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SmartRioneSanità

inserito da Urban Experience il 20 settembre 2014 alle 02:45 in in evidenza     
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Sosteniamo da tempo che qualsiasi politica sulle Smart City non può prescindere da una forte attenzione per le dinamiche di coesione sociale, capaci di esprimere smart community: comunità partecipate, senzienti, auto-organizzate. E’ per questo che ci ha incuriosito da subito il progetto SmartRioneSanità che ha vinto un bando del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con l’obiettivo di valorizzare le risorse storico-artistiche del Rione Sanità ponendo la rigenerazione culturale del territorio e la coesione sociale al centro dello sviluppo. Il progetto nasce con l’intento di contribuire alla trasformazione di Napoli in smart city, partendo dall’esperienza di riqualificazione sociale che si è radicata proprio nel Rione Sanità, uno dei quartieri più difficili della città, grazie ad una sorprendente spinta dal basso. Abbiamo partecipato ad un momento topico di questo particolare progetto performativo: “Le luci di dentro”, un’ambientazione multimediale, meglio ancora un’azione di performing media, che ha fatto delle Catacombe di San Gennaro un mondo da rivelare, alveo del genius loci di una città concava, scavata nel tufo vulcanico. Si è svolto un percorso, condotto dai ragazzi della coop La Paranza, nata nel Rione Sanità, che ci hanno introdotto alle varie “stazioni” dell’itinerario. Una prima con la videoproiezione di un personaggio (l’archeologo settecentesco De Jorio) che delinea le caratteristiche di queste catacombe usate già nel II secolo, con garbo teatrale e buona ironia, mentre la seconda, curata da Hypoikòn, esalta l’aura del luogo in un architectural mapping conturbante, sostenuto da una drammaturgia sonora che di fatto crea un eccellente “teatro di percezione”. E’ stata un’esperienza preziosa condotta da questi ragazzi di Smart Rione Sanità che oltre al percorso sotterraneo illustrano il loro quartiere, dimostrando come si possa creare auto-impresa attraverso forme innovative di turismo esperienziale.  

Radio-walkshow ascoltando querce, poeti innamorati di Roma, walking-talking head di MArteLive, cucine e fontane parlanti.

inserito da Urban Experience il 18 settembre 2014 alle 23:15 in in evidenza     
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 A Pomezia, il 20 settembre, alle ore 16, da Piazza Indipendenza, nell’ambito di Tutti i Colori del Mondo,  parte un radio-walkshow che esplorerà Pomezia, attraverso una conversazione nomade con ascolti via radio e smartphone. Dopo aver ascoltato “parlare” la quercia ”Pomona” si sciamerà in giro per le strade, passeggiando e ascoltando le voci dei walking-talking heads, quelle dei bambini che giocheranno con il loro sguardo curioso e quelle degli anziani che riveleranno il genius loci della città, evocando la memoria dei bombardamenti subiti da Pomezia nella Seconda Guerra Mondiale.

A Roma, nell’ambito del FESTIVAL DELLA LETTERATURA DI VIAGGIO il 24 settembre alle ore 18 è in programma un radio-walkshow dal titolo “Qui solamente felice”, un’esplorazione urbana e conversazione nomade sulle letterature di viaggio a Roma. Partenza dal Cimitero Acattolico (Via Caio Cestio 6). Un’epigrafe marmorea presso Via del Mascherone ci evoca l’emozione profonda di Wilhelm Waiblinger, giovane scrittore tedesco innamorato di Roma. Recita “Qui solamente felice”, un valore esclusivo per una città scelta come approdo di un viaggio che s’è concluso troppo presto. Morì a 25 anni e le sue spoglie risiedono nel cimitero acattolico, nei pressi della Piramide Cestia.

A Roma, nell’ambito della Social Media Week,  il 26 settembre alle 9,30 a MOMEC (Via della Colonna Antonina 52) si svolge il talk su COLLABORATIVE CHANGE  (economia collaborativa, coworking urbano, resilienza culturale). Alla fine parte il radio-walkshow: un’esperienza ludico-partecipativa itinerante che attraversa il centro di Roma in una conversazione nomade per espandere il dibattito nel contesto urbano. Durante la passeggiata l’uso di twitter (#SMWRME #cochangeROME) permetterà un’interazione tra web e territorio dando vita a un gesto di design pubblico.locandinaSMWeek

 A Roma, il 26 settembre, al Forte Portuense (Via Portuense 547), nell’ambito del Progetto Siderare a cura della Fondazione VOLUME! , interveniamo nel talk delle ore 15 inerente il progetto site specific ispirato al film “Stalker” di Andrej Tarkovskij. Alle ore 18,30 radio-walkshow che espande il dibattito e in parte rievoca il nostro happening urbano svolto nel 2010.

A Roma, nell’ambito di FestAmbiente Mondi Possibili, al Parco Bolivar (Via Monte Serrone), il 27 settembre alle ore 16 è in programma un radio-walkshow: una conversazione nomade #nelparcochevorrei

 A Roma, nell’ambito di BiennaleMArteLive, alla Città dell’Altra Economia (sala 1), il 27 settembre, dalle ore 19 c’è il Talk Lab su Performing media per l’innovazione territoriale, segue un radio-walkshow. 

Formello, nell’ambito dell’Osteria Diffusa, il 28 settembre, alle ore 12,30, subito dopo il cooking show e prima del pranzo, ci sarà un veloce radio-walkshow con incursioni nelle cucine…

Campagnano di Roma, nell’ambito del Francigena Collective Project c’è il radio-walkshow ”Le fontane parlanti”, attraverso cui si ascolteranno le storie di una comunità che sapeva bene come l’acqua fosse bene comune.

Si segnala inoltre:

L’esperienza urbana-sotterranea “Le luci di dentro” a Napoli, nelle Catacombe di S.Gennaro, la prima edizione di Live Cinema Festival che si svolge a Roma fino al 20 Settembre al Teatro Quarticciolo e l’assemblea pubblica promossa da CarteinRegola su “La città è la nostra casa”.

Report su: Passeggiate peripatetiche @UnIsolaInRete e Radio-walkshow sull’Ortachis con un apicoltore nomade.

 

Si sciama sull’Ortachis, seguendo un apicoltore nomade, assaggiando miele di cardo, trovando funghi e parlando di agricoltura di ritorno. Comunichiamo il territorio nel territorio.

inserito da Urban Experience il 16 settembre 2014 alle 00:45 in in evidenza     
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E’ bello e giusto quando si crea continuità: quando dopo un’azione si lascia un segno che si ripercuote e si rinnova l’intervento, si conferma l’impatto, si batte il percorso, si fa traccia da seguire.  E’ l’unico modo perché l’innovazione possa attuarsi, proprio perché non è sinonimo di sperimentazione (come ancora qualcuno pensa) bensì valore d’uso delle nuove tecnologie e delle nuove metodologie capaci di aprire orizzonti ulteriori: opportunità. I nostri radio-walkshow  a qualcuno possono apparire come gesti sperimentali ma chi li ha vissuti sa che riattivano un corso naturale delle cose, del confronto e dell’osservazione. E c’è bisogno di questo: ritrovare una condizione aperta, empatica e collaborativa, per pensare e agire nel mondo che circonda. Usando tutto quello che l’evoluzione culturale e tecnologica ci ha messo a disposizione. Per questo usiamo uno slogan semplice e preciso: “piedi per terra e testa nel cloud”. Con questo format di comunicazione ludico-partecipativa è possibile “Comunicare il Territorio” attraversandolo, il territorio, cogliendo al volo ogni segno (il volo di un rapace o di una ghiandaia, l’umidità di un muschio, l’emersione del carpoforo di un fungo, un tweet, uno sciamare d’api…).walk in ortachis E’ bello e giusto che il Gal Marghine  ci abbiamo invitato di nuovo a Bolotana, sull’Ortachis per fare un radio-walkshow dal titolo : ” Comunicare il territorio: lo sciame intelligente e nomade” che rilancia l’esperienza dello scorso anno, di cui si trova traccia in questi report su IlMarghine.net, in questa intervista e nel post, che la contestualizza con altre azioni simili di innovazione territoriale, fondamentalmente resilienti. Siamo sciamati nel Parco di Pabude, abbandonando il chiasso degli stand della Sagra della Seada per penetrare il bosco ricco di lecci, aceri e autorevoli tassi. Abbiamo ascoltato “sussurrare le querce” utilizzando uno smart-phone in cui abbiamo raccolto gli “alberi parlanti”, una serie di audioclip che abbiamo usato anche al parco dell’Appia Antica.  E s’è fatto la cosa più naturale del mondo, abbiamo camminato e s’è preso atto che conversare “di fianco” è molto diverso dal parlare “di fronte” dove ci si rappresenta e si gioca con gli sguardi che ci condizionano. Parlando di fianco mentre si cammina si è più disponibili (vale più la partecipazione che la rappresentazione) e le radio permettono di condividere questo scambio d’empatia con decine di persone (eravamo una cinquantina circa). Il riferimento allo sciame poi non è solo attinente la modalità del nostro radio-walkshow (invitiamo tutti a muoversi in libertà raccogliendo indizi di cui trattare nella conversazione nomade, a tenerci insieme è la trasmissione radio) ma riguarda fondamentale il contenuto cardine della nostra esplorazione nel bosco dove l’apicoltore Luigi Pitzalis posiziona e sposta le arnie delle sue api per fare monocoltura di miele di cardo, asfodelo, edera…  Abbiamo assaggiato questi mieli, che rivelano le biodiversità del bosco, abbiamo raccolto funghi (boletus rhodopurpereus) e abbiamo parlato dei Nuovi Contadini che tornano ad occuparsi delle terre, a vivere la campagna attraverso un’agricoltura e una pastorizia “di ritorno”, spesso tra le criticità dei vandalismi e le opportunità di ricostruzione di un tessuto inter-generazionale. In questo post di Giulia Serra su IlMarghine.net c’è un bel report di questa esperienza d’esplorazione partecipata (con videointerviste puntuali) ed ecco qui un video di Luana Checchia sul canaleYouTube di PuntoNetWebTv.

Passeggiate peripatetiche @UnIsolaInRete

inserito da Urban Experience il 10 settembre 2014 alle 01:28 in in evidenza     
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Con i radio-walkshow abbiamo trovato il modo per tradurre un evento pubblico, correntemente basato su modalità di rappresentazione (palchi, microfoni, platee, tutti seduti ad ascoltare sessioni frontali spesso rese in liturgici talkshow) in situazioni più dinamiche, plastiche (capaci di dimensionarsi a qualsiasi contesto), tese a valorizzare le potenzialità di partecipazione.visualthinking Come a Castelsardo, dove per la quarta edizione di @UnIsolaInRete (progetto che abbiamo contribuito ad ideare) abbiamo condotto le nostre passeggiate peripatetiche conversando di “libridi” (sulla mutazione digitale degli assetti editoriali) con Maurizio Caminito (grande esperto di sistemi bibliotecari), Fedele Congedo (autore del visualThinking qui a fianco e delle tracce georeferenziate, elementi strategici per individuare le potenzialità dei “libridi”) e Antonio Cilli (editore di .net, un network glocal) e, il giorno dopo, di “apprendimento dappertutto” sulle nuove politiche della cittadinanza educativa con l’ex Ministro alla Pubblica Istruzione Luigi Berlinguer e Carla Guetti, autori di “Ri-Creazione.Per una scuola che sappia rinnovarsi partendo da sé stessa”, con interpolazioni “verticali” dello scienziato Cesare Massarenti. Qui sotto la mappa esperienziale curata da Fedele Congedo, con le foto e le notazioni relative le nostre conversazioni nomadi per il centro medievale di Castelsardo.

Apprendimento dappertutto a Castelsardo e sull’Ortachis, sciamando con apicoltori nomadi. TaranToDo: saper fare e far sapere

inserito da Urban Experience il 5 settembre 2014 alle 00:01 in in evidenza     
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A Castelsardo, nell’ambito di UnIsolaInRete, il 6 settembre, alle ore 19 si svolgerà il primo dei radio-walkshow condotti da Carlo Infante-Urban Experience su Libridi. La mutazione dei sistemi editoriali al tempo del cloud computing. Una conversazione nomade con l’esperto di sistemi bibliotecari Maurizio Caminito, l’editore on line di .net Antonio Cilli e Fedele Congedo, scrittore ipermediale-visual thinker. Il 7 si converserà “di fianco”  su L’apprendimento dappertutto. Esplorazioni urbane e passeggiate peripatetiche per ricreare i processi educativi con Luigi Berlinguer e Carla Guetti, autori di “Ri-Creazione.Per una scuola che sappia rinnovarsi partendo da sé stessa”

A Bolotana, sull’Ortachis, nel Parco Pabude, con il Gal Marghine , in concomitanza allo svolgimento della VI Sagra della Seada, domenica 7 Settembre, alle ore 11.30, c’è un RADIO -WALKSHOW dal titolo : ”Comunicare il territorio: lo sciame intelligente e nomade”. Dopo aver ascoltato “parlare le querce” si sciamerà in giro per il bosco, passeggiando e ascoltando le voci dei walking-talking heads, quelle degli apicoltori (tra cui quelli nomadi che spostano le arnie per fare miele di monocultura di corbezzolo, asfodelo…) che ci faranno assaggiare il miele, custode e scrigno delle biodiversità, e quelle dei Nuovi Contadini che tornano ad occuparsi delle terre, a vivere la campagna attraverso un’agricoltura e una pastorizia “di ritorno”, spesso tra le criticità dei vandalismi e le opportunità di ricostruzione di un tessuto inter-generazionale.export_FB-TarantoDo

A Taranto, il 13 settembre, alle 10,30, Legambiente in collaborazione con Esperimenti Architettonici e Urban Experience organizza #TaranToDo, una conversazione pubblica sui temi dell’artigianato digitale e l’innovazione sociale, inserita nel percorso formativo “Imparare a intraprendere – La nostra economia: innovazione ed impresa sociale”. Seguirà un radio-walkshow alla scoperta degli spazi dell’innovazione a Taranto.

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Passeggiando lungo le tracce maestre di Visconti a Pisticci. Deja Vu 2.0

inserito da Urban Experience il 4 settembre 2014 alle 03:44 in in evidenza     
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C’è una sorta di vento termico che dal primo pomeriggio soffia, muovendo le gonne delle signore appisolate e sedute davanti alle loro case, in attesa che si alzi. Siamo tra i vicoli di Pisticci, quell’aria fresca ed improvvisa ci conforta nelle nostre passeggiate d’esplorazione  al Lucania Film Festival. Abbiamo condotto in quel contesto ricco di effervescenze creative i nostri radio-walkshow con un titolo profilato: “Tracce Maestre”traccemaestre

Una serie di esplorazioni-conversazioni nomadi che hanno attraversato Pisticci per ripercorrere le tracce di maestri del cinema come Luchino Visconti che nel 1959, con l’intenzione di realizzare un prologo a “Rocco e suoi fratelli” girato in Lucania, fece dei sopralluoghi a Pisticci, per creare un background  al suo melodramma epico realista. Uno degli obiettivi è stato quello di seguire, attraverso gli scatti fotografici di Giuseppe Rotunno, direttore della fotografia del film, i punti di vista viscontiani, ripercorrendo le sue “tracce maestre”.

tracce2tracce3L’equipaggio dei radio-walkshow è stato invitato a fare i propri scatti dalle stesse angolazioni, rivelando i propri “punti di vita”: l’approccio esperienziale lungo questo percorso che riporta la storia del cinema nelle sue geografie, nei paesaggi argillosi dei calanchi, nei vicoli stretti, all’interno delle lamie. Le foto sono state pubblicate, georeferenziate, su twitter e instagram in un esercizio creativo di Deja Vu 2.0.

tracce7Il progetto è di fatto correlato a P-stories. Pisticci città narrante che avrà un suo sviluppo nel prossimo autunno con l’attivazione del cantiere di auto-narrazione territoriale per rivelare quel genius loci inscritto nella memoria delle persone che vivono quel luogo ad alta densità emozionale. Persone come Mario, ultrasettantenne dall’attenzione fulgida che oltre a procurarci fichi dolcissimi ci ha permesso di decodificare le impronte vitali del rione Dirupo, sorto su una frana che devastò il borgo nel 1688 e da allora esprime uno splendido esempio di resilienza urbana. Torneremo a Pisticci a novembre per raccogliere storie e mettere in ascolto via quei radio frammenti di auto-narrazione rilevata da protagonisti della comunità territoriale, come abbiamo fatto nel progetto Teatri della Memoria, ora finalista in un contest europeo sul “change making”. Nei prossimi giorni faremo le nostre passeggiate peripatetiche a Castelsardo per parlare, tra l’altro di “apprendimento dappertutto” mentre stiamo progettando delle azioni negli ambiti della rigenerazione urbana, come quella fatta a Tuturano (Brindisi) mesi fa e delle dinamiche ludico-partecipative, come quelle svolte al Parco dell’Appia Antica.

UrBee, le api urbane

inserito da Urban Experience il 2 settembre 2014 alle 02:51 in in evidenza     
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Bee, in inglese, significa ape. Giocando con le parole ecco “urbee”, mettendo insieme urbe e bee: ape urbana.

Durante un convegno sull’intelligenza delle api, all’Università di Urbino nel 2009, con Giorgio Celli protagonista, #urbee è stato anche un hashtag, quando di twitter ancora non si parlava. Ed è anche il marchio di un gruppo di apicoltori urbani torinesi e il titolo di un evento che s’è realizzato a Roma, al Parco Regionale dell’Appia Antica, nel giugno scorso dal titolo “UrBee, le api romane” (Urbe dopotutto è sinonimo di Roma).

Le api in città stanno bene perché stanno lontane da quell’agricoltura nemica che usa i pesticidi. Non solo: questi “insetti sociali” possono contribuire a farci stare tutti meglio, grazie alla loro possibile funzione di monitoraggio ambientale.

Il 18 ottobre, al Parco Regionale dell’Appia Antica, è previsto il “III Convegno Nazionale dell’Apicoltura urbana”, fenomeno che sta trovando sviluppo in tutta Europa e che rappresenta, per molti aspetti, un iniziativa di presa di coscienza ecologica per la sostenibilità delle città. Il Parlamento europeo nel 2010 ha approvato un’importante risoluzione per il futuro delle api riconoscendo l’apicultura come “un servizio pubblico di valore ambientale e di valore strategico per la società, pregevole esempio di occupazione verde per la conservazione della biodiversità e dell’equilibrio ecologico. …click here to read more

Teatri della Memoria tra i progetti finalisti dell’European Youth Award

inserito da Saverio Massaro il 19 agosto 2014 alle 17:21 in Community, in evidenza     
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Urban Experience con il progetto Teatri della Memoria è tra i finalisti dell’European Youth Award 2014un concorso pan-europeo per motivare giovani changemakers e premiare progetti digitali di impatto sociale che affrontino gli obiettivi definiti dal Consiglio Europeo e da Europa 2020, dimostrando la loro capacità di creare soluzioni innovative con Internet e le tecnologie mobile. 

FLYER aprile teatri_della_memoriaIl Festival EYA è una piattaforma consolidata per lo scambio internazionale della conoscenza e un evento di networking ampiamente riconosciuto per la cooperazione futura. EYA è organizzato dal Centro Internazionale dei New Media, una organizzazione non-profit con sede a Salisburgo, in Austria.

Il progetto Teatri della Memoria, inserito nella categoria Future Living, risulta nella shortlist del Creativity for Social Good Contest, che ha visto la partecipazione di 130 progetti  provenienti da 49 paesi europei.  Attendiamo il secondo turno di valutazione che terminerà il 1° settembre. I vincitori saranno annunciati ufficialmente l’8 settembre. 

Urban Experience è felice di prendere parte al Festival #EYA2014 che si terrà a Graz (Austria) dal 19 al 21 Novembre. Vedi il programma ricco di eventi e attività.

Segui gli aggiornamenti su twitter #urbexp #EYA2014.

I presagi di Kraus. “Gli ultimi giorni dell’Umanità” nel Teatro di Marte, al cimitero militare germanico del Passo della Futa

inserito da Urban Experience il 11 agosto 2014 alle 00:35 in in evidenza     
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Si approda a Pisticci per il LucaniaFilmFestival con il radio-walkshow “Tracce Maestre”, ripercorrendo i punti di vista di Visconti durante un suo sopralluogo lucano per un prologo a “Rocco e i suoi fratelli” mai realizzato. L’ultima “passeggiata” l’avevamo fatta a VolterraTeatro, seguendo l’happening urbano “La Ferita” di Archivio Zeta (qui sotto un report video di Marc-SuccoAcido , un post di Matteo-PAC e un’intervista di Emanuela-Traiettorie).

E’ proprio grazie ad Archivio Zeta che si rileva uno degli eventi più forti e sensati (sotto il segno del Centenario del Primo Conflitto Mondiale) di questa estate in corso: “Gli ultimi giorni dell’Umanità” al cimitero militare germanico del Passo della Futa.  E’ uno straordinario “teatro di marte” quel cimitero militare  in cui è stato ambientato il poderoso testo di Karl Kraus riletto da Archivio Zeta. Usò proprio quel termine, “teatro di marte”, Kraus quando, un anno dopo l’attentato di Sarajevo che scatenò la Prima Guerra Mondiale, scrisse una drammaturgia che rivelò, come un presagio, le condizioni fondanti del Nazismo, decenni prima del suo avvento.cimitero germanico In quel sacrario, uno dei più grandi d’Europa, riposano 36.000 soldati tedeschi della Seconda Guerra Mondiale, caduti lungo la linea gotica, un campo sterminato concepito come una spirale senza fine in un’architettura mirabile. Emozionante di per se’: teatro di marte, un luogo-monito contro la guerra. Seguiamo i performer tra le migliaia di tombe inscritte in quella geometria perturbante. Ci muoviamo continuamente risalendo la collina. Siamo in altezza appenninica, quasi mille metri.

krausIl tintinio al vento delle catenelle delle bandiere (italiana, tedesca ed europea) scandisce un suono ritmato che fa da colonna sonora, casuale ma di fatto componente della poetica “site specific” di un evento teatrale che contempla il contesto del Sacrario non solo come cornice scenografica ma come valore drammaturgico. L’architettura portentosa di quel cimitero che si sviluppa in una sorta di spirale ci avvolge nella sua aura di morte.

kraus3ascoltoUn performer con un impianto di amplificazione “nomade” (simile a quelli che si usano in alcune processioni) diffonde sonorità e alla fine diffonde l’epilogo di Kraus letto da Luca R0nconi, una figura di riferimento per Archivio Zeta e regista della messinscena di un’importante edizione di “Ultimi giorni dell’umanità” nel 1990 a Torino. Fu inscenata al Lingotto, la fabbrica FIAT non ancora ristrutturata da Renzo Piano. Uno spazio interpretato come asse lineare di una catena di montaggio teatrale, inesorabile. Nel cimitero germanico Archivio Zeta trova il climax ideale: ci pervade l’immanenza mortale ed è solo grazie alla causticità di Kraus che si trova una misura di coscienza critica, come antidoto all’inerzia della guerra e a quella “banalità del male” in cui molti di quei soldati tedeschi si sono perduti. Ricordandoci quel paradosso per cui l’uomo è l’unico animale che lotta per la sua autodistruzione.

Decolla, nel primo aereoporto, PerformingRoma, dopo aver scorso ne La Ferita di Volterra ed esplorato gli Orizzonti Verticali di San Gimignano

inserito da Urban Experience il 27 luglio 2014 alle 19:38 in in evidenza     
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Abbiamo ancora addosso la densità culturale di VolterraTeatro e nello sguardo gli orizzontiVerticali di San Gimignano e già  con le nostre radio, scesi dal treno regionale tirrenico, ripartiamo per Centocelle. In un campo sterminato (come quelli di UccellacciUccellini di cui ascoltiamo un frammento mentre raccogliamo cicorie e nepitelle) che chiamano Parco e dove nell’ambito di RomaVintage (in collaborazione con l’assessorato alle Periferie di Roma Capitale) s’è presentato un percorso di ricerca e azione politica: Performing Roma. L’iniziativa culturale per l’innovazione sociale. Per smuovere Roma. sulla pista Siamo decollati (ascoltando via smartphone il rumore di un decollo…) sulla pista dove nel 1909  Wilbur Wright fece volare uno dei primi aerei a motore (vedi qui sotto, sulla pista del Primo Aereoporto italiano, la ripresa da bordo del Flyer che decolla). Ecco un’altra di quelle tante cose di cui non si sa…Come di quelle ville romane, tra cui quella di Ad Duas Lauros  che testimoniamo come le periferie romane esprimano una densità di valore culturale ancora in buona parte inespresso. E’ uno dei punti cardine della questione su cui torneremo nei prossimi giorni.

 

Camminando e conversando “di fianco” con le nostre radio, lungo quella pista asfaltata, aliena in mezzo alle cicorie dell’agro romano, ci interroghiamo sul rapporto tra iniziativa culturale e innovazione sociale, perché è qui la partita tutta da giocare, una linea di sviluppo che non riguarda più solo l’estetica ma l’etica rivelata in un impatto sociale e creativo che contribuisca a dare una svolta. 

feritaCome è accaduto a VolterraTeatro dove da decenni Punzo ha creato uno spazio franco che s’emancipa dal “tempo morto” del carcere e dove i giovani di ArchivioZeta, ispirandosi a Maria Lai che negli anni Sessanta in Barbagia legò con stoffe colorate le porte di Ulassai dilaniato dalle faide, hanno condotto l’happening urbano “La Ferita”. Una striscia di stoffa rossa continua e in più punti annodata da performer e cittadini attivi ha ripercosso la ferita segnata dalle frane che hanno distrutto alcuni tratti delle mura di Volterra.

walk con brighentiCon il nostro radio-walkshow siamo scorsi, come sangue vivo, nella ferita, confrontandoci (quando non s’interferiva con la performance) con i vari walking-talking heads, tra cui diversi esponenti di retecritica, sul valore dello sguardo partecipativo, o meglio ancora sodale: quello che colma, che attiva empatia, che fa uscire fuori di sè per incontrare l’altro. Un’empatia che trova poi luogo la sera, dopo tutti gli spettacoli, a giochi fatti, presso lo spazio de Le Ariette dove la condivisione si esplicita con il cibo, il vino e splendide conversazioni (come quella con Agostino Riitano che con Officinae Efesti ha lanciato il progetto di crowdfunding a sostegno di Volterra #crowdesire).

La Toscana si conferma terra di peculiare qualità culturale come è emerso dagli incontri (anticipati da una serie di radio-walkshow nelle cantine, nelle antiche spezierie annusando zafferano e sulla torre più alta) svolti a San Gimignano per OrizzontiVerticali che hanno tracciato un percorso teorico funzionale alla questione della Capitale Europea della Cultura nel 2019 e che vede Siena, città candidata.walk

 Sia OrizzontiVerticali sia Urban Experience sono partner del progetto senese, con elementi di cui tratteremo in un prossimo post, attraverso le parole chiave emerse: Dissipazione, Responsabilità, Fuochi Fatui, Comunità Temporanea, Intelligenza Connettiva (emerse in buona parte nel flusso twitter).

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