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L’architettura ci guida da Monte Mario al Mandrione

inserito da Saverio Massaro il 13 gennaio 2015 alle 09:14 in Community, in evidenza     
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L’architettura e i progetti urbani per Roma rappresentano un fattore significativo all’interno del progetto Piedi per Terra e Testa nel Cloud. Nel diario connettivo qui di seguito riaggreghiamo gli spunti rilanciati sul web dai partecipanti durante l’esplorazione del parco lineare a Monte Mario e, sulla scia delle riflessioni sul rammendo delle periferie esposte dal Senatore Renzo Piano, ci proiettiamo sui progetti e le storie che animeranno la conversazione del radio-walkshow di sabato 17 alle ore 18.00.

Dal “lago di tutti” alla piega di Roma Nord, per spiegare la citta…

inserito da Urban Experience il 10 gennaio 2015 alle 18:49 in in evidenza     
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Eravamo in tantissimi (più di una cinquantina a sciamare nel cloud radiofonico e qualche centinaio stupiti nel vedere dei non-turisti esplorare e discutere animatamente, passeggiando per il Parco delle Energie) oggi al radio-walkshow verso il lago dell’ExSnia, quel miracolo urbano (l’unico lago naturale di Roma) spuntato dall’errore di calcolo (delle scavatrici) di uno speculatore edilizio e ora diventato il “lago di tutti” (qui sotto trovi il Vine caricato istantaneamente su twitter). Domani alle ore 15 parte il trekking urbano dalla Stazione MonteMario per arrivare al Monte Ciocci, dietro S.Pietro, seguendo il solco della ferrovia, una piega di Roma Nord, per “spiegare” la città: rivelarla a sé stessa come spazio pubblico rigenerato dall’uso creativo e resiliente dei cittadini attivi e performanti.

Partono le esplorazioni urbane per #romacreativa, con i piedixterra e la testa nel cloud

inserito da Urban Experience il 7 gennaio 2015 alle 02:51 in in evidenza     
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Dal 10 gennaio al 25 febbraio c’è Piedi per Terra e Testa nel Cloud. Esplorazioni urbane per una mappa attiva della memoria partecipata progetto realizzato con il sostegno di Roma Capitale- Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Dipartimento Cultura. fronteAttraverso i radio-walkshow si realizzeranno decine di esplorazioni urbane (con sistemi radio e smartphone) che con l’uso di un geoblog si potrà attingere, dal web, ad informazioni non solo funzionali ma anche creative, narrative ed educative, per rivelare uno sguardo urbano inteso come capacità di produrre spazio pubblico. Dal 10 gennaio si “sciama” dappertutto: sulla Prenestina si andrà alla scoperta del “Lago di Tutti”, emerso da una falda rotta dagli scavi di una speculazione edilizia arginata; a Monte Mario si farà un trekking urbano lungo un “parco lineare” ricavato lungo un tracciato ferroviario, reso spazio pubblico da un intervento emblematico di rigenerazione urbana; con i minori stranieri seguiti dalla Caritas percorreremo un tratto emblematico di quel “museo lungo 19 km” che sono le Mura Aureliane; ascolteremo parlare gli alberi di Villa Fiorelli e il rifugio antiaereo che è sotto le loro radici e che non è riuscito a salvare i cittadini dal bombardamento dell’estate del 1943; seguiremo al Tuscolano dei ragazzi ciechi dell’Istituto S.Alessio che ci condurranno nei loro percorsi quotidiani attraverso un”altro sguardo”… e sono solo le prime esplorazioni urbane delle 27 azioni che si svolgeranno fino al 25 febbraio.

Partecipa all’evento facebook dove raccogliere informazioni fresche e se lo trovi opportuno stampati o salvati sul tuo smartphone il flyer in pdf e pronto a twittare con #urbanexperience  #romacreativa #piedixterra

IMPORTANTE, prenotate per tempo: info@urbanexperience.it 

REPORT sui radio-walkshow  realizzati a Pomezia, nell’antica Lavinium; a dicembre a Casal del Marmo, trovando funghi; lo storify (il diario connettivo) e una videotag sulla passeggiata sotto le gonne della Tangenziale Est. Interventi sul Museo Dappertutto e sull’intervista de La Repubblica in relazione a  “Lezioni di Fragilità”.

Cercando Lari e Penati nell’antica Lavinium. Rilevare la bellezza di un territorio perchè si riveli…

inserito da Urban Experience il 6 gennaio 2015 alle 17:26 in in evidenza     
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Questo Paese dovrebbe fare del proprio genius loci ( concetto cardine su cui lavoriamo da anni, in Salento 15 anni fa promuovemmo anche un percorso universitario…) ciò che i sauditi fanno del petrolio. Ricchezza. Ma questo lo sanno tutti. Anzi, tempo fa twittando ad un ministro ai Beni Culturali scrivemmo che la cultura non è bene associarla ad una risorsa fossile ma ad una terra da coltivare. Se non la curi si secca, muore. E’ più ragionevole. Meglio: è come le persone con cui è bello coltivare la reciprocità che permette di riconoscere e condividere ciò che è bello, coniugando estetica ed etica. Solo allora la bellezza si rivela. Ma prima va rilevata con attenzione, con cura, con tensione emozionale, con giusta e appropriata competenza. E’ quello che emerso nell’ultimo radio-walkshow fatto a Pomezia, nell’antica Lavinium.statue latine L’ottimo punto di partenza è il Museo Archeologico Lavinium, uno dei musei più stupefacenti (non solo per l’impianto multimediale di storytelling emozionale, emblematico anche se con qualche caduta di tono…) che abbiamo visto negli ultimi anni ( e ne abbiamo visti molti, ce ne siamo occupati per anni, vedi questa nota su “Il museo dappertutto”) ma anche per reperti, come quelle statue votive di terracotta che rivelano un’inedita potenza mitica delle popolazioni latine. Lo esploriamo con Gloria, ascoltiamo al telefono il nostro amico filosofo Lucio che ci parla dello sguardo “sospeso” di quei simulacri, percorriamo il corridoio con l’intelligente (si, perchè ci fa spazializzare quella traccia archeologica…ci camminiamo sopra nel suo sviluppo areale, verso est) dislocazione che evoca quella delle 13 are sacrali rivolte al Sole “Indiges”. giosuè e turnosC’è una saturazione tale d’informazioni-emozioni da disorientare (e noi siamo anche veloci e discontinui, come al solito “divaganti” in queste esplorazioni fugaci…) da problematizzare non poco sul rapporto tra Mito e Storia ma dopotutto sappiamo che c’è da farsene una ragione. Sappiamo per certo che troppo spesso è la Scienza a sbagliare… o perlomeno quel “pensiero dominante” che per consuetudine prende piede. E ce lo ricorda Giosuè che con passione travolgente  ci racconta di Turnos, re dei Rutuli latini, sconfitto da Enea che gli porta via anche la donna (Lavinia, la figura matrice). Lampi di un’epica che sa di riscatto e di un orgoglio identitario che può rilanciare le energie assopite in territori mai valorizzati. E parliamo dei Lari e dei Penati, di quegli dei che preservano il genius loci e con noi ci sono gli “autoctoni” dell’antica Lavinium che si nasconde sotto il Borgo di Pratica di Mare. C’è Luigi che ha curato un’emozionata pubblicazione su quella comunità e Fosca che ci mostra una rara copia di un libro dell’archeologo Castagnoli che ha scoperto gran parte di quell’area e vive nell’unica casa non di proprietà della famiglia nobile dei Borghese.fosca I Lari e i Penati si risvegliano, iniziano a rivelarsi… E’ forse proprio questo uno dei nostri obiettivi (quello di stanare gli spiriti dei luoghi…) nelle esplorazioni urbane che dal 10 gennaio per due mesi faremo in tutta Roma, con i piedixterra e la testa nel cloud. Ma sentiamo cosa ha dire con goisuè e luigiItalo Calvino che nelle sue “Città invisibili”  parla dei Lari e dei Penati. “La città di Leandra è protetta da dei di due tipi – dei così piccoli che non si vedono e così numerosi che non si possono contare. Gli uni stanno sulla porta delle case o all’entrata, vicino all’attaccapanni e al portaombrelli; nei traslochi seguono le famiglie. Gli altri invece vivono nelle cucine: fanno parte della casa, e quando la famiglia se ne va, restano con i nuovi inquilini. I primi sono i Penati; i secondi sono i Lari. (…)

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Design for All : l’accoglienza “aumentata”

inserito da Urban Experience il 6 gennaio 2015 alle 02:36 in in evidenza     
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Il Design for All riguarda la progettazione di ambienti, prodotti e servizi utilizzabili da tutti. E’ un concetto cardine per le nuove strategie d’innovazione sociale che a partire dal contesto delle smart city si estende alle politiche del turismo, come è accaduto a Firenze nell’ambito del BTO (Buy Tourism Online) dove si è svolto un talk su “Design for All: l’ospitalità “aumentata”. Saper accogliere tutti non è solo una questione di indotto turistico ma di evoluzione del sistema sociale nel suo complesso, un elemento di qualità totale che “aumenta” l’idea stessa di accoglienza e d’inclusione sociale.design-for-all1

Esistono abilità diverse per cui l’ergonomia degli oggetti, degli ambienti e delle interfacce digitali, possono, se non devono, sapersi relazionare con tutte le diversità. Il Design for All è quindi quell’aspetto dell’innovazione che esplicita il diritto di tutti all’inclusione attraverso soluzioni abilitanti.

Su questo tema è previsto a Roma, il 25 febbraio, all’Istituto S.Alessio per i Ciechi  (Viale C. T. Odescalchi 38) un Talk Lab che conclude un progetto d’innovazione sociale dal titolo Roma vista dai ciechi con il sostegno di Fondazione Roma.

Una linea d’iniziativa che intende esplorare la città, mappandola on line, attraverso diversi “sguardi”, a partire da quelli dei ciechi e ipovedenti dell’Istituto S.Alessio per i ciechi, per rivelare le molteplici chiavi di lettura della prima metropoli della civiltà occidentale. Può sembrare un paradosso ma è proprio indicativo porre attenzione alla capacità degli “ipovedenti” nell’interpretare la complessità urbana (a partire da percorsi sonori tratti dal web), cercando di capire come rendere “universale” lo spazio pubblico di una città che nell’antichità è stata metropoli ( meter = madre, polis = città). Come una madre Roma sa accogliere da sempre, è stata la città più popolosa al mondo per secoli (nel II secolo d.c. superò il milione di abitanti) anche se oggi sembra averlo dimenticato.

L’apprendimento dappertutto a proposito di “Lezioni di Fragilità” su La Repubblica

inserito da carlo infante il 3 gennaio 2015 alle 02:46 in in evidenza     
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Su la Repubblica, ieri 2 gennaio, è uscita una bella doppia pagina dal titolo “Lezioni di Fragilità”, centrata su una questione “sottile” ma strategica:l’educazione emotiva delle nuove generazioni in relazione alla violenza che li circonda. RepubblicaLezionidiFragilitàProtagonista di questa inchiesta è Franco Lorenzoni, maestro elementare che con i suoi ragazzi in Umbria sta facendo cose straordinarie da decenni, impostate su un’avventura pedagogica che sa coniugare la percezione del corpo (nell’azione teatrale) con quella delle stelle (nell’osservazione astronomica). Il suo ultimo libro “I bambini pensano grande”, racconta un anno di scuola, rivelato come un’occasione per “provare a dare forma al mondo” (bellissimo questo articolo di Marco Rossi Doria a riguardo). Riconosco in questa sua tensione creativa ed educativa gran parte di quella spinta che la nostra generazione (quella del Movimento del 1977, un momento cruciale nella storia di questa Paese, mai metabolizzato, mai compreso…) ha espresso con una carica talmente dirompente da dissolversi. Ma torniamo all’inchiesta che vede affiancare al lucido e appassionato intervento di Franco Lorenzoni sulla sfida dei maestri nel misurarsi (leggendo anche il diario di Malala, la bambina pakistana che si è ribellata ai talebani, il più giovane Nobel per la Pace di tutti i tempi) con la consapevolezza emotiva dei più giovani (in questa trasmissione RAI emerge bene questa esperienza), un’ottima e densa intervista di Vera Schiavazzi ad una serie di protagonisti. Tra questi c’è Alessandro Rabbone che tanti anni fa definii il “maestro Geppetto del web” (con lui scrissi, nel 1997, “Educare on line”) , netto nell’affermare che l’immaginario, come quello espresso nei giochi, deve essere non solo consumato ma “costruito”, trovando il modo per crearli, a partire dai videogame, programmandoli anche. Intervengo anch’io affermando che la percezione della realtà, a partire dall’approccio infantile, si basa sull'”armonizzazione tra i diversi piani di realtà: fisica, immaginaria, onirica, digitale, virtuale…”. E’ su questo che è opportuno fare un salto di qualità in questa riflessione.intervistaLaRepubblica E’ necessario riconoscere che viviamo in un tempo sempre più denso d’informazioni e sollecitazioni, determinato dallo sviluppo esponenziale del web, un mondo che pervade la percezione dei più giovani, inducendo acquiescenza. Qui va posto l’accento, attivando un processo di consapevolezza di questi nuovi linguaggi, giocandoli in prima persona, creando spazi d’informazione, di gioco e di narrazione autodeterminati dalle comunità d’apprendimento. Purtroppo nell’intervista non emergono alcuni spunti che avevo indicato con dei link (lo so…fanno perdere tempo e nello scrivere gli articoli che devono chiudere una pagina in via di stampa quel tempo non c’è…) come questo sull'”apprendimento dappertutto”.  Ci sarebbe molto da dire a questo punto ma rimando ad un concetto che sarà declinato nei prossimi giorni, in giro per Roma, con il progetto “Piedi per terra e testa nel cloud” che vedrà protagonisti anche i giovanissimi e spero anche Franco con cui riprendere il filo del discorso, in una passeggiata peripatetica, ludica e partecipativa. Post Scriptum: avrei molto da dire sulla “pedagogia della violenza” e su quanto sia importante contestualizzare le pulsioni aggressive che emergono, quasi per via filogenetica, nei giovani maschi (e penso ai giochi di qualche giorno fa con i miei nipotini sulla spiaggia apuana costruendo “fortini” con i legni abbandonati dal mare…). Non c’è spazio e tempo ora ma metto il link in cui recupero un testo di 13 anni fa, relativo alle culture hip hop, su “la lingua della violenza”, vi sono spunti utili anche se radicali…(non rivolti quindi all’attenzione infantile).

Con il 2015 si va… con i Piedi per Terra e la Testa nel Cloud

inserito da Urban Experience il 31 dicembre 2014 alle 00:19 in in evidenza     
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Urban Experience dal 10 gennaio al 25 febbraio presenta Piedi per Terra e Testa nel Cloud. Esplorazioni urbane per una mappa attiva della memoria partecipata, un progetto per “ROMA CREATIVA: L’OFFERTA CREATIVA PER I NUOVI PUBBLICI” promosso da Roma Capitale. Attraverso i radio-walkshow  si realizzeranno decine di esplorazioni urbane (con sistemi radio e smartphone) che con l’uso di un geoblog si potrà attingere, dal web, ad informazioni non solo funzionali ma anche creative, narrative ed educative, per rivelare uno sguardo urbano inteso come capacità di produrre spazio pubblico.  Dopo l’opening svolto a dicembre dal 10 gennaio si “sciama” dappertutto: sulla Prenestina si andrà alla scoperta del “Lago di Tutti”, emerso da una falda rotta dagli scavi di una speculazione edilizia arginata; a Monte Mario si partirà per un trekking urbano lungo un “parco lineare” ricavato lungo un tracciato ferroviario, reso spazio pubblico da un intervento emblematico di rigenerazione urbana; con i minori stranieri seguiti dalla Caritas percorreremo un tratto emblematico di quel “museo lungo 19 km” che sono le Mura Aureliane; ascolteremo parlare gli alberi di Villa Fiorelli e il rifugio antiaereo che è sotto le loro radici e che non è riuscito a salvare i cittadini dal bombardamento dell’estate del 1943; seguiremo al Tuscolano dei ragazzi ciechi dell’Istituto S.Alessio che ci condurranno nei loro percorsi quotidiani attraverso un”altro sguardo”… e sono solo le prime esplorazioni urbane delle 27 azioni che si svolgeranno fino al 25 febbraio.

Informazioni e Prenotazioni:  tel.3891160729 , info@urbanexperience.it

Il videoclip “Il lago che combatte” di Assalti Frontali & Muro del Canto

Il Museo Dappertutto. La memoria tra web e territorio per attivare smart community: cittadinanze educative e resilienti

inserito da Urban Experience il 29 dicembre 2014 alle 01:22 in in evidenza     
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Museo Dappertutto è stato il tema di uno dei radio-walkshow dell’opening di PiedixTerra e Testa nel Cloud (che parte il 10 gennaio 2015). Il testo d’approfondimento che segue è per una pubblicazione pertinente Il Museo Sensibile, convegno svolto nel marzo scorso a S.Giovanni Valdarno.

L’origine del museion è legata al bisogno di sistematizzare la conoscenza in un mondo da mettere in ordine. Oggi, nella Società dell’Informazione, emergono altre necessità: creare condizioni abilitanti per interpretare un mondo più complesso, sollecitare una percezione dinamica ed una elaborazione cognitiva pertinente e interattiva, sviluppare un apprendimento continuo come  principio attivo di cittadinanza.  Superato da due secoli il metodo illuminista della catalogazione, è opportuno emanciparsi dalla mera esposizione di ciò che è bello e interessante per potenziarne la funzione, orientando il Museo verso un maggiore e performante impatto coscienziale. Il punto centrale è come aprire il sistema-museo al mondo che lo circonda per rilanciare una sua funzione culturale dinamica, capace di misurarsi con una realtà in forte trasformazione, scandita dall’evoluzione dei sistemi della comunicazione digitale.

Ciò può essere fatto anche in modo ludico, invitando l’utente-cittadino (compreso quello “temporaneo” come  il turista e il viaggiatore) a mettersi in gioco, progettando operazioni culturali e multimediali che sollecitino connessioni, dando senso all’approccio definito edutainment concetto che può essere tradotto in “imparare giocando”(1).

Il cardine della questione riguarda la capacità di rilevare le diverse forme dell’arte (da quella antica a quella contemporanea, da quella “pura” a quella applicata, estesa fino alle culture materiali) perché rivelino l’essenza di un tempo storico e ancor più quello dei luoghi, perché valorizzano il territorio che le ha generate.

Ci piace pensare che il genius loci rappresenti una matrice da cui deriva  gran parte delle espressioni antropiche, a partire da quelle creative ed artistiche.  In tal senso è fondamentale fare in modo che le arti rilevate siano messe nelle condizioni di rivelare un territorio attraverso allestimenti e progetti di comunicazione ipermediale .invito_walkshow valdarno

Di conseguenza  a ciò diventa  possibile reinventare una politica-poetica museale che contribuisca a rilanciare un rapporto di prossimità con la bellezza e l’intelligenza espressa dalle comunità nell’arco del tempo e ancor più nel contemporaneo. Un processo di “cultura dell’innovazione”(2) che deve tendere a rimettere in equilibrio il rapporto tra l’offerta culturale e la sua domanda potenziale.  Da potenziare.  E’  con questo ragionamento che sarà possibile rilanciare le strategie che promuovono le diverse forme di cittadinanza attiva, coniugando rigenerazione urbana e progetti espositivi di nuova concezione performativa e museale.  Al riguardo sono esemplari questi tre casi:  l’adozione da parte delle comunità territoriali di  monumenti e siti archeologici; l’affido in comodato di opere d’arte, sia antica che contemporanea,  a realtà radicate che ne garantiscano la fruibilità e la sicurezza; interventi di land art, esplorazioni urbane e azioni site specific, che creano percorsi emozionali per riposizionare lo sguardo sulle bellezze disseminate in città indifferenti.

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“Sotto le gonne” della Tangenziale Est

inserito da Urban Experience il 28 dicembre 2014 alle 11:06 in in evidenza     
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Ecco la videotag di Emanuele sul radio-walkshow che abbiamo fatto “sotto le gonne” della Tangenziale Est, come opening del progetto per #romacreativa “PiediXTerra e Testa nel Cloud” che parte il 10 gennaio 2015.

Da Casal del Marmo alla Prenestina, passando per Via Giulia e l’Ara Pacis. Con la testa nel cloud

inserito da Urban Experience il 19 dicembre 2014 alle 03:15 in in evidenza     
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Ecco lo storify, il diario connettivo che riaggrega tweet e foto dei radio-walkshow dell’Opening di  Piedi per Terra e Testa nel Cloud 
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