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Un Vine al volo di #coChangeRome

inserito da Urban Experience il 26 settembre 2014 alle 14:35 in in evidenza     
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Ecco un vine (un instant video) di simone realizzato subito dopo il talk Collaborative Change alla SocialMediaWeek. Su twitter con #coChangeRome  trovi le tracce sia del talk sia del radio-walkshow intorno a Parlamento e Fontana di Trevi.

 

Radio-walkshow a Pomezia e sulle letterature di viaggio a Roma

inserito da Urban Experience il 26 settembre 2014 alle 00:56 in in evidenza     
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Sono giorni densissimi, sciamiamo con i nostri radio-walkshow dappertutto. Dopo le azioni in Sardegna e  l’intervento a Taranto, per la Festambiente con #TaranToDo (di cui scriveremo tra qualche giorno, se ne parla anche su CheFuturo) si è approdati a Pomezia e a Roma ci siamo mossi lungo le tracce di poeti e viaggiatori innamorati della città eterna. E nei prossimi giorni ci trovate intorno al Parlamento per #cochangeROME, nel Forte Portuense per #Siderare, al Parco Bolivar per #MondiPossibili, alla Città dell’AltraEconomia per #BiennaleMArteLive, a Formello per #osteriadiffusa, a Campagnano per #fontaneparlanti. con bambiniA Pomezia abbiamo giocato con i bambini esplorando quella piccola città, ascoltando parlare quella vecchia quercia da sughero,la “pomona”, morta ma conservata come un bene culturale e con un bel fungo ligneo “inonotus” che strofiniamo per sentirne il profumo. con anzianiAscoltiamo gli anziani dell’associazione dei “Coloni” che ci raccontano di come i loro genitori migrati da Romagna, Veneto, Trentino abbiano fondato alla fine degli anni ’30 Pomezia, sottraendola alle paludi. Abbiamo conversato “di fianco”, con tantissimi cittadini incuriositi e disponibili, delle diverse iniziative sodali delle associazioni del Terzo Settore, sottolineando il valore dell’innovazione sociale con Sindaco e vicesindaco. Abbiamo evocato gli echi di una lontana Seconda Guerra Mondiale per declinare il concetto di pace in via direttamente proporzionale alla nostra capacità di ascolto e d’inclusione, in una piccola grande festa in piazza che Anna con le sue amiche insegnanti e i genitori hanno saputo governare con splendido spirito. A Roma, nell’ambito del Festival Letteratura di Viaggio, abbiamo fatto una bella scarpinata, partendo dal cimitero acattolico, dietro la Piramide Cestia, per arrivare all’Istituto Dante Alighieri a Piazza di Firenze, vicino al Pantheon. Abbiamo evocato la molteplicità di poeti e scrittori che hanno amato Roma, invitando i tanti partecipanti a leggere i vari frammenti che abbiamo raccolto nelle nostre biblioteche e nel web (e che in parte abbiamo pubblicato, in modo brado, in uno dei nostri forum). lapideIn questo percorso la prima ispirazione ci è stata data dal giovane poeta tedesco Wilhelm Waiblinger, morto a Roma (e sepolto nel cimitero acattolico) a soli 26 anni, ricordato in una lapide a Via del Mascherone, dove abitò, con un’epigrafe bellissima “qui solamente felice”. Ci ha colpito questa figura che di fatto anticipa il Romanticismo, per la sua capacità d’ascolto del genio poetico di Holderlin che accompagnò per anni in lunghissime passeggiate, rilevando (primo tra tutti) il valore di un’alterità giunta al suo limite che ha inciso così tanto nel pensiero europeo più radicale, a partire da Nietzsche (che abbiamo citato, ricordando la sua “amicizia stellare” per Malwida von Meysenbug, proto-femminista, sepolta al cimitero acattolico). Abbiamo evocato un altro poeta “eretico”, Gregory Corso (anche lui al cimitero acattolico) leggendo, mentre scorrevano Via Marmorata, “Bomb” (la trovate nel forum). S’è parlato del “ciriolare”, un modo di dire romanesco che si riferisci al moto sinuoso del nostro scorrere nella città (che rimanda sia alle passeggiate peripatetiche sia alle derive psicogeografiche dei situazionisti, di cui parliamo con Paolo che sta facendo su questo una tesi), proprio delle anguille che si pescavano dal Ponte Sublicio che ci porta verso Trastevere. Leggiamo tratti del “Viaggio in Italia” di Goethe, de “Il fauno di marmo” di Hawthorne , una lettera scritta al padre da Ejaz Ahmad e citiamo ancora Gogol, Milton, Apollinaire e poco prima di approdare alla Dante dove ci aspetta dello spumante ristoratore, ancora Holderlin. Potente: Lungo è il tempo, ma si fa evento il vero.

 

SmartRioneSanità rivela le Catacombe di S.Gennaro. Il genius loci di Napoli, città concava: scavata nel tufo vulcanico

inserito da Urban Experience il 21 settembre 2014 alle 23:49 in in evidenza     
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Sosteniamo da tempo che qualsiasi politica sulle Smart City non può prescindere da una forte attenzione per le dinamiche di coesione sociale, capaci di esprimere smart community: comunità partecipate, senzienti, auto-organizzate. E’ per questo che ci ha incuriosito da subito il progetto SmartRioneSanità che ha vinto un bando del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con l’obiettivo di valorizzare le risorse storico-artistiche del Rione Sanità ponendo la rigenerazione culturale del territorio e la coesione sociale al centro dello sviluppo. Il progetto, finanziato con fondi PON-REC, nasce con l’intento di contribuire alla trasformazione di Napoli in smart city, partendo dall’esperienza di riqualificazione sociale che si è radicata proprio nel Rione Sanità, uno dei quartieri più difficili della città, grazie ad una sorprendente spinta dal basso. fotoatto1Abbiamo partecipato ad un momento topico di questo progetto: “Le luci di dentro”, un’ambientazione multimediale, meglio ancora un’azione di performing media, che ha fatto delle Catacombe di San Gennaro un mondo da rivelare, alveo del genius loci di una città concava, scavata nel tufo vulcanico.  Si è svolto un percorso, condotto dai ragazzi della coop La Paranza, nata nel Rione Sanità, che ci hanno introdotto alle varie “stazioni” dell’itinerario. Una prima con la videoproiezione di un personaggio (l’archeologo settecentesco De Jorio) che delinea le caratteristiche di queste catacombe usate già nel II secolo, con garbo teatrale e buona ironia mentre la seconda, curata da Hypoikòn, esalta l’aura del luogo in un architectural mapping conturbante, sostenuto da una drammaturgia sonora che di fatto crea un eccellente “teatro di percezione”, armonizzando il senso di morte proprio delle catacombe con un principio di rigenerazione vitale che rimanda ai cicli della terra.decumano La terza stazione è sin troppo rappresentazionale, in una sala grande e affollata, sin troppo satura di narrazione graphic novel. Ma dopotutto si era già ritornati in superficie, fuori dalla dimensione raccolta ed emozionata dell’esperienza sotterranea. Ci rimane negli occhi la semioscurità di quel mondo cavo, con architetture strabilianti, ventre urbano che ha accolto per secoli sepolture e che durante la Seconda Guerra Mondiale è stata ricovero antiaereo, con tanto di ospedale e sale parto. In quei posti si nasceva. E’ una delle informazioni preziose che raccogliamo da questi ragazzi di Smart Rione Sanità che oltre al percorso sotterraneo illustrano il loro quartiere, dimostrando come si possa creare auto-impresa attraverso forme innovative di turismo esperienziale. Alcune tracce di questa esperienza urbana sotterranea le trovate su twitter con #lelucididentro.

 

 

SmartRioneSanità

inserito da Urban Experience il 20 settembre 2014 alle 02:45 in in evidenza     
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Sosteniamo da tempo che qualsiasi politica sulle Smart City non può prescindere da una forte attenzione per le dinamiche di coesione sociale, capaci di esprimere smart community: comunità partecipate, senzienti, auto-organizzate. E’ per questo che ci ha incuriosito da subito il progetto SmartRioneSanità che ha vinto un bando del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con l’obiettivo di valorizzare le risorse storico-artistiche del Rione Sanità ponendo la rigenerazione culturale del territorio e la coesione sociale al centro dello sviluppo. Il progetto nasce con l’intento di contribuire alla trasformazione di Napoli in smart city, partendo dall’esperienza di riqualificazione sociale che si è radicata proprio nel Rione Sanità, uno dei quartieri più difficili della città, grazie ad una sorprendente spinta dal basso. Abbiamo partecipato ad un momento topico di questo particolare progetto performativo: “Le luci di dentro”, un’ambientazione multimediale, meglio ancora un’azione di performing media, che ha fatto delle Catacombe di San Gennaro un mondo da rivelare, alveo del genius loci di una città concava, scavata nel tufo vulcanico. Si è svolto un percorso, condotto dai ragazzi della coop La Paranza, nata nel Rione Sanità, che ci hanno introdotto alle varie “stazioni” dell’itinerario. Una prima con la videoproiezione di un personaggio (l’archeologo settecentesco De Jorio) che delinea le caratteristiche di queste catacombe usate già nel II secolo, con garbo teatrale e buona ironia, mentre la seconda, curata da Hypoikòn, esalta l’aura del luogo in un architectural mapping conturbante, sostenuto da una drammaturgia sonora che di fatto crea un eccellente “teatro di percezione”. E’ stata un’esperienza preziosa condotta da questi ragazzi di Smart Rione Sanità che oltre al percorso sotterraneo illustrano il loro quartiere, dimostrando come si possa creare auto-impresa attraverso forme innovative di turismo esperienziale.  

Radio-walkshow ascoltando querce, poeti innamorati di Roma, walking-talking head di MArteLive, cucine e fontane parlanti.

inserito da Urban Experience il 18 settembre 2014 alle 23:15 in in evidenza     
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 A Pomezia, il 20 settembre, alle ore 16, da Piazza Indipendenza, nell’ambito di Tutti i Colori del Mondo,  parte un radio-walkshow che esplorerà Pomezia, attraverso una conversazione nomade con ascolti via radio e smartphone. Dopo aver ascoltato “parlare” la quercia ”Pomona” si sciamerà in giro per le strade, passeggiando e ascoltando le voci dei walking-talking heads, quelle dei bambini che giocheranno con il loro sguardo curioso e quelle degli anziani che riveleranno il genius loci della città, evocando la memoria dei bombardamenti subiti da Pomezia nella Seconda Guerra Mondiale.

A Roma, nell’ambito del FESTIVAL DELLA LETTERATURA DI VIAGGIO il 24 settembre alle ore 18 è in programma un radio-walkshow dal titolo “Qui solamente felice”, un’esplorazione urbana e conversazione nomade sulle letterature di viaggio a Roma. Partenza dal Cimitero Acattolico (Via Caio Cestio 6). Un’epigrafe marmorea presso Via del Mascherone ci evoca l’emozione profonda di Wilhelm Waiblinger, giovane scrittore tedesco innamorato di Roma. Recita “Qui solamente felice”, un valore esclusivo per una città scelta come approdo di un viaggio che s’è concluso troppo presto. Morì a 25 anni e le sue spoglie risiedono nel cimitero acattolico, nei pressi della Piramide Cestia.

A Roma, nell’ambito della Social Media Week,  il 26 settembre alle 9,30 a MOMEC (Via della Colonna Antonina 52) si svolge il talk su COLLABORATIVE CHANGE  (economia collaborativa, coworking urbano, resilienza culturale). Alla fine parte il radio-walkshow: un’esperienza ludico-partecipativa itinerante che attraversa il centro di Roma in una conversazione nomade per espandere il dibattito nel contesto urbano. Durante la passeggiata l’uso di twitter (#SMWRME #cochangeROME) permetterà un’interazione tra web e territorio dando vita a un gesto di design pubblico.locandinaSMWeek

 A Roma, il 26 settembre, al Forte Portuense (Via Portuense 547), nell’ambito del Progetto Siderare a cura della Fondazione VOLUME! , interveniamo nel talk delle ore 15 inerente il progetto site specific ispirato al film “Stalker” di Andrej Tarkovskij. Alle ore 18,30 radio-walkshow che espande il dibattito e in parte rievoca il nostro happening urbano svolto nel 2010.

A Roma, nell’ambito di FestAmbiente Mondi Possibili, al Parco Bolivar (Via Monte Serrone), il 27 settembre alle ore 16 è in programma un radio-walkshow: una conversazione nomade #nelparcochevorrei

 A Roma, nell’ambito di BiennaleMArteLive, alla Città dell’Altra Economia (sala 1), il 27 settembre, dalle ore 19 c’è il Talk Lab su Performing media per l’innovazione territoriale, segue un radio-walkshow. 

Formello, nell’ambito dell’Osteria Diffusa, il 28 settembre, alle ore 12,30, subito dopo il cooking show e prima del pranzo, ci sarà un veloce radio-walkshow con incursioni nelle cucine…

Campagnano di Roma, nell’ambito del Francigena Collective Project c’è il radio-walkshow ”Le fontane parlanti”, attraverso cui si ascolteranno le storie di una comunità che sapeva bene come l’acqua fosse bene comune.

Si segnala inoltre:

L’esperienza urbana-sotterranea “Le luci di dentro” a Napoli, nelle Catacombe di S.Gennaro, la prima edizione di Live Cinema Festival che si svolge a Roma fino al 20 Settembre al Teatro Quarticciolo e l’assemblea pubblica promossa da CarteinRegola su “La città è la nostra casa”.

Report su: Passeggiate peripatetiche @UnIsolaInRete e Radio-walkshow sull’Ortachis con un apicoltore nomade.

 

Si sciama sull’Ortachis, seguendo un apicoltore nomade, assaggiando miele di cardo, trovando funghi e parlando di agricoltura di ritorno. Comunichiamo il territorio nel territorio.

inserito da Urban Experience il 16 settembre 2014 alle 00:45 in in evidenza     
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E’ bello e giusto quando si crea continuità: quando dopo un’azione si lascia un segno che si ripercuote e si rinnova l’intervento, si conferma l’impatto, si batte il percorso, si fa traccia da seguire.  E’ l’unico modo perché l’innovazione possa attuarsi, proprio perché non è sinonimo di sperimentazione (come ancora qualcuno pensa) bensì valore d’uso delle nuove tecnologie e delle nuove metodologie capaci di aprire orizzonti ulteriori: opportunità. I nostri radio-walkshow  a qualcuno possono apparire come gesti sperimentali ma chi li ha vissuti sa che riattivano un corso naturale delle cose, del confronto e dell’osservazione. E c’è bisogno di questo: ritrovare una condizione aperta, empatica e collaborativa, per pensare e agire nel mondo che circonda. Usando tutto quello che l’evoluzione culturale e tecnologica ci ha messo a disposizione. Per questo usiamo uno slogan semplice e preciso: “piedi per terra e testa nel cloud”. Con questo format di comunicazione ludico-partecipativa è possibile “Comunicare il Territorio” attraversandolo, il territorio, cogliendo al volo ogni segno (il volo di un rapace o di una ghiandaia, l’umidità di un muschio, l’emersione del carpoforo di un fungo, un tweet, uno sciamare d’api…).walk in ortachis E’ bello e giusto che il Gal Marghine  ci abbiamo invitato di nuovo a Bolotana, sull’Ortachis per fare un radio-walkshow dal titolo : ” Comunicare il territorio: lo sciame intelligente e nomade” che rilancia l’esperienza dello scorso anno, di cui si trova traccia in questi report su IlMarghine.net, in questa intervista e nel post, che la contestualizza con altre azioni simili di innovazione territoriale, fondamentalmente resilienti. Siamo sciamati nel Parco di Pabude, abbandonando il chiasso degli stand della Sagra della Seada per penetrare il bosco ricco di lecci, aceri e autorevoli tassi. Abbiamo ascoltato “sussurrare le querce” utilizzando uno smart-phone in cui abbiamo raccolto gli “alberi parlanti”, una serie di audioclip che abbiamo usato anche al parco dell’Appia Antica.  E s’è fatto la cosa più naturale del mondo, abbiamo camminato e s’è preso atto che conversare “di fianco” è molto diverso dal parlare “di fronte” dove ci si rappresenta e si gioca con gli sguardi che ci condizionano. Parlando di fianco mentre si cammina si è più disponibili (vale più la partecipazione che la rappresentazione) e le radio permettono di condividere questo scambio d’empatia con decine di persone (eravamo una cinquantina circa). Il riferimento allo sciame poi non è solo attinente la modalità del nostro radio-walkshow (invitiamo tutti a muoversi in libertà raccogliendo indizi di cui trattare nella conversazione nomade, a tenerci insieme è la trasmissione radio) ma riguarda fondamentale il contenuto cardine della nostra esplorazione nel bosco dove l’apicoltore Luigi Pitzalis posiziona e sposta le arnie delle sue api per fare monocoltura di miele di cardo, asfodelo, edera…  Abbiamo assaggiato questi mieli, che rivelano le biodiversità del bosco, abbiamo raccolto funghi (boletus rhodopurpereus) e abbiamo parlato dei Nuovi Contadini che tornano ad occuparsi delle terre, a vivere la campagna attraverso un’agricoltura e una pastorizia “di ritorno”, spesso tra le criticità dei vandalismi e le opportunità di ricostruzione di un tessuto inter-generazionale. In questo post di Giulia Serra su IlMarghine.net c’è un bel report di questa esperienza d’esplorazione partecipata (con videointerviste puntuali) ed ecco qui un video di Luana Checchia sul canaleYouTube di PuntoNetWebTv.

Passeggiate peripatetiche @UnIsolaInRete

inserito da Urban Experience il 10 settembre 2014 alle 01:28 in in evidenza     
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Con i radio-walkshow abbiamo trovato il modo per tradurre un evento pubblico, correntemente basato su modalità di rappresentazione (palchi, microfoni, platee, tutti seduti ad ascoltare sessioni frontali spesso rese in liturgici talkshow) in situazioni più dinamiche, plastiche (capaci di dimensionarsi a qualsiasi contesto), tese a valorizzare le potenzialità di partecipazione.visualthinking Come a Castelsardo, dove per la quarta edizione di @UnIsolaInRete (progetto che abbiamo contribuito ad ideare) abbiamo condotto le nostre passeggiate peripatetiche conversando di “libridi” (sulla mutazione digitale degli assetti editoriali) con Maurizio Caminito (grande esperto di sistemi bibliotecari), Fedele Congedo (autore del visualThinking qui a fianco e delle tracce georeferenziate, elementi strategici per individuare le potenzialità dei “libridi”) e Antonio Cilli (editore di .net, un network glocal) e, il giorno dopo, di “apprendimento dappertutto” sulle nuove politiche della cittadinanza educativa con l’ex Ministro alla Pubblica Istruzione Luigi Berlinguer e Carla Guetti, autori di “Ri-Creazione.Per una scuola che sappia rinnovarsi partendo da sé stessa”, con interpolazioni “verticali” dello scienziato Cesare Massarenti. Qui sotto la mappa esperienziale curata da Fedele Congedo, con le foto e le notazioni relative le nostre conversazioni nomadi per il centro medievale di Castelsardo.

Apprendimento dappertutto a Castelsardo e sull’Ortachis, sciamando con apicoltori nomadi. TaranToDo: saper fare e far sapere

inserito da Urban Experience il 5 settembre 2014 alle 00:01 in in evidenza     
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A Castelsardo, nell’ambito di UnIsolaInRete, il 6 settembre, alle ore 19 si svolgerà il primo dei radio-walkshow condotti da Carlo Infante-Urban Experience su Libridi. La mutazione dei sistemi editoriali al tempo del cloud computing. Una conversazione nomade con l’esperto di sistemi bibliotecari Maurizio Caminito, l’editore on line di .net Antonio Cilli e Fedele Congedo, scrittore ipermediale-visual thinker. Il 7 si converserà “di fianco”  su L’apprendimento dappertutto. Esplorazioni urbane e passeggiate peripatetiche per ricreare i processi educativi con Luigi Berlinguer e Carla Guetti, autori di “Ri-Creazione.Per una scuola che sappia rinnovarsi partendo da sé stessa”

A Bolotana, sull’Ortachis, nel Parco Pabude, con il Gal Marghine , in concomitanza allo svolgimento della VI Sagra della Seada, domenica 7 Settembre, alle ore 11.30, c’è un RADIO -WALKSHOW dal titolo : ”Comunicare il territorio: lo sciame intelligente e nomade”. Dopo aver ascoltato “parlare le querce” si sciamerà in giro per il bosco, passeggiando e ascoltando le voci dei walking-talking heads, quelle degli apicoltori (tra cui quelli nomadi che spostano le arnie per fare miele di monocultura di corbezzolo, asfodelo…) che ci faranno assaggiare il miele, custode e scrigno delle biodiversità, e quelle dei Nuovi Contadini che tornano ad occuparsi delle terre, a vivere la campagna attraverso un’agricoltura e una pastorizia “di ritorno”, spesso tra le criticità dei vandalismi e le opportunità di ricostruzione di un tessuto inter-generazionale.export_FB-TarantoDo

A Taranto, il 13 settembre, alle 10,30, Legambiente in collaborazione con Esperimenti Architettonici e Urban Experience organizza #TaranToDo, una conversazione pubblica sui temi dell’artigianato digitale e l’innovazione sociale, inserita nel percorso formativo “Imparare a intraprendere – La nostra economia: innovazione ed impresa sociale”. Seguirà un radio-walkshow alla scoperta degli spazi dell’innovazione a Taranto.

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Passeggiando lungo le tracce maestre di Visconti a Pisticci. Deja Vu 2.0

inserito da Urban Experience il 4 settembre 2014 alle 03:44 in in evidenza     
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C’è una sorta di vento termico che dal primo pomeriggio soffia, muovendo le gonne delle signore appisolate e sedute davanti alle loro case, in attesa che si alzi. Siamo tra i vicoli di Pisticci, quell’aria fresca ed improvvisa ci conforta nelle nostre passeggiate d’esplorazione  al Lucania Film Festival. Abbiamo condotto in quel contesto ricco di effervescenze creative i nostri radio-walkshow con un titolo profilato: “Tracce Maestre”traccemaestre

Una serie di esplorazioni-conversazioni nomadi che hanno attraversato Pisticci per ripercorrere le tracce di maestri del cinema come Luchino Visconti che nel 1959, con l’intenzione di realizzare un prologo a “Rocco e suoi fratelli” girato in Lucania, fece dei sopralluoghi a Pisticci, per creare un background  al suo melodramma epico realista. Uno degli obiettivi è stato quello di seguire, attraverso gli scatti fotografici di Giuseppe Rotunno, direttore della fotografia del film, i punti di vista viscontiani, ripercorrendo le sue “tracce maestre”.

tracce2tracce3L’equipaggio dei radio-walkshow è stato invitato a fare i propri scatti dalle stesse angolazioni, rivelando i propri “punti di vita”: l’approccio esperienziale lungo questo percorso che riporta la storia del cinema nelle sue geografie, nei paesaggi argillosi dei calanchi, nei vicoli stretti, all’interno delle lamie. Le foto sono state pubblicate, georeferenziate, su twitter e instagram in un esercizio creativo di Deja Vu 2.0.

tracce7Il progetto è di fatto correlato a P-stories. Pisticci città narrante che avrà un suo sviluppo nel prossimo autunno con l’attivazione del cantiere di auto-narrazione territoriale per rivelare quel genius loci inscritto nella memoria delle persone che vivono quel luogo ad alta densità emozionale. Persone come Mario, ultrasettantenne dall’attenzione fulgida che oltre a procurarci fichi dolcissimi ci ha permesso di decodificare le impronte vitali del rione Dirupo, sorto su una frana che devastò il borgo nel 1688 e da allora esprime uno splendido esempio di resilienza urbana. Torneremo a Pisticci a novembre per raccogliere storie e mettere in ascolto via quei radio frammenti di auto-narrazione rilevata da protagonisti della comunità territoriale, come abbiamo fatto nel progetto Teatri della Memoria, ora finalista in un contest europeo sul “change making”. Nei prossimi giorni faremo le nostre passeggiate peripatetiche a Castelsardo per parlare, tra l’altro di “apprendimento dappertutto” mentre stiamo progettando delle azioni negli ambiti della rigenerazione urbana, come quella fatta a Tuturano (Brindisi) mesi fa e delle dinamiche ludico-partecipative, come quelle svolte al Parco dell’Appia Antica.

UrBee, le api urbane

inserito da Urban Experience il 2 settembre 2014 alle 02:51 in in evidenza     
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Bee, in inglese, significa ape. Giocando con le parole ecco “urbee”, mettendo insieme urbe e bee: ape urbana.

Durante un convegno sull’intelligenza delle api, all’Università di Urbino nel 2009, con Giorgio Celli protagonista, #urbee è stato anche un hashtag, quando di twitter ancora non si parlava. Ed è anche il marchio di un gruppo di apicoltori urbani torinesi e il titolo di un evento che s’è realizzato a Roma, al Parco Regionale dell’Appia Antica, nel giugno scorso dal titolo “UrBee, le api romane” (Urbe dopotutto è sinonimo di Roma).

Le api in città stanno bene perché stanno lontane da quell’agricoltura nemica che usa i pesticidi. Non solo: questi “insetti sociali” possono contribuire a farci stare tutti meglio, grazie alla loro possibile funzione di monitoraggio ambientale.

Il 18 ottobre, al Parco Regionale dell’Appia Antica, è previsto il “III Convegno Nazionale dell’Apicoltura urbana”, fenomeno che sta trovando sviluppo in tutta Europa e che rappresenta, per molti aspetti, un iniziativa di presa di coscienza ecologica per la sostenibilità delle città. Il Parlamento europeo nel 2010 ha approvato un’importante risoluzione per il futuro delle api riconoscendo l’apicultura come “un servizio pubblico di valore ambientale e di valore strategico per la società, pregevole esempio di occupazione verde per la conservazione della biodiversità e dell’equilibrio ecologico. …click here to read more

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