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Sentire vicino, guardare lontano. Passeggiando con il Teatro delle Ariette, per una palestra d’empatia nel mercato

inserito da Urban Experience il 10 ottobre 2014 alle 01:54 in in evidenza     
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C’è un importante, lucido e appassionato, percorso di ricerca su Teatro, Teatranti e Spettatori che il Teatro delle Ariette ha avviato già da qualche mese e che ha trovato una nuova tappa nell’ambito del loro ecosistema teatrale dal titolo emblematico “Sentire vicino, guardare lontano” a cui abbiamo partecipato con un radio-walkshow in giro per il mercato di Bazzano, raccogliendo storie (come quella di Morena che ha messo in vetrina le sue criticità di salute), giuggiole, olive e il buon pane del Forno Garagnani (vedi l’ottimo report video di Stefano Massari). morenaQueste nostre passeggiate peripatetiche si rivelano ancora una volta come una “palestra d’empatia”, in cui si conversa guardandoci intorno, apprendendo dappertutto, sostenendo la tesi di fondo del progetto etico delle Ariette: rendere gli spettatori protagonisti del processo teatrale in quanto atto di percezione condivisa e come gesto di cittadinanza attiva e consapevole. Se ne parla nell’incontro all’incontro alla Rocca dei Bentivoglio, sottolineando quanto sia decisivo per il teatro esprimere una funzione d’innovazione sociale, emancipandosi dall’autoreferenzialità artistica per sollecitare una coscienza dinamica e plastica, capace di attivare quella resilienza di cui tanti parlano e che in sostanza significa saper dare una risposta creativa alla grave crisi di transizione che sta minando tante certezze. I principi attivi del teatro possono contribuire a dare forma alla partecipazione e, fondamentalmente, tradurre la vita in gesto creativo. Come sanno fare Renato Cuocolo e Roberta Bosetti che con “The Walk” ci portano lungo le strade di questo borgo delle colline bolognesi, seguendo il tracciato immaginario degli ultimi passi di un amico scomparso.walk Ci ritroviamo nel buio di una cantina, mentre ascoltiamo in cuffia la voce guida che ci conduce passo passo in uno stato d’animo sospeso, emozionato e conturbante (anche se il concetto più evoluto è quello di “perturbante”, nell’accezione freudiana di spaesante e inconsueto). Roberta ci lascia nel buio, soli con noi stessi, anche se solo per poco… quelle lucine rosse sono le nostre radio, come dei fuochi fatui. Si contribuisce un po’ tutti noi, quasi inconsapevoli, all’elaborazione di un lutto che si rivela gesto poetico. Un valore drammaturgico che di fatto evolve il format dei nostri radio-walkshow che Renato e Roberta conoscono bene e hanno sperimentato, rilanciandoli sapientemente in contesto teatrale. Un valore aggiunto (termine usato una volta tanto con piena cognizione sia di causa sia di effetto).

E’ stato importante vedere poi nell’arco di due giorni, due generazioni teatrali così lontane tra di loro: la recentissima di Babilonia Teatri e l’esperienza matrice di Giuliano Scabia (uno dei firmatari del Manifesto di Ivrea del 1967). Iconoclasti come punk, i primi,  ludici e libidinali (in “Made in Italy”) e sinceri nel “mettere in vita” dei ragazzi usciti dal coma (in “Pinocchio”) che ci regalano una perla di resilienza: “ci è stato dato un calcio nel culo, fare teatro è l’unica possibilità per restituirlo”. Scabia è più di un maestro, ha aperto una pista teatrale, da quando negli anni Settanta ha contribuito con Basaglia ad aprire gli Ospedali Psichiatrici (quello di Trieste in particolare), espandendo l’idea di spazio pubblico per tutti, con il suo “teatro vagante”. Includere allarga i confini della società. E oggi lo ascoltiamo, nelle sue visioni poetiche oniriche che evocano William Blake e i suoi luoghi dell’anima.

Da vicino nessuno è normale. Social Innovation City, Young Vision, Forum del Design.

inserito da Urban Experience il 1 ottobre 2014 alle 01:30 in in evidenza     
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A Roma, l’1 ottobre, alle ore 14, al MaXXI (via Guido Reni 4), s’interviene come influencer a Social Innovation Cities , una giornata di co-design per produrre la prima Innovation Agenda per la smart city del futuro. L’evento si svolge in occasione della Innovation Week e della Maker Faire.

A Roma, il 4 ottobre, alle ore 17 nei giardini pensili dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, nell’ambito della seconda edizione della Maker Faire, Urban Experience parteciperà al Pecha Kucha Night Roma curato da Cityvision, per presentare il progetto #Urbee – le api romane.

A Bazzano (Bologna), sabato 4 ottobre, alle ore 11,30, nell’ambito del festival TEATRO NELLE CASE 2014   del Teatro delle Ariette, c’è il radio-walkshow “Da vicino nessuno è normale” (una frase di Franco Basaglia che ha risuonato come una rivelazione durante le nostre attività svolte nell’ex Manicomio di Roma). La conversazione nomade esplorerà il mercato settimanale per fare insieme la spesa che poi si mangerà nel pranzo sociale alla Rocca dei Bentivoglio.

A Pisa, durante l’Internet Festival, il 12 ottobre, alle ore 12 da Piazza dei Cavalieri, parte il radio-walkshow “Lo sciame intelligente per l’apprendimento dappertutto”, conversazione nomade con Derrick De Kerckhove e altri protagonisti del Festival.

In Ancona, il 15 ottobre, per Cinematica s’interviene con un Talk Lab su Performing Media, dal videoteatro all’urban experience. Seguirà un radio-walkshow.

A San Ginesio (Macerata), nel Teatro Giacomo Leopardi il 16 ottobre, alle ore 16 c’è il Talk Lab Performing Media per l’Innovazione Territoriale, momento finale del progetto formativo per giovani creativi Young Vision . Il radio-walkshow condurrà all’aperitivo.

A Roma, il 18 ottobre, presso la sede del Parco Regionale dell’Appia Antica (via Appia Antica, 42) c’è  il 3° Convegno Nazionale dell’Apicoltura Urbana, fenomeno che sta trovando sviluppo in tutto il mondo e che rappresenta, per molti aspetti, un’iniziativa di presa di coscienza ecologica per la sostenibilità delle città. In questo ambito si svolgerà il radio-walkshow “Urbee, le api romane” per andare a visitare gli apiari allestiti nel Parco dell’Appia Antica.

A Roma, il 20 ottobre, nell’Aula Marconi, CNR (Piazzale Aldo Moro, 7) nell’ambito del convegno CNR Innovating Innovation – Nuove frontiere per l’innovazione d’impresa s’interviene con Stati Generali dell’Innovazione.

A Milano, il 21 ottobre, a Palazzo Lombardia, c’è il Forum del Design, in questo contesto si svolge il Radio-walkshow “LO SCIAME INTELLIGENTE” che confluirà nella sessione di brainstorming Executive Circle  su DESIGN THINKING: LA USER EXPERIENCE COME DRIVER DI INNOVAZIONE COLLABORATIVA.

Si segnalano gli eventi di cui siamo mediapartner: la mostra collettiva dal il al di, all’artQ13 (Roma) , in occasione della X Giornata del Contemporaneo; Visioni Fuori Raccordo Film Festival al Cinema Aquila (Roma); Festival Video “Domhan Óptica” al Museo Civico di Altamura

REPORT su #TaranToDo ; #FormellOsteriaDiffusa#coChangeRome Pomezia e Festival Letteratura di ViaggioSmartRioneSanità.

Piccole azioni del cambiamento a #TaranToDo

inserito da Saverio Massaro il 30 settembre 2014 alle 16:38 in Community, in evidenza     
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Per raccontare #TaranToDo abbiamo deciso di farlo attraverso lo Storify (qui sotto), in modo da non lasciare dispersi i preziosi tweet e le foto dei partecipanti, più che mai attivi, sia durante l’open talk in Piazza Maria Immacolata e che durante il radio-walkshow. 
Ci siamo dati appuntamento in piazza per guardare oltre sì, ma anche per guardarci intorno e aprirci a nuovi sguardi che sappiano indicare le vie per integrare la cultura e le tecnologie dell’autoproduzione alle risorse del territorio. In primis con Esperimenti Architettonici e Legambiente Taranto abbiamo voluto far comprendere come il fabing sia una realtà tangibile non solo alla portata di hobbisti e appassionati di tecnologia, bensì a tutti coloro che vogliono avviare progettualità in grado di migliorare la qualità della vita. Alla filosofia del “costruire da soli” occorre affiancare i concetti di “network thinking” e intelligenza connettiva, due approcci determinanti per condurci verso un “costruire insieme” attraverso cui unire la mente e le mani. Per questo è interessante intrecciare le connessioni tra dinamiche di creatività sociale, modalità non-standard di apprendimento e nuove forme di imprenditorialità sociale. 
 

Dopo le incursioni nelle cucine a FormelloOsteriaDiffusa si va ad ascoltare le Fontane Parlanti.

inserito da Urban Experience il 29 settembre 2014 alle 01:06 in in evidenza     
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Dopo il cooking show di Antonio Sciullo, momento topico di FormelloOsteriaDiffusa  partiamo per il radio-walkshow lungo la Via Francigena che attraversa Formello. Facciamo incursioni nelle cucine (allestite in Piazza della Padella…luogo emblematico che evoca, in memoria della comunità ebraica,  la mega frittura di tu-bishvat, dolci tipici ebraici per la festa del capodanno degli alberi) per sbirciare cosa ci stanno preparando per il pranzo disseminato per tutto il borgo etrusco (farinata intesa come ottima zuppa di legumi con cicorie, stracotto con funghi e fagioli, pere caramellate) e conversare con l’etno-gastronomo Ernesto di Renzo del mangiare come processo di conoscenza e con Sergio Celestino dello “sliding doors” fatale, ovvero di come saremmo tutti etruschi se quella volta Veio non fosse caduta (per un tradimento) sotto l’assedio dei Romani. Si approda ai tavoli e alla fine del bel pranzo sociale, intervallato da interventi teatrali, come quello in cui si parla di transumanza, assaggiamo il casu marzu che ironicamente viene anche definito “il formaggio più pericoloso del mondo”Lo porteremo con noi anche a Campagnano dove andremo ad ascoltare le “fontane parlanti” in un radio-walkshow di cui scriveremo nei prossimi giorni.

 

Un Vine al volo di #coChangeRome

inserito da Urban Experience il 26 settembre 2014 alle 14:35 in in evidenza     
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Ecco un vine (un instant video) di simone realizzato subito dopo il talk Collaborative Change alla SocialMediaWeek. Su twitter con #coChangeRome  trovi le tracce sia del talk sia del radio-walkshow intorno a Parlamento e Fontana di Trevi.

 

Radio-walkshow a Pomezia e sulle letterature di viaggio a Roma

inserito da Urban Experience il 26 settembre 2014 alle 00:56 in in evidenza     
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Sono giorni densissimi, sciamiamo con i nostri radio-walkshow dappertutto. Dopo le azioni in Sardegna e  l’intervento a Taranto, per la Festambiente con #TaranToDo (di cui scriveremo tra qualche giorno, se ne parla anche su CheFuturo) si è approdati a Pomezia e a Roma ci siamo mossi lungo le tracce di poeti e viaggiatori innamorati della città eterna. E nei prossimi giorni ci trovate intorno al Parlamento per #cochangeROME, nel Forte Portuense per #Siderare, al Parco Bolivar per #MondiPossibili, alla Città dell’AltraEconomia per #BiennaleMArteLive, a Formello per #osteriadiffusa, a Campagnano per #fontaneparlanti. con bambiniA Pomezia abbiamo giocato con i bambini esplorando quella piccola città, ascoltando parlare quella vecchia quercia da sughero,la “pomona”, morta ma conservata come un bene culturale e con un bel fungo ligneo “inonotus” che strofiniamo per sentirne il profumo. con anzianiAscoltiamo gli anziani dell’associazione dei “Coloni” che ci raccontano di come i loro genitori migrati da Romagna, Veneto, Trentino abbiano fondato alla fine degli anni ’30 Pomezia, sottraendola alle paludi. Abbiamo conversato “di fianco”, con tantissimi cittadini incuriositi e disponibili, delle diverse iniziative sodali delle associazioni del Terzo Settore, sottolineando il valore dell’innovazione sociale con Sindaco e vicesindaco. Abbiamo evocato gli echi di una lontana Seconda Guerra Mondiale per declinare il concetto di pace in via direttamente proporzionale alla nostra capacità di ascolto e d’inclusione, in una piccola grande festa in piazza che Anna con le sue amiche insegnanti e i genitori hanno saputo governare con splendido spirito. A Roma, nell’ambito del Festival Letteratura di Viaggio, abbiamo fatto una bella scarpinata, partendo dal cimitero acattolico, dietro la Piramide Cestia, per arrivare all’Istituto Dante Alighieri a Piazza di Firenze, vicino al Pantheon. Abbiamo evocato la molteplicità di poeti e scrittori che hanno amato Roma, invitando i tanti partecipanti a leggere i vari frammenti che abbiamo raccolto nelle nostre biblioteche e nel web (e che in parte abbiamo pubblicato, in modo brado, in uno dei nostri forum). lapideIn questo percorso la prima ispirazione ci è stata data dal giovane poeta tedesco Wilhelm Waiblinger, morto a Roma (e sepolto nel cimitero acattolico) a soli 26 anni, ricordato in una lapide a Via del Mascherone, dove abitò, con un’epigrafe bellissima “qui solamente felice”. Ci ha colpito questa figura che di fatto anticipa il Romanticismo, per la sua capacità d’ascolto del genio poetico di Holderlin che accompagnò per anni in lunghissime passeggiate, rilevando (primo tra tutti) il valore di un’alterità giunta al suo limite che ha inciso così tanto nel pensiero europeo più radicale, a partire da Nietzsche (che abbiamo citato, ricordando la sua “amicizia stellare” per Malwida von Meysenbug, proto-femminista, sepolta al cimitero acattolico). Abbiamo evocato un altro poeta “eretico”, Gregory Corso (anche lui al cimitero acattolico) leggendo, mentre scorrevano Via Marmorata, “Bomb” (la trovate nel forum). S’è parlato del “ciriolare”, un modo di dire romanesco che si riferisci al moto sinuoso del nostro scorrere nella città (che rimanda sia alle passeggiate peripatetiche sia alle derive psicogeografiche dei situazionisti, di cui parliamo con Paolo che sta facendo su questo una tesi), proprio delle anguille che si pescavano dal Ponte Sublicio che ci porta verso Trastevere. Leggiamo tratti del “Viaggio in Italia” di Goethe, de “Il fauno di marmo” di Hawthorne , una lettera scritta al padre da Ejaz Ahmad e citiamo ancora Gogol, Milton, Apollinaire e poco prima di approdare alla Dante dove ci aspetta dello spumante ristoratore, ancora Holderlin. Potente: Lungo è il tempo, ma si fa evento il vero.

 

SmartRioneSanità rivela le Catacombe di S.Gennaro. Il genius loci di Napoli, città concava: scavata nel tufo vulcanico

inserito da Urban Experience il 21 settembre 2014 alle 23:49 in in evidenza     
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Sosteniamo da tempo che qualsiasi politica sulle Smart City non può prescindere da una forte attenzione per le dinamiche di coesione sociale, capaci di esprimere smart community: comunità partecipate, senzienti, auto-organizzate. E’ per questo che ci ha incuriosito da subito il progetto SmartRioneSanità che ha vinto un bando del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con l’obiettivo di valorizzare le risorse storico-artistiche del Rione Sanità ponendo la rigenerazione culturale del territorio e la coesione sociale al centro dello sviluppo. Il progetto, finanziato con fondi PON-REC, nasce con l’intento di contribuire alla trasformazione di Napoli in smart city, partendo dall’esperienza di riqualificazione sociale che si è radicata proprio nel Rione Sanità, uno dei quartieri più difficili della città, grazie ad una sorprendente spinta dal basso. fotoatto1Abbiamo partecipato ad un momento topico di questo progetto: “Le luci di dentro”, un’ambientazione multimediale, meglio ancora un’azione di performing media, che ha fatto delle Catacombe di San Gennaro un mondo da rivelare, alveo del genius loci di una città concava, scavata nel tufo vulcanico.  Si è svolto un percorso, condotto dai ragazzi della coop La Paranza, nata nel Rione Sanità, che ci hanno introdotto alle varie “stazioni” dell’itinerario. Una prima con la videoproiezione di un personaggio (l’archeologo settecentesco De Jorio) che delinea le caratteristiche di queste catacombe usate già nel II secolo, con garbo teatrale e buona ironia mentre la seconda, curata da Hypoikòn, esalta l’aura del luogo in un architectural mapping conturbante, sostenuto da una drammaturgia sonora che di fatto crea un eccellente “teatro di percezione”, armonizzando il senso di morte proprio delle catacombe con un principio di rigenerazione vitale che rimanda ai cicli della terra.decumano La terza stazione è sin troppo rappresentazionale, in una sala grande e affollata, sin troppo satura di narrazione graphic novel. Ma dopotutto si era già ritornati in superficie, fuori dalla dimensione raccolta ed emozionata dell’esperienza sotterranea. Ci rimane negli occhi la semioscurità di quel mondo cavo, con architetture strabilianti, ventre urbano che ha accolto per secoli sepolture e che durante la Seconda Guerra Mondiale è stata ricovero antiaereo, con tanto di ospedale e sale parto. In quei posti si nasceva. E’ una delle informazioni preziose che raccogliamo da questi ragazzi di Smart Rione Sanità che oltre al percorso sotterraneo illustrano il loro quartiere, dimostrando come si possa creare auto-impresa attraverso forme innovative di turismo esperienziale. Alcune tracce di questa esperienza urbana sotterranea le trovate su twitter con #lelucididentro.

 

 

SmartRioneSanità

inserito da Urban Experience il 20 settembre 2014 alle 02:45 in in evidenza     
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Sosteniamo da tempo che qualsiasi politica sulle Smart City non può prescindere da una forte attenzione per le dinamiche di coesione sociale, capaci di esprimere smart community: comunità partecipate, senzienti, auto-organizzate. E’ per questo che ci ha incuriosito da subito il progetto SmartRioneSanità che ha vinto un bando del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con l’obiettivo di valorizzare le risorse storico-artistiche del Rione Sanità ponendo la rigenerazione culturale del territorio e la coesione sociale al centro dello sviluppo. Il progetto nasce con l’intento di contribuire alla trasformazione di Napoli in smart city, partendo dall’esperienza di riqualificazione sociale che si è radicata proprio nel Rione Sanità, uno dei quartieri più difficili della città, grazie ad una sorprendente spinta dal basso. Abbiamo partecipato ad un momento topico di questo particolare progetto performativo: “Le luci di dentro”, un’ambientazione multimediale, meglio ancora un’azione di performing media, che ha fatto delle Catacombe di San Gennaro un mondo da rivelare, alveo del genius loci di una città concava, scavata nel tufo vulcanico. Si è svolto un percorso, condotto dai ragazzi della coop La Paranza, nata nel Rione Sanità, che ci hanno introdotto alle varie “stazioni” dell’itinerario. Una prima con la videoproiezione di un personaggio (l’archeologo settecentesco De Jorio) che delinea le caratteristiche di queste catacombe usate già nel II secolo, con garbo teatrale e buona ironia, mentre la seconda, curata da Hypoikòn, esalta l’aura del luogo in un architectural mapping conturbante, sostenuto da una drammaturgia sonora che di fatto crea un eccellente “teatro di percezione”. E’ stata un’esperienza preziosa condotta da questi ragazzi di Smart Rione Sanità che oltre al percorso sotterraneo illustrano il loro quartiere, dimostrando come si possa creare auto-impresa attraverso forme innovative di turismo esperienziale.  

Radio-walkshow ascoltando querce, poeti innamorati di Roma, walking-talking head di MArteLive, cucine e fontane parlanti.

inserito da Urban Experience il 18 settembre 2014 alle 23:15 in in evidenza     
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 A Pomezia, il 20 settembre, alle ore 16, da Piazza Indipendenza, nell’ambito di Tutti i Colori del Mondo,  parte un radio-walkshow che esplorerà Pomezia, attraverso una conversazione nomade con ascolti via radio e smartphone. Dopo aver ascoltato “parlare” la quercia ”Pomona” si sciamerà in giro per le strade, passeggiando e ascoltando le voci dei walking-talking heads, quelle dei bambini che giocheranno con il loro sguardo curioso e quelle degli anziani che riveleranno il genius loci della città, evocando la memoria dei bombardamenti subiti da Pomezia nella Seconda Guerra Mondiale.

A Roma, nell’ambito del FESTIVAL DELLA LETTERATURA DI VIAGGIO il 24 settembre alle ore 18 è in programma un radio-walkshow dal titolo “Qui solamente felice”, un’esplorazione urbana e conversazione nomade sulle letterature di viaggio a Roma. Partenza dal Cimitero Acattolico (Via Caio Cestio 6). Un’epigrafe marmorea presso Via del Mascherone ci evoca l’emozione profonda di Wilhelm Waiblinger, giovane scrittore tedesco innamorato di Roma. Recita “Qui solamente felice”, un valore esclusivo per una città scelta come approdo di un viaggio che s’è concluso troppo presto. Morì a 25 anni e le sue spoglie risiedono nel cimitero acattolico, nei pressi della Piramide Cestia.

A Roma, nell’ambito della Social Media Week,  il 26 settembre alle 9,30 a MOMEC (Via della Colonna Antonina 52) si svolge il talk su COLLABORATIVE CHANGE  (economia collaborativa, coworking urbano, resilienza culturale). Alla fine parte il radio-walkshow: un’esperienza ludico-partecipativa itinerante che attraversa il centro di Roma in una conversazione nomade per espandere il dibattito nel contesto urbano. Durante la passeggiata l’uso di twitter (#SMWRME #cochangeROME) permetterà un’interazione tra web e territorio dando vita a un gesto di design pubblico.locandinaSMWeek

 A Roma, il 26 settembre, al Forte Portuense (Via Portuense 547), nell’ambito del Progetto Siderare a cura della Fondazione VOLUME! , interveniamo nel talk delle ore 15 inerente il progetto site specific ispirato al film “Stalker” di Andrej Tarkovskij. Alle ore 18,30 radio-walkshow che espande il dibattito e in parte rievoca il nostro happening urbano svolto nel 2010.

A Roma, nell’ambito di FestAmbiente Mondi Possibili, al Parco Bolivar (Via Monte Serrone), il 27 settembre alle ore 16 è in programma un radio-walkshow: una conversazione nomade #nelparcochevorrei

 A Roma, nell’ambito di BiennaleMArteLive, alla Città dell’Altra Economia (sala 1), il 27 settembre, dalle ore 19 c’è il Talk Lab su Performing media per l’innovazione territoriale, segue un radio-walkshow. 

Formello, nell’ambito dell’Osteria Diffusa, il 28 settembre, alle ore 12,30, subito dopo il cooking show e prima del pranzo, ci sarà un veloce radio-walkshow con incursioni nelle cucine…

Campagnano di Roma, nell’ambito del Francigena Collective Project c’è il radio-walkshow ”Le fontane parlanti”, attraverso cui si ascolteranno le storie di una comunità che sapeva bene come l’acqua fosse bene comune.

Si segnala inoltre:

L’esperienza urbana-sotterranea “Le luci di dentro” a Napoli, nelle Catacombe di S.Gennaro, la prima edizione di Live Cinema Festival che si svolge a Roma fino al 20 Settembre al Teatro Quarticciolo e l’assemblea pubblica promossa da CarteinRegola su “La città è la nostra casa”.

Report su: Passeggiate peripatetiche @UnIsolaInRete e Radio-walkshow sull’Ortachis con un apicoltore nomade.

 

Si sciama sull’Ortachis, seguendo un apicoltore nomade, assaggiando miele di cardo, trovando funghi e parlando di agricoltura di ritorno. Comunichiamo il territorio nel territorio.

inserito da Urban Experience il 16 settembre 2014 alle 00:45 in in evidenza     
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E’ bello e giusto quando si crea continuità: quando dopo un’azione si lascia un segno che si ripercuote e si rinnova l’intervento, si conferma l’impatto, si batte il percorso, si fa traccia da seguire.  E’ l’unico modo perché l’innovazione possa attuarsi, proprio perché non è sinonimo di sperimentazione (come ancora qualcuno pensa) bensì valore d’uso delle nuove tecnologie e delle nuove metodologie capaci di aprire orizzonti ulteriori: opportunità. I nostri radio-walkshow  a qualcuno possono apparire come gesti sperimentali ma chi li ha vissuti sa che riattivano un corso naturale delle cose, del confronto e dell’osservazione. E c’è bisogno di questo: ritrovare una condizione aperta, empatica e collaborativa, per pensare e agire nel mondo che circonda. Usando tutto quello che l’evoluzione culturale e tecnologica ci ha messo a disposizione. Per questo usiamo uno slogan semplice e preciso: “piedi per terra e testa nel cloud”. Con questo format di comunicazione ludico-partecipativa è possibile “Comunicare il Territorio” attraversandolo, il territorio, cogliendo al volo ogni segno (il volo di un rapace o di una ghiandaia, l’umidità di un muschio, l’emersione del carpoforo di un fungo, un tweet, uno sciamare d’api…).walk in ortachis E’ bello e giusto che il Gal Marghine  ci abbiamo invitato di nuovo a Bolotana, sull’Ortachis per fare un radio-walkshow dal titolo : ” Comunicare il territorio: lo sciame intelligente e nomade” che rilancia l’esperienza dello scorso anno, di cui si trova traccia in questi report su IlMarghine.net, in questa intervista e nel post, che la contestualizza con altre azioni simili di innovazione territoriale, fondamentalmente resilienti. Siamo sciamati nel Parco di Pabude, abbandonando il chiasso degli stand della Sagra della Seada per penetrare il bosco ricco di lecci, aceri e autorevoli tassi. Abbiamo ascoltato “sussurrare le querce” utilizzando uno smart-phone in cui abbiamo raccolto gli “alberi parlanti”, una serie di audioclip che abbiamo usato anche al parco dell’Appia Antica.  E s’è fatto la cosa più naturale del mondo, abbiamo camminato e s’è preso atto che conversare “di fianco” è molto diverso dal parlare “di fronte” dove ci si rappresenta e si gioca con gli sguardi che ci condizionano. Parlando di fianco mentre si cammina si è più disponibili (vale più la partecipazione che la rappresentazione) e le radio permettono di condividere questo scambio d’empatia con decine di persone (eravamo una cinquantina circa). Il riferimento allo sciame poi non è solo attinente la modalità del nostro radio-walkshow (invitiamo tutti a muoversi in libertà raccogliendo indizi di cui trattare nella conversazione nomade, a tenerci insieme è la trasmissione radio) ma riguarda fondamentale il contenuto cardine della nostra esplorazione nel bosco dove l’apicoltore Luigi Pitzalis posiziona e sposta le arnie delle sue api per fare monocoltura di miele di cardo, asfodelo, edera…  Abbiamo assaggiato questi mieli, che rivelano le biodiversità del bosco, abbiamo raccolto funghi (boletus rhodopurpereus) e abbiamo parlato dei Nuovi Contadini che tornano ad occuparsi delle terre, a vivere la campagna attraverso un’agricoltura e una pastorizia “di ritorno”, spesso tra le criticità dei vandalismi e le opportunità di ricostruzione di un tessuto inter-generazionale. In questo post di Giulia Serra su IlMarghine.net c’è un bel report di questa esperienza d’esplorazione partecipata (con videointerviste puntuali) ed ecco qui un video di Luana Checchia sul canaleYouTube di PuntoNetWebTv.

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