Urban Experience con i walkabout ha messo a punto un metodo (che noi consideriamo il metodo, ricordando a tutti che methodos, in greco significa sostanzialmente riflettere camminando: meta+ hodos) che permette di condurre esplorazioni senzienti in cui i partecipanti diventano protagonisti.
Ecco cosa abbiamo fatto per il progetto 17 goal ONU in 17 luoghi. Interpretare il Futuro Sostenibile con i piedi per terra e la testa nel cloud per 8xMille Valdese: una serie di esplorazioni, da ottobre 2023 (fino a marzo 2024) per individuare luoghi particolari nel territorio esteso di Roma Città Metropolitana (fino a Frascati) per cogliere singolarità che interpretino i 17 obiettivi di Agenda 2030, con i piedi per terra (camminando e incontrando) e con la testa nel cloud (progettando mappe interattive e geopodcast) per un progetto di performing media storytelling sostenuto dall’8×1000 Valdese.
Il progetto che anticipò questo focus sui 17 goal di Agenda 2030

Si è partiti il 30 ottobre a Tor Bella Monaca con 3 workshop rivolti a studenti e docenti del Liceo Amaldi, trattando dei Goal 1: povertà, Goal 4: educazione, Goal 9: innovazione digitale, Goal 10: diseguaglianza, Goal 16: legalità in connessione ad un altro progetto avviato con Ministero della Cultura e Roma Capitale, Performing Media nella Periferia Eccentrica. Nell’articolazione dell’attività è emersa una parola chiave che attraversa tutti quegli obiettivi: Cittadinanza Educativa. L’intervento all’Amaldi si è articolato in due sessioni, una, in prima mattinata, alla sede centrale e l’altra, alle ore 11, alla succursale.
Stessi focus nel pomeriggio con i docenti dell’Istituto Comprensivo Via Acquaroni con cui si è definita una formula decisamente adeguata: giocare i media per non essere giocati. Un processo ludico-partecipativo decisivo per ragazzi che non sono più bambini ma non ancora adolescenti. Un incontro funzionale alla co-progettazione dell’evento che la scuola sta preparando per il 22 novembre, per l’inaugurazione di due piazzette connotate dalla toponomastica al femminile.Totale coinvolti nelle tre azioni: 140. Mappa
Il 31 ottobre, al Link Campus University si tratta dei Goal 4: educazione, Goal 9: innovazione digitale con il walkabout Performing Media, l’innovazione adattiva (solo per studenti e docenti) integrato ad un talk con screening web e conversazione che si definisce Experience Lab nel momento in cui è combinata con l’esplorazione partecipata che associa il camminare con i piedi per terra con il riflettere con la testa nel cloud. Totale coinvolti nel walkabout: 30, spettatori più di 50, nel talk 30. Mappa.
Il 2 novembre, al Parco degli Acquedotti si affrontano i Goal 4: educazione, Goal 6: acqua pubblica nel walkabout I paesaggi umani dell’acquedotto che è diventato casa e scuola.
La conversazione radionomade si è svolta itinerante tra gli acquedotti, in un’area che dall’antichità rappresenta un crocevia delle rete idrica che avrebbe dissetato Roma, con gli acquedotti Anio Vetus, Marcia, Tepula, Iulia, Claudio, Anio Novus, Mariana e Felice. Un genius loci straordinario che esprime il valore dell’acqua come Bene Comune e che ad un certo momento della storia (dopo i bombardamenti del 1943) si rivelò, con le grandi arcate degli acquedotti, rifugio per gli sfollati. Per decenni quel luogo fu trasformato in casa d’emergenza per gli “ultimi” che approdavano a Roma cercando lavoro sull’onda del Boom Economico. Quell’area fu considerata la Calcutta d’Europa (non a caso vi fu realizzata la prima casa europea di Madre Teresa di Calcutta) con uno “slum” addensato da migliaia di senza tetto. Totale coinvolti nel walkabout: 20, spettatori più di 40. Mappa. 
L’ 8 novembre, coinvolgiamo i ragazzi e i docenti dell’ Istituto Comprensivo Via Acquaroni sulle tematiche Goal 1: povertà, Goal 4: educazione, Goal 10: diseguaglianza, Goal 5: donne, Goal 16: legalità in walkabout CityKid. Il quartiere a misura dei più giovani . Si inizia con un'”incursione dolce” all’interno del Liceo Amaldi, incontrando la Dirigente Scolastica che, con orgoglio, dichiara come quel Liceo che sta al centro di uno dei quartieri di Roma più poveri e pervasi dall’illegalità sia stato riconosciuto come uno dei migliori della Capitale. La grande maggioranza di quei ragazzi tra qualche anno faranno la richiesta d’iscrizione a quell’Istituto e il fatto stesso di esplorarlo li entusiasma. Il fatto poi che nella Palestra trovino delle installazioni Realtà Virtuale Empatica li sorprende, nel modo migliore. Tornando a scuola il walkabout diventa un’occasione d’oro per fare Apprendimento Dappertutto, guardandosi intorno, accostando la “Torre della Legalità” (uno dei condomini affrancato dalla malvivenza) a prati selvatici dove troviamo anche dei funghi (marasmius oreades). Totale coinvolti nel walkabout: 28, spettatori più di 60. Mappa.
Il 16 novembre a Biblioteca Villa Leopardi usiamo i Goal 9: innovazione digitale, Goal 11: smart community per dinamizzare il walkabout I Paesaggi Umani con i piedi per terra e la testa nel cloud che introduce il talk-evento sul libro-librido Performing Media – un futuro remoto . Un’occasione ghiotta per inquadrare l’obiettivo dell’innovazione digitale nel percorso di ricerca sul performing media. Un ambito che riguarda sempre più lo sviluppo delle tecnologie dei nuovi media interattivi, immersivi, mobili e geolocalizzati. I media possono diventare così performanti in via direttamente proporzionale alle nostre azioni innestate a progettazioni culturali ed educative. Ciò sta creando un nuovo paradigma per ciò che definiamo cultura: il rapporto tra uomo e mondo non è solo mediato da tecnologie meramente intese come strumenti ma comporta un’integrazione sensibile tra il naturale e l’artificiale, creando nuove opportunità di evoluzione antropologica e culturale. Totale coinvolti nelle due azioni: 45, spettatori (del walkabout itinerante) più di 30. Mappa.
Il 17 novembre alla Casa del Quartiere Tor di Valle si affrontano i Goal 11: smart community, Goal 15: biodiversità, Goal 12: economia circolare, Goal 14 : mare, Goal 17: partnership in walkabout Per un Parco Agricolo e Fluviale verso il mare a Tor di Valle. Si torna (vedi report di un walkabout fatto in quel tratto tempo fa) a riflettere sul senso di rigenerazione non solo urbana che in quella prateria di Tor di Valle insorge come disagio di fronte al paradosso urbanistico di progetti assurdi come quelli dello Stadio della Roma, ormai svaniti. Si è in un “meandro” tra Decima, con l’impronta architettonica di Luigi Moretti, e l’area golenale del Tevere, costeggiando l’ippodromo fantasma di Lafuente, ormai spazio di discarica selvaggia. Un’azione di urbanismo tattico ragionando-camminando di un Parco Fluviale che possa diventare una cerniera tra la città e il futuro porto turistico di Fiumicino. Totale coinvolti : 20; spettatori (del walkabout itinerante) più di 30. Mappa.
Il 18 novembre in Cava Fabretti per i Goal 11: smart community, Goal 15: biodiversità, Goal 2: cibo, Goal 13: emergenza climatica, Goal 3: salute si va in un walkabout La biodiversità e l’insostenibilità dell’Antropocene. Conversazione peripatetica nella Cava Fabretti – da cui per decenni sono stati estratti pozzolana, tufo e selci, ovvero i sanpietrini (non propriamente basalto, ma leucitite), frutto della colata piroclastica prodotta 280.000 anni fa dall’eruzione del Vulcano Laziale dei Colli Albani – che oggi si rivela non solo enclave selvatica ma potenziale e nuovo Bosco Parrasio, scenario di un “museo dappertutto” dell’Antropocene. Si ascolteranno personaggi chiave come Cristina di Svezia che nel XVII secolo fondò, a Roma, l’Arcadia con Raffaele Fabretti, consigliere di tre Papi. E’ stato con noi il suo discendente con cui ricomporre le tracce di memoria della prima Arcadia, verso quella futura. E’ Giorgio Fabretti, erede di Raffaele Fabretti fondatore nel XVII secolo dell’Arcadia, primo istituto di ricerca scientifico e poetica, conseguente all’Accademia Reale di Scienze istituita da Cristina di Svezia, con Cartesio, a Stoccolma, l’Atene del Nord. E’ con lui che registriamo dei preziosi geopodcast su biodiversità e involuzione dell’Antropocene. Totale coinvolti nel walkabout: 49. Mappa.
Il 22 novembre a Tor Bella Monaca, presso l’I.C.Acquaroni, talk e convivio Per un quartiere da Re-Immagnare.Il filo D’Arianna nell’inaugurazione delle nuove piazze con una toponomastica al femminile sui Goal 5: donne, Goal 4: educazione, Goal 2: cibo, Goal 11: smart community, Goal 5: donne, Goal 16: legalità, Goal 17: partnership. E’ stata un’occasione anche per riflettere su come in una periferia eccentrica come Tor Bella Monaca sia importante reinventare modelli educativi e culturali. A partire anche dalla toponomastica, dedicando a Malala Yousafzai, la blogger pakistana, e alla pittrice messicana Frida Kahlo, le piazzette prossime alla scuola e ridefinendo Torre della Legalità, uno dei condomini bonificati dalla delinquenza. in una prospettiva di rigenerazione urbana associata a quella culturale, come esposto da Tobia Zevi, assessore al Patrimonio di Roma Capitale. Emblematico poi che tutto sia convogliato in un bel convivio cucinato da Tarzanetto (uno dei “ragazzi di vita” di Pasolini) straordinario nonno cuoco e corsaro. Totale coinvolti: 75. Mappa.
Il 23 novembre dalla Casa Tecnologie Emergenti (Stazione Tiburtina, davanti a binario 17) si va verso gli Studios sulla Via Tiburtina in walkabout Tra startup e teatri di posa. Si tratta di Goal 9: innovazione digitale, Goal 7: energia pulita, Goal 13: emergenza climatica, Goal 3: salute, Goal 8: lavoro, Goal 2: cibo, Goal 12: economia circolare, Goal 17: partnership. Si è esplorata la molteplice declinazione dell’innovazione, partendo dalla Casa Tecnologie Emergenti, incubatore di start up, in un ambiente ad alto valore formativo per le imprese digitali. Lungo la via Tiburtina, conversando con i vari stakeholder, contattati anche al telefono (dopotutto il walkabout è una “radio che cammina”) si è giunti ad un luogo storico del cinema italiano, gli Studios. Era il 1947, nel primissimo dopoguerra, quando vi venne girato il film “Accidenti alla guerra!” di Giorgio Simonelli, con Nino Taranto, negli Stabilimenti De Paolis – IN.CI.R. (Industrie Cinematografiche Romane) appena ricostruiti, dopo i bombardamenti subiti, ridestando le architetture di Antonio Valente (lo stesso che realizzò il Centro Sperimentale di Cinematografia), che nel 1938 aveva progettato i teatri di posa al terzo chilometro della Via Tiburtina. E’ evocando quel film che si è mosso il walkabout per un’esplorazione – brainstorming radionomade negli stabilimenti tiburtini, in collaborazione con WREP-Webreporter. Totale coinvolti nel walkabout: 20, spettatori più di 100 su Via Tiburtina. Mappa.
Il 29 novembre, di nuovo al Parco Acquedotti, uno dei luoghi più densi di paesaggi umani di Roma, per trattare dei Goal 4: educazione, Goal 6: acqua pubblica, Goal 11: smart community, Goal 17: partnership. Il walkabout L’acqua bene comune con gli studenti del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre si è svolto come una conversazione itinerante tra gli acquedotti Anio Vetus, Marcia, Tepula, Iulia, Claudio, Anio Novus, Mariana e Felice, la plastica conferma di come quel luogo sia emblema archetipico dell’universalità dell’acqua come bene comune. Abbiamo ripercorso, ascoltando le voci dei protagonisti delle lotte di cinquant’anni fa (tra cui anche quella di Massimiliano Fiorucci, oggi rettore dell’Università degli Studi Roma Tre), le azioni educative e di riscatto sociale di Don Roberto Sardelli nell’acquedotto Felice. E’ stata inoltre evocata la maggior tragedia idrogeologica italiana, quella del Vajont, ascoltando un frammento dell’orazione civile di Marco Paolini, sulla base di un’esperienza già svolta in quel luogo. Un metodo, questo del walkabout, che permette di impattare con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle nazioni unite dell’agenda 2030, quali educazione, acqua pubblica, disuguaglianze, parole chiave che nel pomeriggio in classe, al Dipartimento di Scienze della Formazione, hanno visto emergere anche: riqualificazione, coinvolgimento, setting educativo esperienziale, relazioni, apprendimento dappertutto, ignoto, ibridazione, evoluzione, invisibilità, amplificazione, frammentarietà, stratificazione, spaesamento, disuguaglianze, immersivo, sensorialità. Si è poi riflettuto su quanto l’innovazione tecnologica possa diventare veicolo di conformismo mentre il coinvolgimento e la partecipazione attiva nella cooperazione possono ammortizzare quell’inerzia convenzionale, promuovendo innovazione adattiva. Totale coinvolti nel walkabout e in classe: 39. Mappa.

Il 30 novembre, la prima sessione del progetto nelle sue 17 azioni sui 17 goal si conclude al Palazzo Merulana con il talk-performance dIAlogos – giocare con l’Intelligenza artificiale per non esserne giocati, progetto di NuvolaProject per Urban Experience con Gaia Riposati e Massimo Di Leo (NuvolaProject), introduce Carlo Infante, su Goal 9: innovazione digitale, Goal 5: donne, Goal 17: partnership. Si è mostrato come l’intelligenza artificiale possa far riverberare i 17 goal dell’Agenda 2030 creando consapevolezza attraverso una Nuvola interattiva; o ancora come si possa parlare di femminicidio con le parole di Shakespeare recitate da un quadro del Cinquecento animato da performance attoriali e modelli di intelligenza artificiale che ridanno vita a Lucrezia Romana. Dopo questo viaggio di ricognizione fra Reale, Virtuale e Realtà Aumentata, la serata si è conclusa con la performance dIAlogos in una sottile interazione teatrale e artigiana con l’Intelligenza Artificiale. Totale coinvolti: 77. Mappa.
La mappa complessiva delle azioni con i geopodcast
Se ne è parlato: Su Mobilizon; Eco in Città ; Formazione-Cambiamento; ALT Giornale Partecipato; ABCBeniComuni, ONU Italia; PalazzoMerulana.it
La prossima sessione del progetto si svolgerà tra gennaio-marzo 2024 al Liceo Cicerone, a Villa Sciarra, Frascati. Walkabout, experience lab (su mappe interattive e geopodcast) e happening finale in cui saranno allestite le “segnaletiche parlanti” in cui attraverso i qr code si linka alle mappe con i geopodcast realizzati sui 17 goal dell’ONU.
Il walkabout nelle Giornate della Memoria con gli studenti del Liceo Cicerone di Frascati, dalla Porta Latina al Museo degli Internati Militari;
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