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EntrareFuori. Cantiere sulla memoria del territorio in rete

Gruppo Pubblico attivo 3 mesi, 1 settimana fa

Elementi relativi il progetto ENTRARE FUORI. Urban Experience al S.Maria della Pietà.
Tracce per il Talk Lab del 19 gennaio e ambito di confronto per la realizzazione del blog e del geoblog per scrivere storie nelle geografie (progetto partecipativo rivolto alla comunità d’interesse relativa all’ASL RM E per la piattaforma famigliarmente.it)

Incipit teorico per il Talk Lab del 19.01 (5 articoli)

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  • Immagine Avatar carlo infante ha scritto 4 mesi, 2 settimane fa:

    Questo è Incipit teorico per il  Talk Lab del 19.01  

     

    Performing Media per la Cultura dell’Innovazione

    Quando parliamo di creatività ci misuriamo con un ambito che s’attesta al di qua di ciò che abbiamo sempre definito cultura. E’ un nodo più antropologico che estetico.

    Mi piace pensare alla creatività intesa come energia sociale capace di sperimentare il cambiamento e non più solo come ricerca espressiva formale.

    Stiamo vivendo una fase di transizione radicale e ciò necessita una migliore capacità d’interpretazione delle tendenze in atto, scandite dall’evoluzione tecnologica.

    Il web, in tal senso, può fornire un contributo decisivo ad una estensione del pluralismo espressivo, attraverso sistemi di diffusione del sapere paralleli, se non alternativi, ai tradizionali modelli delle industrie culturali ormai obsolete e dei sistemi lobbistici dell’arte.

    Emergono nuovi paradigmi per esprimere le visioni di un mondo in mutazione e dobbiamo trovare (alla svelta) il modo per armonizzare le tensioni creative con inediti processi cognitivi, come quelli attuati attraverso la connettività delle reti, capaci di dare nuova forma alla partecipazione.

    Associare la  creatività alla conoscenza è, per questo, uno dei punti cardine per ridefinire un concetto di cultura che nella comunicazione reticolare può rilanciarsi come energia sociale tesa ad esprimere condivisione, superando le logiche bloccate che i sistemi autoreferenziali (da quelli dell’editoria e del diritto d’autore a quelli accademici) hanno imposto creando insostenibili colli di bottiglia.

    Ciò che definiamo conoscenza condivisa è da intendere come qualcosa che non si limita alla conservazione dei valori e della sedimentazione dei saperi ma punta ad orientarsi in uno scenario incognito in cui le reti potranno potenziare la condivisione delle intelligenze e delle sensibilità. Per creare una cultura dell’innovazione. Operando per promuovere intelligenza connettiva.

    La questione della creatività non riguarda quindi solo l’espressione artistica dei linguaggi ma la capacità di ambientarsi in nuovi contesti, come oggi è quello del web, il nuovo spazio pubblico che necessita di progettazione culturale e sociale.

    Creatività significa anche interpretare l’innovazione come opportunità per valorizzare le idee produttive, il merito e le competenze, riconoscendo ai lavoratori della conoscenza ed in particolare alle nuove generazioni, un ruolo fondamentale per la ripresa del sistema Italia.

    Si, credo che accanto al nodo antropologico (rivolto alla mutazione dei comportamenti sociali in relazione al nuovo spazio pubblico del web) sia urgente sciogliere il nodo economico per mettere a valore le attività della creatività e della conoscenza.

    Il PIL non è l’unico coefficiente per misurare l’economia, è ormai evidente. In tal senso è opportuno focalizzare l’attenzione sulle diverse esperienze creative, capaci di ottimizzare le dinamiche organizzative, usando tecnologie e promuovendo cooperazione, che permettono di fare economia, risparmiando ad esempio.

    Gli esempi sono tanti. Dalla digitalizzazione che sottrae carta e semplifica l’approccio con gli ambiti amministrativi (più files e meno file), alle dinamiche che riconoscono nel valore partecipativo un plus per la coesione sociale associata ad ambiti come l’urbanistica e la cittadinanza attiva. Su questi aspetti c’è da entrare nel merito per innescare dei processi creativi che sappiano valorizzare le risorse più importanti del nostro sistema Paese, come i nostri “giacimenti culturali”.

    Uno degli indirizzi che individuo è quello dell’innovazione territoriale.

    Coniugare Innovazione e Territorio è infatti una delle chiavi possibili per interpretare in termini sostenibili il nostro tempo accelerato nella globalizzazione dei sistemi della comunicazione.

    Ciò che si rende globale nel web può e deve trovare una misura di relazione locale, soggettiva e condivisa, nell’esperienza attiva che si fa nel mondo reale che attraversiamo con i suoi paesaggi, le sue biodiversità e la bellezza di ogni risorsa culturale.

    L’idea di performing media nasce proprio da questa necessità: quella di mettere in relazione più efficace la nostra azione nello spazio pubblico attraverso la potenzialità performativa dei nuovi media interattivi e mobili.

    E’ in questa relazione che s’invera un’Innovazione Territoriale perché possa produrre sia risorsa economica sia valore nel senso esteso del termine, a partire dalla coesione sociale, di cui l’integrazione delle fasce più deboli della società è l’espressione più significativa. 

    Nell’ambito di questa ricerca di nuova rete del valore, così intesa perché riguarda una riconfigurazione dei sistemi di relazione economica, uno scenario in cui gli utenti traducono in informazione produttiva la propria esperienza, che si delinea la ricerca di nuovi format di comunicazione.

    Performing media non riguarda più solo la sperimentazione dei nuovi linguaggi performativi (espressa dai movimenti creativi del Novecento, come il Fluxus con l’happening, i situazionisti con le azioni psicogeografiche e la postavanguardia teatrale, in particolare nell’interazione tra scena e nuovi media) ma la progettazione di eventi attraverso piattaforme cross-media (radio, video, web, mobile) per l’interazione tra le reti e il territorio.

    Performing Media coniuga le poetiche e le politiche delle reti, intese come estensioni di una creatività sociale che sperimenta ed attua Società dell’Informazione, attraverso l’invenzione di nuovo spazio pubblico, esplicitando le potenzialità di auto-organizzazione del social network per progetti ludico-partecipativi, secondo la linea d’iniziativa dell’Urban Experience.

    Un ambito, quest’ultimo, che contempla azioni su più piani, dall’happening radioguidato ai progetti di urbanistica partecipativa, dalle esplorazioni radioguidate all’innovazione sociale, dalle palestre di cittadinanza interattiva al geoblogging e all’integrazione memoria-reti-territorio.

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  • Immagine Avatar Renato Volterra ha scritto 4 mesi, 2 settimane fa:

    Cercavo appunto tracce per il 19/1

    ti leggo da lontano ma partecipo con impegno

    penso come integrare le azioni,  che hai espresso sopra,

    alla didattica (quelle che ci siamo detti a voce tempo fa)

    ma anche nuove possibilità legate eventualmente all’integrazione

    culturale (memorie e racconti di migranti e favole

    Fedro ed Esopo)

    A presto comunque

    Renato

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  • Immagine Avatar Urban Experience ha scritto 4 mesi, 2 settimane fa:

    ottimo renato, a parte il Talk Lab del 19 pomeriggio è fondamentale mettere a fuoco l’intervento del 19 mattina con i tuoi ragazzi, a cui parteciperanno anche quelli di Corviale con cui abbiamo realizzato pochi gioni fa un walk show nel serpentone, il condominio + lungo d’Europa.

     

    x il 19 mattina stiamo lavorando su questa idea

     

    19 gennaio 2012
    ore 11
    Walk show. Passeggiata radioguidata con gli studenti delle scuole elementari, con un particolare sguardo agli alberi del Parco del S.Maria della Pietà, interviene Franco Paolinelli di SAP-Silvicultura-Agrocultura-Paesaggio
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  • Immagine Avatar Tiziana Amicuzi ha scritto 4 mesi, 2 settimane fa:

    Qui alcuni link a report audio|video|foto del walkshow a Corviale:
    http://www.youtube.com/watch?v=g9_8tTMRGXU&feature=youtube_gdata_player

    http://www.youtube.com/watch?v=hYjFVJPR0jQ&feature=youtube_gdata_player

  • Immagine Avatar Renato Volterra ha scritto 4 mesi, 1 settimana fa:

    Ho visto le vs risposte e continuo

    Ho capito che l’orario è 11,oo del 19/1 , ora noi dobbiamo essere di ritorno a scuola al massimo alle 13,oo perchè abbiamo il pranzo.

    In caso di pioggia forte c’è alternativa?

    Ho pensato a una storia legata all’alfabeto arboreo di R.Graves ( ne parliamo   a voce )

    Torno  domani e ora vado a comprà un volante peloso.

    a presto

     

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