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	<title>Urban Experience</title>
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	<description>Giocare la città tra web e territorio.</description>
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		<title>L&#8217;UrbanArt dell&#8217;infrazionista</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 18:50:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo infante</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non lo incontravo da anni, molti me ne parlavano, era diventato ormai una celebrità in quegli ambienti dell&#8217;arte contemporanea romana che sotto sotto  non ne possono più del fighettismo curatoriale d&#8217;ultima sponda e che tra dottorati di ricerca e master sub-universitari e gallerie aperte alle rampolle di buona famiglia (come le boutique decenni fa) ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non lo incontravo da anni, molti me ne parlavano, era diventato ormai una celebrità in quegli ambienti dell&#8217;arte contemporanea romana che sotto sotto  non ne possono più del fighettismo curatoriale d&#8217;ultima sponda e che tra dottorati di ricerca e master sub-universitari e gallerie aperte alle rampolle di buona famiglia (come le boutique decenni fa) ha svalutato un gioco di specchi già infranti. Finalmente lo ritrovo quel fantasma dell&#8217; <em>urban art</em> più selvatica dell&#8217;urbe che dissemina le sue produzioni iconoclaste lungo la grata che campeggia in piazza Augusto Imperatore e che usa come un readymade duchampiano. Le sue &#8220;opere&#8221; ambiscono al rango degli <em>object trouvè </em>e li scavalcano a piè pari, per alto tasso d&#8217;ironia.</p>
<p><a href="http://www.urbanexperience.it/wp-content/uploads/2012/02/170220121561.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2981" title="17022012156" src="http://www.urbanexperience.it/wp-content/uploads/2012/02/170220121561-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Parlo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fausto_Delle_Chiaie">Fausto delle Chiaie</a>, che negli anni ottanta stilò il <em>Manifesto Infrazionista</em> per definire le sue microinstallazioni disseminate nella città, come nella Galleria Sciarra, dietro Fontana di Trevi dove lo incrociavo spesso.  Ci inciampavi quasi nelle sue opere, le trovavi così abbandonate che ti veniva da raccoglierle e prenderle con te, più per tenerezza che per bellezza. Com&#8217;è successo l&#8217;altra sera, nei pressi di quella grata, dove ci ha convinto a prendere una <em>Roma di Notte</em>, stampa su cartoncino, scurita a mano, con foga (s&#8217;immagina) con penna bic blu notte. E la sua firma, più bella dell&#8217;opera: la firma di &#8220;un inviato speciale nella realtà che corre in soccorso della vita&#8221; come ha scritto un noto critico d&#8217;arte che la sa quanto basta per apprezzare chi sa stare fuori dagli schemi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il vespasiano di Piazza gentile da Fabriano</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 22:11:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Pascali</dc:creator>
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		<description><![CDATA[riceviamo e condividiamo dal coordinamento comitati nopup: &#8220;Zaha Hadid (MAXXI), lo studio Buro Happold di Londra (Ponte della Musica) e Renzo Piano (Auditorium) sentitamente ringraziano il Comune di Roma per aver incastonato un nuovo gioiello architettonico lungo il percorso della prevista &#8220;Passeggiata delle Arti&#8221; che dovrebbe collegare il Ponte con la Città della Musica. C&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>riceviamo e condividiamo<a href="http://www.urbanexperience.it/wp-content/uploads/2012/02/piazza-gentile-2-light.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2964" title="piazza gentile 2 light" src="http://www.urbanexperience.it/wp-content/uploads/2012/02/piazza-gentile-2-light-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a> dal coordinamento comitati <a href="http://www.comitatinopup.it/index.php?section=1">nopup</a>:</p>
<p>&#8220;Zaha Hadid (MAXXI), lo studio Buro Happold di Londra (Ponte della Musica) e Renzo Piano (Auditorium) sentitamente ringraziano il Comune di Roma per aver incastonato un nuovo gioiello architettonico lungo il percorso della prevista &#8220;Passeggiata delle Arti&#8221; che dovrebbe collegare il Ponte con la Città della Musica. C&#8217;è da chiedersi, dopo tanta creatività internazionale al servizio del Quartiere Flaminio, a chi sia stato affidato il progetto della sistemazione superficiale del parcheggio interrato di piazza Gentile da Fabriano, in cui è stata inserita un&#8217;ampia cancellata di alluminio anodizzato e un gabbiotto dell&#8217;ascensore simil- vespasiano&#8230; L&#8217;ASSESSORE AURIGEMMA O IL CONSIGLIERE VANNINI VERRANNO A TAGLIARE IL NASTRO PER QUESTO ECOMOSTRO?&#8221;</p>
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		<title>Cool Tour &#124; #EntrareFuori</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 11:31:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Urban Experience</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Carlo Infante]]></category>
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		<description><![CDATA[Carlo Massarini per la trasmissione CoolTour di Rai5, incontra Carlo Infante nel Parco del S.Maria della Pietà in occasione di #EntrareFuori a cura di UrbanExperience]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Carlo Massarini per la trasmissione CoolTour di Rai5, incontra Carlo Infante nel Parco del S.Maria della Pietà in occasione di <em><a href="http://www.urbanexperience.it/termina-entrarefuori-al-s-maria-della-pieta-ci-spostiamo-a-corviale/">#EntrareFuori</a></em> a cura di UrbanExperience</p>
<p><center><object width="500" height="284"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/tAHwUenp26k?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/tAHwUenp26k?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="284" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
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		<title>L’Experience Lab al Forum Digitale</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 15:15:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Urban Experience</dc:creator>
				<category><![CDATA[in evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 7 febbraio, a Milano, in occasione del Forum della Comunicazione Digitale ha preso il via l’Experience Lab, una sorta di spin off di Urban Experience, pensato nella prospettiva di un&#8217;interazione con l&#8217;Assessorato alla Cultura del Comune di Milano (dove abbiamo condotto i primi incontri) e l&#8217; Expo 2015 con cui ci si sta confrontando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;">Il 7 febbraio, a Milano, in occasione del <a href="http://www.urbanexperience.it/eventi/event/forum-della-comunicazione-digitale/">Forum della Comunicazione Digitale</a> ha preso il via l’<strong><a href="http://www.urbanexperience.it/groups/experience-lab/forum/">Experience Lab</a></strong>, una sorta di spin off di Urban Experience, pensato nella prospettiva di un&#8217;interazione con l&#8217;Assessorato alla Cultura del Comune di Milano (dove abbiamo condotto <a href="http://www.urbanexperience.it/groups/experience-lab/forum/">i primi incontri</a>) e l&#8217; <a href="http://www.expo2015.org/">Expo 2015</a> con cui ci si sta confrontando in questi giorni per stabilire una partnership.  <img src="http://farm8.staticflickr.com/7151/6840412087_89073531a5_b.jpg" alt="" width="1024" height="765" /></span></p>
<p><span style="font-size: small;">La presentazione del progetto è partita con un semplice whisper talk e poi s&#8217;è alzata ed ha solcato il Forum Digitale per disseminarsi in un&#8217;esplorazione emblematica, propria del <strong><a href="http://www.urbanexperience.it/groups/format-di-performing-media-per-lurban-experience/forum/topic/walk-show/">walk show</a></strong>,  conversando con i vari stakeholder incrociati e facendo campo base presso la tenda del progetto <a href="http://www.flickr.com/photos/urbexp/6840424937/">&#8220;Intendiamoci&#8221; di Zeranta</a>. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">L&#8217;Experience Lab nasce per sviluppare il pensiero e l&#8217;azione nell&#8217;ambito della creatività sociale delle reti, associata all&#8217;esplorazione urbana e per diffondere<a href="http://www.urbanexperience.it/groups/format-di-performing-media-per-lurban-experience/forum/"> i format </a>che caratterizzano le nostre palestre di cittadinanza interattiva. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Uno degli </span><span style="font-size: small;">obiettivi è quello di formare <strong>urban users</strong> ( il primo tratto formativo ha visto coinvolti gli studenti dell&#8217;Accademia di Comunicazione) protagonisti di una serie di happening che stiamo progettando nel Fuori Salone (nell&#8217;ambito del Salone del Mobile) il 17 e 18 aprile prossimi, in collaborazione con <a href="http://www.aiep.org/">AIEP</a>, Fabbrica del Vapore e <a href="http://www.esterni.org/ita/home/">Esterni </a>(per un&#8217;esplorazione della Cascina Cuccagna).</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
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		<title>PRO PATRIA senza prigioni, senza processi</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 15:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Giorgetti Prato</dc:creator>
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		<category><![CDATA[150° Unità d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Ascanio Celestini]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono giorni che rimugino dopo aver assistito agli strepitosi 100 minuti di monologo messi in scena al Teatro Palladium da Ascanio Celestini nello pettacolo Pro Patria. Senza prigioni, senza processi. Già dal titolo Ascanio non nasconde dove vuole andare: Senza prigioni, senza processi è &#8221; [...] una citazione mazziniana: nella Repubblica romana, anche se per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.urbanexperience.it/wp-content/uploads/2012/02/Ascanio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2734" style="margin-right: 5px;" title="Ascanio" src="http://www.urbanexperience.it/wp-content/uploads/2012/02/Ascanio.jpg" alt="" width="180" height="240" /></a>Sono giorni che rimugino dopo aver assistito agli strepitosi 100 minuti di monologo messi in scena al Teatro Palladium da <a href="http://www.ascaniocelestini.it/">Ascanio Celestini</a> nello pettacolo Pro Patria. Senza prigioni, senza processi.</p>
<p>Già dal titolo Ascanio non nasconde dove vuole andare: <strong>Senza prigioni, senza processi</strong><br />
è &#8221; [...] una citazione mazziniana: nella Repubblica romana, anche se per poco, ci fu un governo democratico, si votò per la scuola pubblica e laica, per la libertà di culto e contro la religione di Stato, si sancì che il lavoro è un diritto e nacque la Costituzione che cento anni dopo diventerà quella della Repubblica italiana. Poi tornò il Papa e ripristinò censura e ghigliottina, stracciò la Costituzione e processò tremila cittadini[...]&#8220;<span id="more-2733"></span></p>
<p>Ascanio, da solo in uno spazio di due metri per due,  è un detenuto che sta preparando un discorso importante nel quale cerca di rimettere insieme i pezzi della propria storia, ma anche di una formazione politica avvenuta in cella attraverso i tre libri che l&#8217;istituzione carceraria gli permette di consultare perchè non ne comprende il valore rivoluzionario.</p>
<p>Il monologo che celebra il 150° dell&#8217;Unità d&#8217;Italia racconta la storia di un detenuto che diventa terrorista perché in carcere gli fanno leggere solo libri sul Risorgimento. Questo perchè  come dichiara Ascanio stesso &#8220;[...]  la letteratura del Risorgimento è quella di una classe dirigente di eversori. Che dopo l’Unità d’Italia sono diventati statisti, ma che quello erano, in una indissolubile fusione di romanticismo e patriottismo.&#8221; Quante tristi similitudini&#8230;</p>
<p>Il detenuto per preparare il suo discorso chiede aiuto ad un Mazzini silenzioso, che aleggia nell&#8217;aria così come nelle strade e nelle piazze di tutta Italia.</p>
<p>Proprio quel Mazzini che nei primi anni delle lotte risorgimentali  ha affrontato la detenzione e l&#8217;esilio. &#8220;[..] Per molto tempo è stato ben altro che un eroe della patria, ma un nemico, un terrorista, un personaggio da eliminare, ma anche anche un esule, un vagabondo, uno sconfitto. La memoria ci consegna spesso l&#8217;idea che i grandi protagonisti della storia siano stati eroi e vincenti, e tuttavia non è così. Quegli anni sono stati di lotta armata e galera [...]&#8221;</p>
<p>E nel suo discorso il detenuto denuncia la situazione delle carceri in Italia e arriva al riconoscimento di tre Risorgimenti. Già non uno ma ben 3: il primo &#8211; quello famoso e diciamo legittimato dell&#8217;Unità, quello della Resistenza e quello nostro quello che dovremmo combattere.</p>
<p>Dopo la fabbrica, i manicomi, i call center Ascanio arriva alle prigioni e rilancia: &#8220;Luigi Cardullo, ex direttore del super carcere dell&#8217;Asinara, sosteneva che la prigione è il cuore dello Stato. E ne è anche lo specchio. Nelle carceri risorgimentali, così come negli anni Settanta, c&#8217;era, in qualche misura, una grande vitalità: circolavano idee, e queste idee mettevano in contatto strati sociali diversi. Oggi le nostre carceri ci parlano di immigrati, tossicodipendenti, problemi sanitari. Io le prigioni vorrei vederle vuote, tanto non sono certo luoghi di risocializzazione e rieducazione. Neppure a Berlusconi, augurerei la galera. Vorrei che non ci fosse e basta&#8221;.</p>
<p>E ancora</p>
<p>&#8220;[...] Signor giudice lo stato mi tende una mano e in quella mano c&#8217;è la libertà, ma nell&#8217;altra mano che c&#8217;è? Lo stato mi dice la vuoi la carota? mi dice è buona la corota, mangia la carota, ma in realtà mi sta dicendo: lo vuoi il bastone? Se non vuoi il bastone prendi la carota. Signor giudice io lo so, con la carota si esce, con la carota nemmeno si entra, ma se lo stato è bastonatore io voglio il bastone. E perciò signor Giudice, io mi pento se si pente anche Lei, facciamo così: ci pentiamo insieme. lei si pente di credere ciecamente  in questa istituzione del tribunale, della galera, del mandare la gente in galera. Lei si pente signor Giudice? Se si pente Lei mi pento anche io, io depongo le armi, se Lei depone la legge [...]&#8221;</p>
<p>Se non siete andati a vedere questo monologo, non perdete altro tempo e cercate di recuperare. Il senso civile del teatro riacquista valore grazie alla forza, alla lucida analisi storico-politica, all&#8217;incredibile dispiegarsi di inquietanti fil rouge che Ascanio Celestini mette in scena. Grazie Ascanio, grazie di cuore.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Another world is possible&#8230;..in Portogallo!!!!</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 12:44:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Giorgetti Prato</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Da appassionata di arte contemporanea quale sono, visitando Porto non ho potuto fare a meno di imbattermi nella Fondazione Serralves, un&#8217;istituzione europea che ha come mission dichiarata (anche sul sito): &#8220;to raise the general public&#8217;s awareness concerning contemporary art and the environment.&#8221;Per perseguire questo ambizioso goal, la Fondazione conta su di un Museo d&#8217;Arte Contemporanea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.urbanexperience.it/wp-content/uploads/2012/02/fundacao4_1156331250.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2725" style="margin-right: 5px;" title="fundacao4_1156331250" src="http://www.urbanexperience.it/wp-content/uploads/2012/02/fundacao4_1156331250-300x102.jpg" alt="" width="300" height="102" /></a>Da appassionata di arte contemporanea quale sono, visitando Porto non ho potuto fare a meno di imbattermi nella <a href="http://http://www.serralves.pt/">Fondazione Serralves</a>, un&#8217;istituzione europea che ha come mission dichiarata (anche sul sito): &#8220;to raise the general public&#8217;s awareness concerning contemporary art and the environment.&#8221;<span id="more-2722"></span>Per perseguire questo ambizioso goal, la Fondazione conta su di un Museo d&#8217;Arte Contemporanea straordinario, una biblioteca,un&#8217;auditorium e su un parco stupendo e costellato di istallazioni.</p>
<p><a href="http://www.urbanexperience.it/wp-content/uploads/2012/02/die-grosse-schaufel-serralves.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2724" style="margin-right: 5px;" title="die-grosse-schaufel-serralves" src="http://www.urbanexperience.it/wp-content/uploads/2012/02/die-grosse-schaufel-serralves-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></p>
<p>Il motivo che mi spinge però a scrivere oggi è un altro. Durante la mia visita ho avuto modo di partecipare a tre mostre meravigliose: una personale fotografica di <a href="http://www.serralves.pt/actividades/detalhes.php?id=1983">Thomas Struth</a>, una personale del grandissimo pittore ed illustratore <a href="http://www.serralves.pt/actividades/detalhes.php?id=2041">Eduardo Batarda</a> e la mostra “<a href="http://www.mutualart.com/Events/Exhibitions/From-Page-to-Space--Published-Paper-Scul/589FFD2DBEE9B68B#Info">From the page to the space: published paper sculptures</a>&#8220;. Tre mostre eccezionali. All&#8217;uscita come capita spesso quando si vede una mostra che colpisce il segno, mi sono precipitata al bookshop per vedere i cataloghi. Purtroppo, viaggiando con solo il bagaglio a mano e comunque avendo un budget ristrettissimo, sono riuscita a comprare solo quello della terza mostra che era di dimensioni &#8220;trasportabili&#8221; secondo gli standard Ryan air e fattibili secondo le &#8220;mie tasche&#8221;. Delle altre due mostre ho cercato un segno. Almeno una cartolina. Volevo riportarmi indietro un pò di quella meraviglia. E invece nulla. Ero un pò triste così sono andata al desk accoglienza e ho compilato, come sempre faccio quando visito un museo per la prima volta, la scheda post visita lasciando commenti super positivi e sinceri e permettendomi di suggerire l&#8217;idea della cartolina.</p>
<p>Poi sono tornata in Italia e ovviamente me ne sono dimenticata. Dico ovviamente perchè io compilo sempre le schede e nessuno mi ha mai &#8220;filato&#8221;. Due giorni fa ho invece ricevuto una lettera dal Managing Director della Fondazione. Beh questa lettera, da italiana, da amante dell&#8217;arte, da fruitrice di musei, mi ha commossa! La Fondazione infatti ha preso in considerazione la mia idea e ha deciso di realizzare le cartoline sulle mostre in modo ce tutti possano portar via un qualcosa anche chi come me non aveva spazio in valigia o chi non ha i soldi per il catalogo (sempre come me!). Non solo, la Fondazione per ringraziarmi dell&#8217;idea mi ha mandato le cartoline da visionare.</p>
<p>Ribadisco sono commossa. E vorrei davvero che questo post potesse servire alle nostre mute istituzioni culturali. I musei infatti sono beni comuni, a noi &#8220;utenti&#8221; spesso è richiesta la partecipazione (spesso ahimé elitaria dati i costi &#8211; e anche su questo il Portogallo sta avanti perchè tutte le domeniche mattine si entra tutti gratis), è richiesto un feedback (che al 90% non avrà un riscontro, almeno nel mio caso la statistica è del 100%). E allora se davvero anche noi siamo i musei, se un museo senza &#8220;noi&#8221; non serve, iniziate a considerarci sul serio. Grazie Fondazione Serralves, grazie per questa lezione di civiltà!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il messaggio segreto delle stelle cadenti</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 11:41:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Giorgetti Prato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 16 febbraio esce il nuovo libro, &#8221;Il messaggio segreto delle stelle cadenti&#8221; &#8211; Newton Compton Editori, di Max Giovagnoli,  scrittore ed esperto di digital storytelling. Il libro quindi non è ancora uscito, però è già un caso nel mondo letterario italiano in quanto inserito all’interno di un articolato progetto di comunicazione transmediale. Su facebook è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.urbanexperience.it/wp-content/uploads/2012/02/MESSAGGIO-GIOVAGNOLI-CM.jpg"><img class="size-medium wp-image-2718 alignleft" style="margin-right: 5px;" title="MESSAGGIO-GIOVAGNOLI-CM" src="http://www.urbanexperience.it/wp-content/uploads/2012/02/MESSAGGIO-GIOVAGNOLI-CM-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /></a>Il 16 febbraio esce il nuovo libro, &#8221;Il messaggio segreto delle stelle cadenti&#8221; &#8211; Newton Compton Editori, di <a href="http://www.maxgiovagnoli.com/">Max Giovagnoli</a>,  scrittore ed esperto di digital storytelling. Il libro quindi non è ancora uscito, però è già un caso nel mondo letterario italiano in quanto inserito all’interno di un articolato progetto di comunicazione transmediale. Su facebook è nata una <a href="http://http://www.facebook.com/pages/Il-messaggio-segreto-delle-stelle-cadenti-pagina-ufficiale/369795739714308">pagina ufficiale</a> dove si possono raccogliere indizi, profumi, sfumature di questa racconto che trasuda Irlanda, Roma e intreccia le storie di tre personaggi fragili, desiderosi di riscatto e di pace, chiusi e duri, ma ancora capaci di farsi travolgere dall’imprevedibilità dei sentimenti. <span id="more-2717"></span></p>
<p>Qui il booktrailer:</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/gFrn4bWdqR4" frameborder="0" width="500" height="284"></iframe></p>
<p>La storia del libro è partita  con un cortometraggio (<em>Il mare in vena</em> &#8211; <a href="http://youtu.be/vQBvod1K5pU">Qui la prima parte</a>; <a href="http://youtu.be/CUTdTLSkqGM">Qui la seconda parte</a>) che un anno prima dell’uscita del libro ha raccontato la prima parte del libro (50 pagine, con un finale alternativo, però). Presentato in concorso al <a href="http://www.cairomedliteraryfestival.org/il-mare-in-vena.html">Cairo Mediterranean Literary Festival</a> durante la primavera araba nel 2011, è stato il primo frammento della storia. <em>Point of entry</em> dell’universo mediatico del racconto, il “corto” è stato seguito e rielaborato da studenti delle scuole romane descritte nel libro, fino alla pubblicazione (nel marzo successivo). A questo punto partono gli altri asset del progetto. Prima tre video virali che racconteranno il passato (back story) delle voci narranti, inesplorato dal romanzo. Poi, in prossimità dell’uscita, campagne su social network. Subito dopo l’uscita in libreria del libro, infine, partirà una post-it campaign con la disseminazione di messaggi e sticker che rimandano al libro, in un’azione virale compiuta all’interno di stazioni, grandi punti di ritrovo e piccoli pub irlandesi della Capitale. Due settimane dopo l’uscita, ancora, sarà la volta di un minitour (tre tappe) di reading e performance musicale in collaborazione con la cantante irlandese <a href="http://www.kaymccarthy.it/home.html">Kay McCarthy</a>, autrice della colonna sonora del libro. Due mesi dopo l’uscita in libreria, infine, tutto passerà in una applicazione per iPad in forma di enhanced book pubblicata dall’editore digitale Enhanced Press e contenente: il testo integrale dell’opera, il cortometraggio ispirato alla storia, il book fotografico del viaggio raccontato nel romanzo, link a canzoni via iTunes per la colonna sonora, un viaggio virtuale in Irlanda giocabile su google, un comics breve, interviste con l’autore e diverse altre forme di creatività. Sono entusiasta!</p>
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		<title>urban white experience</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 15:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuela bonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La mia Urban Experience bianca è cominciata, come per molti romani sprovveduti e non abituati alla neve, già da ieri. Quasi quattro ore intrappolata nella mia piccola auto pattinante, senza sapere se e quando sarei arrivata a destinazione dall&#8217;altra parte della città, per di più con la spia della benzina che mi urla dal cruscotto. Fortunatamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.urbanexperience.it/wp-content/uploads/2012/02/cartolina-urban-white-experience.jpg"><img class="size-full wp-image-2709 alignleft" style="margin-right: 5px;" title="cartolina urban white experience" src="http://www.urbanexperience.it/wp-content/uploads/2012/02/cartolina-urban-white-experience.jpg" alt="" width="245" height="232" /></a>La mia <strong>Urban Experience bianca</strong> è cominciata, come per molti romani sprovveduti e non abituati alla neve, già da ieri. Quasi quattro ore intrappolata nella mia piccola auto pattinante, senza sapere se e quando sarei arrivata a destinazione dall&#8217;altra parte della città, per di più con la spia della benzina che mi urla dal cruscotto. Fortunatamente su RaiRadio3 ad &#8220;Alza il volume&#8221; danno una meravilgiosa puntata sulla <strong>Folktronica</strong> e  mi rassegno all&#8217;indeterminatezza lasciando che i Tunng mi avvolgano con le loro sonorità vellutate&#8230;</p>
<p><a href="http://www.tunng.co.uk/index.html">http://soundcloud.com/tunng</a> , <a href="http://www.tunng.co.uk/index.html">http://www.tunng.co.uk/index.html</a></p>
<p>Il mattino dopo&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2708"></span>&#8230;(si ce l&#8217;ho fatta sono poi arrivata al Pigneto, schivando autobus fermi, scooter cocciuti e incoscienti e nonostante la totale assenza di organizzazione da parte del Comune di Roma) ecco lo spettacolo di una città che  cambia la sua fisionomia e il suo odore. Il suono della città cambia: il paesaggio sonoro si fa ovattato, il suono croccante dei piedi che scovano con orgaglio un pezzo di marciapiede innevato ancora vergine, è una grande soddisfazione uditiva, oltre che tattile. La gente cambia: uomini di cinquant&#8217;anni zuppi fino ai capelli che fanno pupazzi di neve, con contributi di tutto il vicinato, chi con una carota e un pacchetto di sigarette, chi con cappellini o sciarpe e addirittura una parannanza: padre, madre e figlio di neve. Ma la cosa che cambia di più sono gli spazi pubblici. Non c&#8217;è incrocio senza il gruppetto di tiratori scelti di palle di neve. Non c&#8217;è slargo, giardinetto o piazzetta che non sia pieno di famiglie allegre che si incontrano, risvegliando ricordi di 27 anni fa e la voglia di metterne di nuovi da parte per la prossima grande nevicata a Roma.  E cambia lo spazio pubblico della rete con un unico megatopic in cui si condividono racconti innevati e le soggettive della città dalle proprie finestre.</p>
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		<title>EduSkill. Un forum sui nuovi modelli educativi</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 00:18:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Urban Experience</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da mercoledì 1 febbraio  è in corso all’interno di Idea360, l’importante piattaforma di social innovation, un forum condotto da Urban Experience con una serie di conversazioni con i massimi esperti di educazione multimediale, supportate da particolari contenuti digitali (videotag, sequenze audio su soundcloud, le tag cloud tratte da twitter) L’abbiamo chiamato EduSkill perchè suona meglio ed è più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Da <a href="http://www.urbanexperience.it/eventi/event/eduskill-i-nuovi-modelli-dapprendimento/">mercoledì 1 febbraio </a> è in corso all’interno di <a href="http://www.ideatre60.it/i-forum-di-ideatre60/eduskill/eduskill-i-nuovi-modelli-educativi">Idea360</a>, l’importante piattaforma di social innovation, un forum condotto da Urban Experience con una serie di conversazioni con i massimi esperti di educazione multimediale, supportate da particolari contenuti digitali (videotag, sequenze audio su soundcloud, le tag cloud tratte da twitter)</p>
<h2><center><img src="http://www.urbanexperience.it/wp-content/uploads/2012/02/edu-tag.jpg" alt="EduSkill" width="70%" /></center></h2>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2692"></span>L’abbiamo chiamato <strong>EduSkill</strong> perchè suona meglio ed è più compatto della sua traduzione in italiano: i nuovi modelli abilitanti per l’educazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il forum si è aperto oggi con un primo tratto ( gli altri quattro saranno pubblicati ogni mercoledì, fino a fine mese) di conversazione con Roberto Maragliano su <em><a href="http://www.ideatre60.it/i-forum-di-ideatre60/eduskill/1-il-futuro-digitale-una-scommessa-che-non-si-compie-da-sola">Il futuro digitale. Una scommessa che non si compie da sola</a></em> e ha raggiunto più di 500 visualizzazioni e una trentina di commenti intensi e pertinenti. Si agisce anche <strong>su twitter con #eduskill e #idea360</strong>. Urban Experience conferma il suo ruolo di influencer nella dinamizzazione web<a href="http://www.urbanexperience.it/groups/format-di-performing-media-per-lurban-experience/forum/topic/social-network-ipertinente/"> i-pertinente</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo senso a Milano nell&#8217;ambito del ForumDigitale si presenterà il 7 febbraio<a href="http://www.urbanexperience.it/eventi/event/forum-della-comunicazione-digitale/"> in Sala Borsa l&#8217;Experience Lab</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel&#8217;immagine una prima tag cloud elaborata graficamente da Visualpaco ( arriverà poi il video della tag cloud generata dai tweet selezionati).</p>
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		<title>Quando il Verbo dice sé</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 20:52:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vittoriaroekkepassalacqua</dc:creator>
				<category><![CDATA[Community]]></category>
		<category><![CDATA[creativitàSociale]]></category>
		<category><![CDATA[LPM]]></category>
		<category><![CDATA[Mapping]]></category>
		<category><![CDATA[Performance]]></category>
		<category><![CDATA[Photowriting]]></category>
		<category><![CDATA[Verbo]]></category>
		<category><![CDATA[videomapping]]></category>

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		<description><![CDATA[Ségnalò è un&#8217;installazione sitespecific che gravita intorno al concetto del sé, una performance che si è svolta il 28 gennaio 2012 dalle 19.00 alle 22.00 a San Lorenzo a Roma. L&#8217;artista è Verbo e ci viene presentato da LPM &#8211; Live Performers Meeting con il patrocinio Roma Capitale &#8211; Assessorato alle Politiche Culturali e Centro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.urbanexperience.it/wp-content/uploads/2012/01/IMG_0534.jpg"><img class="size-medium wp-image-2677 alignleft" style="margin-right: 5px;" title="IMG_0534" src="http://www.urbanexperience.it/wp-content/uploads/2012/01/IMG_0534-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Ségnalò è un&#8217;installazione sitespecific che gravita intorno al concetto del sé, una performance che si è svolta il 28 gennaio 2012 dalle 19.00 alle 22.00 a San Lorenzo a Roma.</p>
<p>L&#8217;artista è <a href="http://www.v3rbo.com">Verbo</a> e ci viene presentato da <a href="http://http://www.liveperformersmeeting.net/">LPM &#8211; Live Performers Meeting</a> con il patrocinio Roma Capitale &#8211; Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico e della Regione Lazio, in collaborazione con i Municipi di Roma Capitale.<span id="more-2676"></span></p>
<p>A partire dal concetto di riappropriazione della città, <a href="http://www.v3rbo.com">Verbo</a> ha deciso di esprimersi scrivendo con bomboletta, rulli e proiettore il concetto di vandalismo creativo sulla facciata della facoltà di psicologia de La Sapienza.</p>
<p>La tecnica materiale della vernice si fonde con quella elettronica digitale del video e dipingendo il corpo dell&#8217;opera attraverso i suoi feticismi biomeccanici e scifi, proietta con luce e animazione &#8220;l&#8217;introspezione&#8221; . La tecnica mista, il mash-up di stili è volta a guidarci sul rapporto fra fra segnale e segnare il segnale, concretizzando il dualismo intrinseco all&#8217;essere, umano e non. A questo punto direi semplicemente:  &#8220;Ségnalò&#8221;, e segna anche LPM &#8211; Live Performers meeting, di cui Urban Experience è partner, che a Maggio torna a ispirarci con performance dal vivo stimolando la comunicazione fra nuove tecnologie e video.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=3R-CN5d800c&amp;feature=plcp&amp;context=C3b1ba44UDOEgsToPDskJUPzkzUzhsS_zIS8TUfxH6">Verbo \&#8221;Ségnalò\&#8221;</a></p>
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