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La videotag di #UrBee

inserito da Saverio Massaro il 10 giugno 2014 alle 12:31 in Community, in evidenza     
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La videotag realizzata dopo l’evento Urbee, le api romane è concepita anche come intervento nell’ambito nel convegno ”Riportiamo la natura in città” che si svolgerà il 19 giugno  alla Città dell’Altra Economia, un momento per contestualizzare l’apicoltura urbana in un contesto più ampio, inerente il tema della biodiversità a Roma.

Il Parlamento europeo nel 2010 ha approvato un’importante risoluzione per il futuro delle api riconoscendo l’apicoltura come “un servizio pubblico di valore ambientale e di valore strategico per la società, pregevole esempio di occupazione verde per la conservazione della biodiversità e dell’equilibrio ecologico.

L’apicultura urbana inoltre offre molti spunti a carattere sociale, educativo ed ecologico, in più rappresenta un’attività importante per orti urbani, per le esigenze di impollinazione delle piante coltivate in città. Altro importante argomento è l’utilizzo dell’ape come indicatore ambientale.

Questo imenottero può raccogliere dati dell’ambiente che ispeziona mentre è alla ricerca di nettare e polline, monitorando una superficie di circa 3 km quadrati dal suo alveare. Questi dati possono rappresentare un sistema di campionamento rappresentativo, come è stato rilevato dalla rete nazionale del progetto BeeNet e in particolare dalla postazione situata nel centro di Torino ( e in parte anche a Roma, nell’area del Parco dell’Appia Antica) per il bio-monitoraggio degli inquinanti urbani.

Roma ha una sua particolarità: è ricca di biodiversità grazie alle ampie macchie verdi naturali, se non selvatiche, all’interno dell’area urbana, con un clima particolarmente mite. Ciò rappresenta un habitat ideale per l’allevamento dell’Ape Ligustica, l’ape mellifera per eccellenza. 

Walk show per una conferenza stampa nomade a SanBa e al Campus dei Giornalisti nell’erba, parlando di resilienza

inserito da Urban Experience il 4 giugno 2014 alle 00:00 in in evidenza     
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Spesso interveniamo last minute, ci piace sostenere anche in corsa i progetti che consideriamo importanti e arriviamo con i nostri walk show per dinamizzare le situazioni. Come certe conferenze stampa che oltre i format liturgici potrebbero diventare più “cool”, più efficaci e coinvolgenti.SanBA img Come abbiamo fatto a SanBa (segnaliamo tra i tanti link questo post di davide, molto pertinente e con un bel pò di belle immagini), combinando al volo con Simone Pallotta di Walls che ha curato il progetto, l’idea di fare un walk show, invitando i partecipanti alla conferenza a darsi una mossa: a girare con le nostre radio in giro per San Basilio, esplorandolo ed imbatterci negli interventi di arte pubblica (come questo di Liqen) che hanno lasciato il segno in questo quartiere che sta giocando un suo rilancio culturale. Abbiamo conversato, camminando, con lui, con Emanuele Emanuele di Fondazione Roma, Paolo Masini, assessore allo sviluppo delle periferie e alla manutenzione urbana, funzionari dell’ATER, tanti abitanti (tra cui l’ex segretario della DC locale, ora segretario PD… con cui abbiamo ricordato i conflitti degli anni Settanta che videro San Basilio protagonista, nella Lotta per la Casa). exvotolaicoUn flusso errante di conoscenza del territorio, ludico e denso di riflessioni sulla capacità di rigenerare la città. Simone ci racconta dei tanti “ex voto laici” (molto apprezzati anche dal giovane parroco) realizzati in uno dei laboratori realizzati con i ragazzi della scuole del quartiere (come quello a fianco).

Nel pomeriggio poi altra missione, solcando l’infernale GRA, per arrivare al Campus dell’Università di Tor Vergata per GiornalistiNell’erba dove attraversiamo i vari convegni, workshop e presentazioni varie, raccogliendo spunti da rilanciare via twitter .GNE14

Giochiamo con la complessità dei temi in campo, conversando e sciamando come api bottinatrici d’informazioni e approfondendo con i ragazzi sardi di ProPositivo del concetto di resilienza a noi tanto caro ed oggetto di così tante interpretazioni da rivelarsi come un concetto-chiave per interpretare l’articolazione del pensiero ecologico.

UrBee,le api romane; P-Stories, la città narrante; Coworking urbano; Walk show a Montecitorio

inserito da Urban Experience il 3 giugno 2014 alle 22:36 in in evidenza     
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A Torino, fino al 5 giugno c’è il Film Festival Cinemambiente dove partecipiamo ai lavori della giuria per i documentari italiani.
flyer urbee 72dpi
A Roma, venerdì 6 giugno, al Parco Regionale dell’Appia Antica si presenta UrBee, le api romane, con un walk show (alle ore 15), una di quelle passeggiate con radio e smartphone che caratterizzano da tempo Urban Experience nei vari contesti, dall’urbanistica partecipativa all’educazione ambientale, per arrivare conversando-camminando agli apiari  posizionati nell’area protetta dal Parco a pochi passi da Porta S.Sebastiano, l’ex-Porta Appia da cui parte la “regina viarum”. Il percorso si concluderà in un seminario (ore 16,30), sul fenomeno dell’apicoltura urbana che sta trovando sviluppo in tutta Europa e che rappresenta, per molti aspetti, un’iniziativa di presa di coscienza ecologica per la sostenibilità delle città. Un contributo per riflettere su come misurarsi con l’idea di smart city, a partire da una “alleanza” tra cittadini e api, per promuovere una nuova intelligenza urbana che sappia porre una nuova attenzione all’ambiente nella sua biodiversità. A proposito del termine Urbee (visto che qualcuno ne rivendica la paternità) in questo forum ci sono le “prove” di come nel 2009 fu utilizzato come hashtag x twitter nell’ambito di un convegno sulle api all’Università di Urbino.
A Pisticci, il 10 giugno alle ore 10.30 Allelammie di Pisticci con i suoi partner (Urban Experience, DarteQ, Youth Europe Service, Namavista e I Kreatif) presenterà alla stampa  “P-Stories, Pisticci città narrante”, un progetto sulla narrazione territoriale finanziato nell’ambito dei Progetti innovativi regionali di Visioni Urbane. P-stories è un progetto d’innovazione sociale che intende costruire processi partecipativi con la comunità di appartenenza per raccogliere e geo-referenziare nella geografia territoriale memorie, emozioni e visioni condivise e per renderle fruibili on line in un’antologia di racconti digitali (audio, video e foto) sulla prima mappa interattiva del territorio. P-stories, dove P sta per Pisticci, ma anche piccole storie, vuole ri-scrivere dal basso una nuova narrazione, far emergere la conoscenza del territorio, stimolare la consapevolezza di una coscienza attiva e proporre un nuovo modo di fare turismo culturale, più sostenibile e più smart perché promosso dagli stessi abitanti del luogo. Quella del 10 giugno sarà una conferenza stampa originale, che prenderà le sembianze di un walk-show, una conversazione nomade che attraverserà il ventre della città per ascoltare alcune storie di resilienza come quella del giovane imbianchino Cesare Parlati che, con amore, cura il proprio rione imbiancando gli esterni delle case dismesse con i residui delle vernici del lavoro e la massaia Concetta che ci parlerà della cucina tipica pisticcese, offrendola…
A Roma, a Millepiani (Via Nicolò Odero 13), il 13 giugno alle ore 17, c’è l’incontro Coworking e spazi pubblici: la rigenerazione urbana. Il riuso degli spazi pubblici urbani inutilizzati come sfida per le Pubbliche Amministrazioni in tema di lavoro, di sviluppo, di coesione civile.
A Roma, il 19 giugno, alla Camera dei Deputati, c’è il Forum Public Affairs, alle 13.30 è previsto un walk show che sciamerà fuori dal Parlamento.

Corpo Urbano, la performance traccia la città

inserito da Urban Experience il 30 maggio 2014 alle 02:58 in in evidenza     
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Le Officine CAOS di Stalker Teatro a Torino hanno ospitato un articolato progetto di workshop, seminari e spettacoli sul “Corpo Urbano”, tra danza, performing media e parkour. Le attività performative di Senza Confini di Pelle, Volvon, BlucinQue si sono confrontate con Sofia Amelio e A.S.D. Rhizai che operano nella “disciplina metropolitana” del parkour e rivela un approccio ludico e creativo dell’esplorazione urbana attraverso la pratica del “traceur” che traccia dei percorsi abilitanti per giocare le città, saltando qualsiasi ostacolo. Perno del progetto sono state le “Architetture in movimento” proposte da Dario La Stella e Valentina Solinas di Senza Confini di Pelle che hanno messo a punto una metodologia di danza urbana che è stata attuata recentemente anche al Festival di Rigenerazione Urbana di Rosarno, in Calabria. Proprio quest’ultima esperienza che vedrà una prossima edizione a settembre, è stata oggetto dell’intervento di Angelo Carchidi nel seminario su “Il corpo ludico della città”. Un caso emblematico di come si possa far interagire la poetica della performance con una politica da reinventare, capace di coinvolgere la cittadinanza e “accendere” la partecipazione, creando le condizioni abilitanti per reinventare lo sguardo sul proprio territorio. La volontà di rigenerare una città come Rosarno (nota alle cronache per la rivolta degli immigrati extracomunitari dopo un’aggressione xenofoba), nasce dalla necessità di liberare un’energia di cittadinanza attiva, abbattendo i limiti tra istituzioni e popolazione, tra cittadini stranieri e italiani e ha trovato nel Festival della Rigenerazione Urbana, già dal 2012, un volano d’iniziativa che ha rotto l’inerzia. L’obiettivo è quello di avviare progetti rivolti a giovani e famiglie per promuovere coesione sociale, scambio intergenerazionale e multiculturale.

Ravenna LabeLab, Corpo Urbano, #GNE, UrBee, le api romane.

inserito da Urban Experience il 24 maggio 2014 alle 11:29 in in evidenza     
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A Ravenna, nell’ambito del Ravenna LabeLab ci sono stati anche i Walk Show: brainstorming nomadi per il centro storico di Ravenna con radio e smartphone (“piedi per terra e testa nel cloud”). Vedi i tweet.

manifesto_CorpoUrbanoA Torino, il 28 maggio, alle 15, a Officine Caos- Stalker Teatro s’interviene nel seminario “Il corpo ludico della città” sulla relazione tra urbanizzazione e socialità, dopo il talk il walk! E’ una buona occasione per parlare di “corpo urbano” , il titolo che abbiamo dato al talk è Il corpo come medium tra i media e si focalizzerà sul Performing media: e in particolare sul Walk Show, in quanto format ludico-partecipativo per la cittadinanza educativa.  Per allargare lo spettro teorico si rilancia questo link a a proposito di happening urbani ed enzimi di auto-organizzazione sociale (dal situazionismo al performing media).

A Roma, a Tor Vergata, il 30 maggio c’è #GNE14. Giornalisti nell’erba , al CAMPUS X dell’Università di Roma Tor Vergata (dalle 9.30 alle 20). Tema di questa edizione “Crews 4 Change”, equipaggi per il cambiamento. Più di 50 eventi in un giorno. Giovani e giovanissimi che arrivano da ogni parte d’Italia. Panel, workshop, giochi, laboratori, tag cloud live. open talk… e walk show.

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A Roma, al Parco dell’Appia Antica (via Appia Antica 42, pochi metri +è avanti c’è un ottimo parcheggio libero del Parco, ma scendendo con il 30 a Via C.Colombo si arriva con un sentierino in 5′) il 6 giugno, alle ore 15, c’è un appuntamento strategico: UrBee, le api romaneUn’iniziativa a sostegno dell’apicoltura urbana per pensare a Roma “smart city”. 

Bee, in inglese, significa ape. Giocando con le parole ecco “urbee”, mettendo insieme urbe e bee: ape urbana. Le api della città, meglio ancora le api di Roma, l’Urbe per eccellenza. Non solo, le api a Roma stanno bene (non soffrono l’inquinamento, in parte sotto controllo per la sottrazione di piombo dalle benzine), perché è una città che ha al suo interno ampie aeree verdi, per un paradosso urbanistico che è frutto della sua storia complessa (le vastissime proprietà della Chiesa).

Non solo stanno bene le api (lontane da quell’agricoltura nemica che usa i pesticidi) ma questi insetti sociali possono contribuire a farci stare tutti meglio, grazie alla loro possibile funzione di monitoraggio ambientale.

 

Report su MedioEra e su Forum Sostenibilità

 

La Milano dell’Expo vista dall’alto. Ora e sempre Resilienza!

inserito da Urban Experience il 22 maggio 2014 alle 12:46 in in evidenza     
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Anche quest’anno abbiamo giocato un ruolo emblematico al Forum della Sostenibilità, non solo con uno dei nostri walk show  (” lo sciame intelligente”) che ci caratterizzano ma con un brainstorming combinato a ruota… E’ come se si fosse fatto un po’ di stretching, per riscaldare i muscoli e le dialettiche, giocando, interagendo e conversando. Passeggiando e salendo fino all’ultimo piano (il 39) del grattacielo più alto di Milano, il PalazzoLombardia, dov’è insediata la Regione. Il brainstorming-executive circle è partito a razzo, sul tema ORA E SEMPRE RESILIENZA! NUOVE STRATEGIE DI SOSTENIBILITÀ PER IMPARARE DALLA CRISI. partnerUn confronto dinamico, supportato  dalla visualizzazione della “tag cloud live” che scandiva i nostri tweet, una nuvola di appunti sincronici da cui abbiamo tratto le parole chiave che avrebbero poi chiuso la giornata del forum. Eccone qualcuna: Responsabilità Sociale Condivisa, Sciame, Coraggio,Empatia, Foresta Urbana, Nuove Abitudini, Digital Inclusion, Trasparenza, Smart Community, Integrazione, Rispetto, Disintermediazione, Interoperabilità, Dissipazione… e infine la più “calda” di tutte openness. Una parola chiave per la prossima mossa da fare, come event partner, di Comunicazione Italiana: il Forum PublicAffairs programmato per il 19 giugno alla Camera dei Deputati. MIdall'alto

Walk Show e brainstorming “4×4″ insieme a nITro per Medioera – Festival di Cultura Digitale

inserito da Saverio Massaro il 20 maggio 2014 alle 13:21 in Community, in evidenza     
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L’equipaggio di Urban Experience ha avuto il piacere di partecipare alla quinta edizione di Medioera – Festival di Cultura Digitale a Viterbo, un’importante occasione per discutere di processi di innovazione insieme ad illustri ospiti italiani e stranieri, come Alex Ross e Hila Oren, all’interno della splendida cornice del Borgo medievale e della Sala Regia del Palazzo dei Priori. La prima mossa è stata quella di attraversare il cuore della città con un Walk Show, una passeggiata immersiva durante la quale ci siamo abbandonati ad un’esperienza immersiva (rimanendo sempre connessi con le radio) tra gli odori e i profumi delle installazioni floreali della manifestazione “San pellegrino in fiore” e l’ascolto dei paesaggi sonori degli alberi parlanti, intercettando qua e là le conversazioni dei passanti durante uno straripante corteo medievale. La passeggiata è stata l’occasione per avviare un primo brainstorming nomade e discutere di #DigitUS, un progetto di interaction design urbano per il centro storico di Viterbo, promosso da nITro in partnership con Urban Experience. L’operazione è stata anticipata dall’allestimento dell’installazione “TreeIT” costituita da una pedana in legno che si inserisce in maniera dinamica all’interno dello spazio prospettico e simmetrico del cortile del Palazzo dei Priori. Il percorso invita il visitatore ad attraversare una sorta di foresta interattiva costituita da più di cento alberi sintetici che si illuminano al passaggio dei visitatori; tale passaggio rappresenta metaforicamente la connessione tra la città vecchia, la Vetus Urbs, e la visione futura espressa dal progetto #DigitUS – Dalla città vecchia alla città interattiva

Se ne è discusso durante ”4×4. La forza motrice dell’innovazione”, un agile format coordinato da Saverio Massaro e Dario Pompei, che ha visto protagonisti Annibale D’Elia (Regione Puglia), Carlo Infante (Urban Experience), Antonino Saggio (La Sapienza, nITro) e Mauro Rotelli (Medioera) ad ognuno dei quali è  stata assegnata una keyword: Storie, Esperienze, Metodi, Realtà. Il progetto propone l’unione di soluzioni di interaction design urbano al civic crowdsourcing, attraverso l’adozione di prototipi interattivi in grado di innestare nuove naturalità che valorizzino i luoghi e che sappiano generare un layer digitale di informazioni funzionali per proiettare il borgo medievale della città di Viterbo nel futuro, e candidarla come caso virtuoso nel 2015, anno in cui ci sarà l’EXPO di Milano, l’Esposizione Universale il cui riverbero investe tutto il territorio italiano.  

 

Conversando della cultura come condizione abilitante di partecipazione e passeggiando verso il Nido dell’Airone

inserito da Urban Experience il 13 maggio 2014 alle 02:00 in in evidenza     
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In una Roma “città aperta” grazie a Open House Roma (vedi le valanghe di tweet) che ha saputo reinventare in chiave pop un format consolidato (aprire alla cittadinanza luoghi tendenzialmente chiusi) abbiamo condotto walk show a raffica. con flavia barcaDomenica altri due, uno per arrivare al Tempio del Dio Rediculo (ci piace ancora chiamarlo così anche se è ormai assodato che sia un cenotafio) in un percorso attraverso la Caffarella che come primo tratto del Parco Regionale dell’Appia Antica esplicita il valore di straordinario corridoio ecologico che collega il centro della città fino al “sacro” GRA. foto di flaviaS’è snodata una conversazione errante, ludica e partecipativa, sul buon senso di ciò che definiamo cultura, al di là delle sovrastrutture ideologiche e conformiste, individuandone il fattore chiave: quello di essere condizione abilitante di partecipazione attiva, perché si espanda la coscienza dello spazio pubblico, la qualità delle visioni del mondo e di conseguenza la consapevolezza per interpretare gli scenari del cambiamento (una delle parole chiave emerse è stata, a proposito, resilienza, concetto su cui si condurrà tra qualche giorno un brainstorming a Milano). I sistemi culturali sono “infartuati”, obesi e autoreferenziali, non è più possibile concepirli più solo come forme di rappresentazione o di intrattenimento ma è necessario fare in modo che si rivelino opportunità creative per cogliere lo spirito del tempo,  perché attivino percorsi condivisi per capire come “stare al mondo”, creando transfert intergenerazionale (traducendo “heritage” in eredità da trasmettere). Tra i walking-talking heads protagonisti della conversazione nomade, grazie ai sistemi radio, c’era anche Flavia Barca, l’assessore alla cultura di Roma Capitale, che ha anche rilanciato su twitter  spunti e foto (come questa a fianco che ha scattato mentre è stata ripresa, all’altro lato). nido aironeIl walk show ha di fatto anticipato i temi del “cantiere connettivo” che abbiamo definito “Il nido dell’Airone” cosiddetto per l’ex cineAirone, un gioiello architettonico di Adalberto Libera in totale abbandono e su cui s’intende tracciare un percorso di rigenerazione urbana e co-progettazione culturale di nuova sensibilità. Nell’ex Mulino adiacente il Tempio del Dio Rediculo s’è creato un workinprogress con Roberto dell’associazione CineAirone che ha tracciato alcune linee progettuali e offerto chiavi poetiche-politiche, Alessandro che ha elaborato dei “ritratti rifiutati” composti da oggetti raccolti lungo il percorso, Silvia di macine.net con l’installazione “Panopticon” avvolgente attraverso la panoramica di venti cinema chiusi a Roma e l’artista cinese Wu Di che ha ricostruito, intrecciando con midollino, la cupola dell’Airone, un vero nido. Sorprendente poi il fatto che tutto intorno i pioppi con i loro “pappi” (una sorta di polline cotonoso…) avevano creato un tappeto bianco, come neve, proprio un substrato fitto, ideale per un nido. Un ambiente che ha accolto il convivio con acqua della sorgente Appia, vino che arriva da vigne che si trovano, in parte, anche nel Parco degli Acquedotti, pecorino stagionato e cristalizzato e un miele prodotto a poche decine di metri, proprio nel Parco dell’Appia Antica, dalle api urbane che alleva Davide e che andremo a trovare il 6 giugno, per lanciare UrBee, le api romane. guscioAironeOKSiamo poi ripartiti con un walk show verso il CineAirone, rivelando la contiguità tra  l’Agro Romano e l’architettura “futura” di Libera, continua il brainstorming mentre incontriamo greggi di pecore e attraversando il fiume Almone, arriviamo nel cortile di un condominio che accoglie l’enorme guscio d’uovo dell’Airone. Paradossale, alieno. Non si può entrare. Lo scorso anno, con Roberto eravamo entrati, uno spazio potente e desolato, con ferite gravi, come quella della pittura murale devastata di Capogrossi. E continuiamo sciamare nel quartiere per arrivare allo Studio RA dove Raffaella ha combinato un rinfresco che vede partecipare decine di residenti, artisti e architetti-archeologi come Kostantin. E’ ormai il tramonto e il sole cade tra i pioppi della Caffarella.

ENTER, Inserimenti urbani

inserito da Urban Experience il 11 maggio 2014 alle 02:59 in in evidenza     
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L’avanguardia è ormai un concetto esaurito storicamente. Ha svolto una funzione storica, sia politica sia poetica, nel Novecento. C’è un altra parola che l’ha sostituita: innovazione. Il dato emblematico è che da uno dei gruppi storici dell’avanguardia teatrale, il Tam Teatromusica, sta nascendo una componente creativa che ha scelto innovazione come propria parola chiave.

Una chiave per aprirsi alla città, alle dinamiche di partecipazione e alla complessità di tecnologie che sono di fatto inscritte nella quotidianità e nello scenario urbano.

La loro prima rassegna, curata da Alessandro Martinello, si svolge fino al 28 giugno a Padova e s’intitola “Enter”, come invito ad entrare nel modo delle interazioni con le tecnologie per trovare una misura di relazione culturale che possa contribuire a reinventare anche lo spazio pubblico, con eventi interattivi e multimediali.

Sono in programma performance artistiche, installazioni interattive e azioni partecipate di pittura digitale dal vivo, sfide collettive di videogiochi e workshop che puntano al coinvolgimento attivo degli spettatori. Si rileva Quiet Ensemble con “Natura Morta” un’installazione che sfrutta l’energia elettrica prodotta dai frutti, facendo “suonare” ananas, mele, limoni, arance e banane , Diego Roveroni con “Peep show – an electric human contact , Riserva Canini, “Forecasting” di Giuseppe Chico e Barbara Matijevic, compagnia italo croata con sede in Francia e Muta Imago con “In Tahrir”, un digital storytelling connesso alla “primavera” egiziana. E’ previsto un “Summer games party”, una serata di sfide collettive ai videogiochi in piazza e una serie di “Inserimenti urbani”: performance e installazioni interattive create ad hoc da Claudia Fabris, SocietàPerAzioni e Spazio Clang che prevede il coinvolgimento dei passanti.

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Happening urbani, enzimi creativi di auto-organizzazione sociale

inserito da Urban Experience il 11 maggio 2014 alle 01:56 in in evidenza     
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L’intervento che segue è stato pubblicato nel dossier di La Nuova Ecologia di maggio 2014, ora in edicola. In quel dossier si tratta anche del walk show che tra qualche giorno si svolgerà a Ravenna per LabeLab.

 

Lo spazio pubblico è dato non solo dalle sue architetture ma dai valori d’uso di chi li rende tali. Nell’arco dei secoli, dall’agorà greca o dal foro romano, passando per l’invenzione barocca delle piazze come dispositivo ideologico (pensate al sistema urbanistico di Sisto V con l’utilizzo degli obelischi) e delle place royale francesi, è possibile riflettere su come lo spazio urbano abbia espresso una funzione civica, sia di emancipazione sia di speculazione metafisica o teoretica che ne sottrae dispoticamente il valore sociale.

Dopotutto scendere in piazza, attraverso la definizione “diritto di manifestare” è un valore riconosciuto dall’ articolo 21 della Costituzione italiana.

Le generazioni che dal ’68 (giusto per citare una data simbolica, per molti aspetti spartiacque) hanno investito con le loro azioni ribelli lo spazio pubblico, rimodellandolo con cortei antagonistici, esprimendo una tensione esemplare nella ricerca di un nuovo rapporto tra moltitudini e città. Uno slogan come “riprendiamoci la città”, coniato da Lotta Continua negli anni Settanta, lo ritroviamo, con un nuovo impatto, nelle azioni di Occupy (emblematico quello di New York a Zuccotti Park, noto come Occupy Wall Street) o negli accampamenti degli indignados spagnoli, nel 2011. Queste irruzioni nella quotidianità urbana trovano un background culturale nell’Happening (concetto che trova origine nelle performance di Alan Kaprow, già nel 1959, e del gruppo Fluxus, negli Stati Uniti) e nelle azioni psicogeografiche dei Situazionisti (nati nel 1957 tra Italia e Francia) che con i concetti di deriva e di détournement liberano un’energia creativa capace di spiazzare, disorientare, la percezione urbana. E’ sulla base di queste sollecitazioni (già echeggiate dal gruppo degli Uccelli nel ’68) che durante il Movimento del ’77 gli Indiani Metropolitani esprimono, in particolare a Roma (dove nascono, all’interno dell’occupazione dell’Università La Sapienza), una serie di happening urbani in cui la politica si cortocircuita con la poetica e l’ironia di slogan d’evocazione dada.

Un dato ulteriore da rilevare in questa riflessione sull’impatto creativo, eretico e partecipativo, con lo spazio pubblico è l’irruzione dei nuovi media nell’azione sul campo. Già le radio libere negli anni settanta svolsero una funzione emblematica, non solo per il tam tam d’autoconvocazione ma per l’utilizzo delle chiamate in diretta (attraverso le cabine telefoniche disseminate in città) per informare dell’andamento delle guerriglie urbane (come accadde a Milano sulle frequenze di Radio Popolare, a Bologna su Radio Alice e a Roma su Radio Città Futura). Oggi i nuovi media sono fondamentalmente gli smart phone che dall’uso degli sms all’instant blogging via twitter, stanno delineando un’opportunità straordinaria di comunicazione interattiva e mobile che espande le opportunità di auto-convocazione e di auto-organizzazione che vede interagire l’azione nel territorio con il web, ambiente da considerare come un nuovo spazio pubblico a tutti gli effetti.

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