L’UrbanArt dell’infrazionista

inserito da carlo infante il 22 febbraio 2012 alle 19:50 in in evidenza     
Visualizza il blog di

Non lo incontravo da anni, molti me ne parlavano, era diventato ormai una celebrità in quegli ambienti dell’arte contemporanea romana che sotto sotto  non ne possono più del fighettismo curatoriale d’ultima sponda e che tra dottorati di ricerca e master sub-universitari e gallerie aperte alle rampolle di buona famiglia (come le boutique decenni fa) ha svalutato un gioco di specchi già infranti. Finalmente lo ritrovo quel fantasma dell’ urban art più selvatica dell’urbe che dissemina le sue produzioni iconoclaste lungo la grata che campeggia in piazza Augusto Imperatore e che usa come un readymade duchampiano. Le sue “opere” ambiscono al rango degli object trouvè e li scavalcano a piè pari, per alto tasso d’ironia.

 Parlo di Fausto delle Chiaie, che negli anni ottanta stilò il Manifesto Infrazionista per definire le sue microinstallazioni disseminate nella città, come nella Galleria Sciarra, dietro Fontana di Trevi dove lo incrociavo spesso.  Ci inciampavi quasi nelle sue opere, le trovavi così abbandonate che ti veniva da raccoglierle e prenderle con te, più per tenerezza che per bellezza. Com’è successo l’altra sera, nei pressi di quella grata, dove ci ha convinto a prendere una Roma di Notte, stampa su cartoncino, scurita a mano, con foga (s’immagina) con penna bic blu notte. E la sua firma, più bella dell’opera: la firma di “un inviato speciale nella realtà che corre in soccorso della vita” come ha scritto un noto critico d’arte che la sa quanto basta per apprezzare chi sa stare fuori dagli schemi.

 

3 Commenti »

3 Commenti

  1. Ecco – ROBACCIA “RUBBISH”
    un bel doc di due giovani filmmaker su Fausto Delle Chiaie

    http://vimeo.com/9208860

  2. Giulio Pascali scrive:

    Carlo
    mi hai riassettato un dejavù della mia adolescenza
    mi ricordo perfettamente quando passavo da piazza augusto imperatore e mi imbattevo in questa presenza fantasma fatta di scarti e semplici accostamenti
    Archeologia di un Bansky che al confronto sembra il prodotto della più infima borghesia anglosassone….
    mi ricordo una cicca lasciata bruciare sul muretto e la scritta accanto: “torno subito”




*