Media.La nuova spettacolarità immersiva e radio-mobile nelle periferie eccentriche con Teatro Mobile alla Scuola Areospaziale de La Sapienza; le prime azioni del progetto per l’8xMille Valdese a Tor Bella Monaca e Link University; la conclusione del Festival Storie di Umanità della Croce Rossa a Solferino;  il walkabout Vajonts 23 al Parco degli Acquedotti; il walkabout Ripensare la città a Quartu Sant’Elena e il talk sul libro-librido in biblioteca; l’intervento alla X edizione de Le Meraviglie del Possibile a Cagliari; le 2 azioni congiunte (con Teatro Mobile) al Parco Archeologico di Ostia Antica su Caligola e Re Lear; il walkabout a Castiglione delle Stiviere dove è nata la Croce Rossa;  il walkabout+teatro mobile sull’Appia Antica con il Festival Letteratura di Viaggio; il webinar per l’Ordine degli Architetti di Roma (con videoprologo) su “Gli attraversamenti della città e dei territori”; la Summer School di Rigenerazione Urbana a Maggiora (Novara) sul Piemonte Antonelliano; Ogniluogoèteatro: un festival a Vercelli che ci ricorda che la città non è solo un contenitore Nostos, tra amore e odio, il walkabout a Frosolone per Molise di Mezzo; Il confronto a Kilowatt Festival sull’azione nello spazio pubblico e la sua estensione nell’ambiente digitale; la Festa Mobile a Iper-Festival delle Periferieil workshop + talk + walkabout + screening  su Performing Media, un futuro remoto a Torino; il talk-evento a Narni sul Performing Media, un futuro remoto ; il brainstorming e walkabout a Novalesa e Giaveno; la primavera 4.0 dell’agricoltura romana; l’esperienza immersiva nello spettacolo post-teatrale in realtà virtuale del Teatro dell’Argine; l’OnLive Campus a Collegno; la III edizione di Paesaggi Umani. Reinventare lo sguardo sulla città, ascoltandone le storie per Contemporaneamente Roma (il videoreport ) ; la III edizione di Performing Media! per Estate Romana, tra videoproiezioni nomadi sull’Appia Antica, geopodcasting, danza nella realtà virtuale e blockchain (il videoreport);

Noi agiamo ( WE  ACT ) camminiamo e riflettiamo (hai cliccato sui link ai report? non ce se ne rende conto ma siamo tra i pochi a distillare azioni in tal modo. Leggi, non ci deludere e se pensi che valga la pena dacci il tuo 5×1000. Sotto trovi le indicazioni).

A Roma, si sta ultimando il progetto “17 goal ONU in 17 luoghi” per 8xMille Valdese con esplorazioni che individueranno luoghi particolari nel territorio esteso di Roma Città Metropolitana, da Tor Bella Monaca a Frascati, per cogliere singolarità che interpretino i 17 obiettivi di Agenda 2030, con i piedi per terra (camminando e incontrando) e con la testa nel cloud (progettando mappe interattive e geopodcast) per un progetto di performing media sostenuto dall’8×1000 Valdese. L’attività di audience engagement vedrà protagonisti docenti e studenti d’ogni ordine e grado con cui parlare dei 17 Goal in 17 luoghi, intersecando peculiarità tematiche e singolarità territoriali, interpretando i luoghi attraversati come un “sottotesto” per i ragionamenti esercitati nelle conversazioni itineranti e rilevando pertinenze teoriche che rivelano il genius loci dei contesti esplorati, associandoli ai 17 goal dell’Agenda 2030. E’ opportuno prenotarsi a info@urbanexperience.it

Mercoledì 29 novembre, ore 12, Parco Acquedotti (Piazza A. Celio Sabino, davanti Chiesa di San Policarpo) Walkabout L’acqua bene comune con gli studenti del Dip. di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre (con cui dopo, alle ore 16, in classe, faremo un’attività di ricomposizione dell’esperienza) . Goal 4: educazione, Goal 6: acqua pubblica, Goal 11: smart community, Goal 17: partnership.

Giovedì 30 novembre, ore 18 Palazzo Merulana (Via Merulana, 12) c’è dIAlogos – giocare con l’Intelligenza artificiale  per non esserne giocati, progetto di NuvolaProject per Urban Experience con Gaia Riposati e Massimo Di Leo (NuvolaProject). Si mostrerà come l’intelligenza artificiale possa far riverberare i 17 goal dell’Agenda 2030 creando consapevolezza attraverso una Nuvola interattiva; o ancora come si possa parlare di femminicidio con le parole di Shakespeare recitate da un quadro del 1500 animato da performance attoriali e modelli di intelligenza artificiale che ridanno vita a Lucrezia Romana. Dopo questo viaggio di ricognizione fra Reale, Virtuale e Realtà Aumentata, la serata si concluderà con la performance “dIAlogos” in un’interazione teatrale con l’Intelligenza Artificiale. Evento a partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti disponibili. Prenotazione consigliata al numero 0662288768.

Ad Altamura, al Museo Etnografico dell’Altamurgia (Via Vittorio Veneto 53-Piazza S. Teresa) dal 7 al 9 dicembre ci sarà una tre giorni (diffusa in tutto il territorio, con Opening al Liceo Cagnazzi e incursione a Matera) di restituzione del progetto StaffettArtigiana Reloaded – inclusione e lavoro già vincitore dell’avviso pubblico Puglia Capitale Sociale 3.0. Si tratta di un progetto che riprende e implementa il lavoro fatto nel 2015 con StaffettArtigiana – tra memoria e mestieri, un cantiere creativo e partecipativo durante il quale sono state raccolte testimonianze e saperi artigiani che compongono una mappa-archivio interattiva su www.staffettartigiana.it. StaffettArtigiana Reloaded è finalizzato a restituire dignità e visibilità alle capacità artigianali presenti sul territorio, favorendo la restituzione alla collettività dell’Archivio di testimonianze, memorie e saperi legate all’artigianato locale, raccolte dal soggetto proponente nei lavori precedenti, e facendo emergere il potenziale generativo dell’archivio stesso, inteso come matrice per nuove produzioni. StaffettArtigiana è un’azione sistemica per mettere assieme giovani, artigiani, imprese e stakeholder locali e favorire innovazione di processo in ottica di economia circolare e learning-by-doing. Sulla base dell’analisi di contesto e dell’individuazione dei fabbisogni, saranno identificate le sfide che saranno individuate dalla rete, e che dovranno contemperare l’esigenza di rafforzare il capitale sociale locale e favorire lo sviluppo culturale ed economico.

A Milano, ad AIEP-DidStudio  (Fabbrica del Vapore, Via Procaccini 4) interveniamo nell’ambito del NAO Performing Festival che si svolgerà dal 15 al 17 dicembre. S’interpreterà la pluralità di linguaggi, dalla danza alle tecnologie che trova una ottima definizione nel performing media, ambito di cui si tratterà nella XIV edizione dal titolo EXTRAVAGANZA-EXTRADANZA.

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