Termina EntrareFuori al S. Maria dellà Pietà….ci spostiamo a Corviale

inserito da Chiara Giorgetti Prato il 20 gennaio 2012 alle 16:41 in in evidenza     
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Finisce EntrareFuori , azioni di urban experience per il rapporto tra Memoria/Reti/Territorio al Parco del S.Maria della Pietà a Roma, ci spostiamo a Corviale a mezzanotte.

 

 

Termina il 20 gennaio, dopo tre giornate ricche di incontri, degustazioni teatrali radioguidate (a cura di Koinè con pecorino,miele e vino) e walk show, Entrare fuori . La manifestazione è stata realizzata con il sostegno di Roma Capitale – Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico e della Regione Lazio, in collaborazione con il XIX Municipio di Roma Capitale e il Museo Laboratorio della Mente ASL ROMA E; in partnership con: Stati Generali dell’Innovazione, La Nuova Ecologia, ArtWireless/LaDante, IED-Istituto Europeo del Design di Roma.

Straordinario il coinvolgimento in rete (su Twitter, Facebook, www.urbanexperience.it) e ottima la partecipazione in luogo che ha avuto il suo momento di picco il 19 gennaio, al Talk-Lab su Performing Media per la cultura dell’innovazione, un seminario di studio con applicazioni di visual thinking per esplicitare le nuove potenzialità della creatività connettiva, che ha visto tantissime adesioni di esperti provenienti da tutta Italia.

Il 20 gennaio, Urban Experience propone a Corviale, a mezzanotte, il ritorno del walk show per il CorvialeUrbanLAB.  Dopo l‘intervento del dicembre scorso, svolto di mattina, per coinvolgere i bambini delle scuole elementari, si ripropone, questa volta a mezzanotte (!) il  “Walk show nel Serpentone” a cura di Urban Experience nell’ambito dei MArteAwards. Si tratta di una passeggiata radioguidata (si parte dal Mitreo, Via M.Mazzacurati 61 alle ore 24)  basata su soluzioni whisper radio all’interno di uno dei condomini più lunghi d’Europa: il cosiddetto “serpentone” di Corviale. Il percorso radioguidato avrà come voci guida alcuni conduttori di Urban Experience, esperti di storia dell’arte di Workinproject, architetti e rappresentanti delle associazioni e delle comunità del quartiere. Lungo l’itinerario saranno utilizzati dei mobtag, codici digitali che permetteranno agli smart phone di linkare a dei video che hanno documentato un particolare percorso emozionale.

Per la partecipazione (gratuita) al walk show (20 gennaio ore 24:00) è vivamente consigliato l’arrivo per le 23.30

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24 Commenti

  1. Ieri al Talk-Lab eravamo tantissimi….ed è stata davvero una giornata eccezionale, grazie a tutti, vi aspettiamo stasera!

  2. Ieri a Corviale eravamo tantissimi….un centinaio di persone (abitanti del quartiere e non) che passeggiavano per il walk show.

  3. un report video di Paco su EntrareFuori
    http://youtu.be/KwTdbR_g4Og

  4. qui trovi la sigla di EntrareFuori e i file audio degli alberi parlanti
    http://m.soundcloud.com/urbanexperience

  5. Un geoblog per gruppi multifamigliari di ASL RM E. Per scrivere storie
    nelle geografie.
    All’interno del progetto EntrareFuori | Scrivere storie nelle geografie. Azioni di urban experience per il rapporto tra Memoria/Reti/Territorio è stato presentato il primo tratto del work in progress con i gruppi multifamigliari di ASL RM E.
    http://www.famigliarmente.it/

  6. Fedele Congedo scrive:

    Elogio d’Infante

    “Merita di essere raggiunto dalla sua epoca colui il quale si limita ad anticiparla”. Ludwig Wittgenstein, 1930.

    Alcune persone sono libri. I libri evocano altre scritture. Rinviano al futuro. I libri tracciano destini di trame. Leggono altri libri sconosciuti e non ancora scritti.
    Alcune persone rendono veri i libri. Tu leggi una cosa in un libro che diventa significativo per te. Tieni il libro a casa. Lo sposti e poi lo ritrovi. Scrivi fuori dai margini e chiudi le pagine. Poi arriva uno che ti riapre il libro in due in una diversa geografia ed in un diverso tempo e che ti fa scrivere nell’anima del libro. Calvino e Borges hanno rivelato continuamente questi meccanismi che ribaltano il tempo dai destini incrociati. Io coltivo la cosa con i muri nomadi. Perchè i muri sono il margine e la porta fra il dentro e il fuori. Ma Urban Experience ha tracciato un transito radicale. Portando l’action writing nel cuore del Museo della Mente, Carlo Infante ha reso i legami fra i mondi e i tempi dell’innovazione, liquefatti nel muro, una macchina significativa. Il Museo della Mente è pieno di macchine. E le macchine funzionano perchè ci sono le persone, di dentro e di fuori. In questo curioso destino necessario, il Museo è abitato dall’innovazione permanente.
    Mi sono seduto ad una delle macchine e ho ascoltato con i gomiti le voci di dentro. Ho sentito chi era perfetto nell’ascolto e nell’attesa, chi non temeva la foresta e i demoni, attraversato dall’angoscia e dalla letizia, fuse in matrimonio.
    Le cose che furono ritenute folli oggi si rivelano fondanti e potenti nell’allestimento di Studio Azzurro. Grandi, perchè ancora straordinariamente future, oltre il nostro tempo. Essenziali, perchè cose quotidiane di tutti. Tragiche e laceranti, nell’essere vere dentro il corpo di chi arriva. Totalmente tradotte, dentro una scala di realtà aumentata. Quest’elogio è perchè queste cose sono una bussola della mia quotidianità. Perchè così è successo. Il libro-graffito di Fernando Nannetti, muro inciso e a rilievo, trasparente, è il mio paesaggio di oggi. Su quello ho sovrapposto le scritture nomadi di un muro dai nuovi colori, che ho voluto eccessivi e moltiplicati. Tutto questo è avvenuto per narrare incontri di innovazione fra persone che la fanno oggi. Tutto questo avveniva dentro stormi di passeggiate radioguidate: walkshow culminanti nel cammino eversivo di Corviale, con un serpentone di persone moltiplicate. In tre giorni Carlo Infante ha riaperto, senza saperlo, uno dei miei libri più cari e ha inciso sopra la mia esperienza. Un libro di Massimo Cacciari, Dallo Steinhof.
    “Dallo Steinhof” è l’introduzione al libro. Lo è non solo a pagina 13. Sono stato lì, sulla cima della Baumgartner Hohe, nel nitido splendore viennese della chiesa di Wagner, una domenica mattina presto di venti anni fa, l’unico giorno possibile per gli avventori dell’architettura. Luogo della perfezione decadente e della follia: “I pellegrinaggi infiniti e le follie interminabili che si profilano in questo paesaggio hanno forse avuto inizio dall’utopia che ci siamo lasciati alle spalle. Qui essi hanno cercato un’ultima impossibile dimora. Il bosco di Kubin abbraccia questa chiesa ed è ormai impenetrabile alla sua luce” (p.15).
    Il nomadismo cinge questo mio pezzo di memoria. Il nomadismo mi lega all’EntrareFuori con versi incrociati, fra libro e realtà, nello stesso libro. Ora sono a pagina 185. “La passeggiata rivela i casi del mondo. Essa testimonia silenziosamente che il mondo è ciò che è Caso. La passeggiata trabocca di direzioni, situazioni, incontri, impressioni. Essa è oltre ogni possibilità di discorso. I casi, dei quali fa esperienza, costituiscono tutto il mondo. Nessuna superiore sapienza redime da tale molteplice casualità”. Quest’idea, alta e nobile del passeggiare, è avvenuta nei luoghi dei dipartiti. Gli equilibristi della mente fuori appresero dal bosco, dove ancora oggi ama disseminarsi la calma e il silenzio. Abbiamo ascoltato il colore e i movimenti del bosco, che ne rivelano l’intima sofferenza. Come in Wolf e in Mahler, il genere della felicità coincide sempre con quello del dolore, la sofferenza con il sorriso. Ho vissuto il bosco come scorrere d’onda avvolgente che dissolve le forme, come tumulto di colori, che risveglia sentimento e ragione.
    Per questo, questo è elogio d’Infante.

  7. Fedele Congedo scrive:

    C’è un pezzo di realtà disseminata e remotissima, diffusa nella vita quotidiana. Sparpagliata. Di cose obsolete in apparenza. Quel film che le avvolge è una finzione, depositata dalla consuetudine di manipolazione. Deposito di polveri sottili. Memorie, ma anche croste. Uno sguardo che attraversa questi oggetti li guarda dall’altra parte e scalfisce la superficie. Restaura l’innovazione e ricorda le polveri. Li converte in altre cose che erano dentro. L’osservazione laterale dei bambini ha questa naturale propensione. Demolisce le polveri prima del deposito. Questo sguardo potente e rivoluzionario ci serve. E’ pluriversale. La costruzione di modelli nuovi riguarda lo sguardo. Prima delle cose non ancora inventate. Per questo gli oggetti trovati luogo i cammini sono potenti. Il rinvenimento delle cose capovolte è un esercizio facilitato, che ci rende bambini, ancora una volta. Una buona ginnastica per ricercare un modello di conoscenza dello sguardo, è negli Esercizi di stile di Raymond Queneau. Un buon posto è il palazzo parigino de La vita istruzioni per l’uso di Georges Perec, libro, come scrisse Italo Calvino, sospeso tra pietas e gioco. Memoria e innovazione vivono insieme.

  8. carlo infante scrive:

    ripesco anch’io da facebook il frammento di questo entusiasmanate confronto.
    Capitalizziamo i nostri contenuti, rilanciamoli sulle ns piattaforme

    @fedele
    no, non sono rimasto senza parole, il tuo input è fortissimo e lo rilancio, serve a tutti.
    Oltre che a me, non solo per ringraziarti (che non c’entra nulla…non amo le smancerie) ma per sottolineare dei percorsi da battere, per creare la pista. So che significa battere i sentieri…
    In quel tuo passaggio c’è uno dei nodi cruciali dell’attività di Urban Experience con i walk show:” La passeggiata rivela i casi del mondo. Essa testimonia silenziosamente che il mondo è ciò che è Caso”. Wow.
    E’ proprio l’ethos delle nostre azioni, lo rivendico sempre. Ci piace ricombinare gli elementi pre-esistenti, ricombinare la realtà. Non facciamo drammaturgia. E leggendoti sono andato a cercare i background diversi a proposito. Ciò che ho letto.
    Sicuramente uno è “l’ora del vero sentire” di Handke. Ma anche “la passeggiata” di Walser. Ma centrale è ciò che ho fatto. Penso alle passeggiate romane notturne con i miei compagni del 77 alla deriva. E alle azioni con Grotowski (con i suoi stalker) nella foresta polacca mel 1980.
    Il rapporto con i dettagli, l’attenzione diffusa, lo sguardo a 180°, il TUTTO NELL’UNO, l’ascolto degli alberi…
    Credo sia possibile (anzi necessario) trovare una misura ecologica per affrontare il futuro digitale. Ci stiamo lavorando: giocando.

  9. il video di Corviale Urban Lab sul walkshow di mezzanotte
    http://www.youtube.com/watch?v=6qY-PiiOP9k

    ecco una descrizione dell’evento
    http://www.urbanexperience.it/eventi/walkshow-a-corviale-urban-lab/

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