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  • Si sciama sull’Ortachis, seguendo un apicoltore nomade, assaggiando miele di cardo, trovando funghi e parlando di agricoltura di ritorno. Comunichiamo il territorio nel territorio.

    E’ bello e giusto quando si crea continuità: quando dopo un’azione si lascia un segno che si ripercuote e si rinnova l’intervento, si conferma l’impatto, si batte il percorso, si fa traccia da seguire.  E’ l’unico modo perché l’innovazione possa attuarsi, proprio perché non è sinonimo di sperimentazione (come ancora qualcuno pensa) bensì valore d’uso delle nuove tecnologie e delle nuove metodologie capaci di aprire orizzonti ulteriori: opportunità. I nostri radio-walkshow  a qualcuno possono apparire come gesti sperimentali ma chi li ha vissuti sa che riattivano un corso naturale delle cose, del confronto e dell’osservazione. E c’è bisogno di questo: ritrovare una condizione aperta, empatica e collaborativa, per pensare e agire nel mondo che circonda. Usando tutto quello che l’evoluzione culturale e tecnologica ci ha messo a disposizione. Per questo usiamo uno slogan semplice e preciso: “piedi per terra e testa nel cloud”. Con questo format di comunicazione ludico-partecipativa è possibile “Comunicare il Territorio” attraversandolo, il territorio, cogliendo al volo ogni segno (il volo di un rapace o di una ghiandaia, l’umidità di un muschio, l’emersione del carpoforo di un fungo, un tweet, uno sciamare d’api…).walk in ortachis E’ bello e giusto che il Gal Marghine  ci abbiamo invitato di nuovo a Bolotana, sull’Ortachis per fare un radio-walkshow dal titolo : ” Comunicare il territorio: lo sciame intelligente e nomade” che rilancia l’esperienza dello scorso anno, di cui si trova traccia in questi report su IlMarghine.net, in questa intervista e nel post, che la contestualizza con altre azioni simili di innovazione territoriale, fondamentalmente resilienti. Siamo sciamati nel Parco di Pabude, abbandonando il chiasso degli stand della Sagra della Seada per penetrare il bosco ricco di lecci, aceri e autorevoli tassi. Abbiamo ascoltato “sussurrare le querce” utilizzando uno smart-phone in cui abbiamo raccolto gli “alberi parlanti”, una serie di audioclip che abbiamo usato anche al parco dell’Appia Antica.  E s’è fatto la cosa più naturale del mondo, abbiamo camminato e s’è preso atto che conversare “di fianco” è molto diverso dal parlare “di fronte” dove ci si rappresenta e si gioca con gli sguardi che ci condizionano. Parlando di fianco mentre si cammina si è più disponibili (vale più la partecipazione che la rappresentazione) e le radio permettono di condividere questo scambio d’empatia con decine di persone (eravamo una cinquantina circa). Il riferimento allo sciame poi non è solo attinente la modalità del nostro radio-walkshow (invitiamo tutti a muoversi in libertà raccogliendo indizi di cui trattare nella conversazione nomade, a tenerci insieme è la trasmissione radio) ma riguarda fondamentale il contenuto cardine della nostra esplorazione nel bosco dove l’apicoltore Luigi Pitzalis posiziona e sposta le arnie delle sue api per fare monocoltura di miele di cardo, asfodelo, edera…  Abbiamo assaggiato questi mieli, che rivelano le biodiversità del bosco, abbiamo raccolto funghi (boletus rhodopurpereus) e abbiamo parlato dei Nuovi Contadini che tornano ad occuparsi delle terre, a vivere la campagna attraverso un’agricoltura e una pastorizia “di ritorno”, spesso tra le criticità dei vandalismi e le opportunità di ricostruzione di un tessuto inter-generazionale. In questo post di Giulia Serra su IlMarghine.net c’è un bel report di questa esperienza d’esplorazione partecipata (con videointerviste puntuali) ed ecco qui un video di Luana Checchia sul canaleYouTube di PuntoNetWebTv.


  • Passeggiate peripatetiche @UnIsolaInRete

    Con i radio-walkshow abbiamo trovato il modo per tradurre un evento pubblico, correntemente basato su modalità di rappresentazione (palchi, microfoni, platee, tutti seduti ad ascoltare sessioni frontali spesso rese in liturgici talkshow) in situazioni più dinamiche, plastiche (capaci di dimensionarsi a qualsiasi contesto), tese a valorizzare le potenzialità di partecipazione.visualthinking Come a Castelsardo, dove per la quarta edizione di @UnIsolaInRete (progetto che abbiamo contribuito ad ideare) abbiamo condotto le nostre passeggiate peripatetiche conversando di “libridi” (sulla mutazione digitale degli assetti editoriali) con Maurizio Caminito (grande esperto di sistemi bibliotecari), Fedele Congedo (autore del visualThinking qui a fianco e delle tracce georeferenziate, elementi strategici per individuare le potenzialità dei “libridi”) e Antonio Cilli (editore di .net, un network glocal) e, il giorno dopo, di “apprendimento dappertutto” sulle nuove politiche della cittadinanza educativa con l’ex Ministro alla Pubblica Istruzione Luigi Berlinguer e Carla Guetti, autori di “Ri-Creazione.Per una scuola che sappia rinnovarsi partendo da sé stessa”, con interpolazioni “verticali” dello scienziato Cesare Massarenti. Qui sotto la mappa esperienziale curata da Fedele Congedo, con le foto e le notazioni relative le nostre conversazioni nomadi per il centro medievale di Castelsardo.


  • Apprendimento dappertutto a Castelsardo e sull’Ortachis, sciamando con apicoltori nomadi. TaranToDo: saper fare e far sapere

    A Castelsardo, nell’ambito di UnIsolaInRete, il 6 settembre, alle ore 19 si svolgerà il primo dei radio-walkshow condotti da Carlo Infante-Urban Experience su Libridi. La mutazione dei sistemi editoriali al tempo del cloud computing. Una conversazione nomade con l’esperto di sistemi bibliotecari Maurizio Caminito, l’editore on line di .net Antonio Cilli e Fedele Congedo, scrittore ipermediale-visual thinker. Il 7 si converserà “di fianco”  su L’apprendimento dappertutto. Esplorazioni urbane e passeggiate peripatetiche per ricreare i processi educativi con Luigi Berlinguer e Carla Guetti, autori di “Ri-Creazione.Per una scuola che sappia rinnovarsi partendo da sé stessa”

    A Bolotana, sull’Ortachis, nel Parco Pabude, con il Gal Marghine , in concomitanza allo svolgimento della VI Sagra della Seada, domenica 7 Settembre, alle ore 11.30, c’è un RADIO -WALKSHOW dal titolo : ”Comunicare il territorio: lo sciame intelligente e nomade”. Dopo aver ascoltato “parlare le querce” si sciamerà in giro per il bosco, passeggiando e ascoltando le voci dei walking-talking heads, quelle degli apicoltori (tra cui quelli nomadi che spostano le arnie per fare miele di monocultura di corbezzolo, asfodelo…) che ci faranno assaggiare il miele, custode e scrigno delle biodiversità, e quelle dei Nuovi Contadini che tornano ad occuparsi delle terre, a vivere la campagna attraverso un’agricoltura e una pastorizia “di ritorno”, spesso tra le criticità dei vandalismi e le opportunità di ricostruzione di un tessuto inter-generazionale.export_FB-TarantoDo

    A Taranto, il 13 settembre, alle 10,30, Legambiente in collaborazione con Esperimenti Architettonici e Urban Experience organizza #TaranToDo, una conversazione pubblica sui temi dell’artigianato digitale e l’innovazione sociale, inserita nel percorso formativo “Imparare a intraprendere – La nostra economia: innovazione ed impresa sociale”. Seguirà un radio-walkshow alla scoperta degli spazi dell’innovazione a Taranto.

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  • Passeggiando lungo le tracce maestre di Visconti a Pisticci. Deja Vu 2.0

    C’è una sorta di vento termico che dal primo pomeriggio soffia, muovendo le gonne delle signore appisolate e sedute davanti alle loro case, in attesa che si alzi. Siamo tra i vicoli di Pisticci, quell’aria fresca ed improvvisa ci conforta nelle nostre passeggiate d’esplorazione  al Lucania Film Festival. Abbiamo condotto in quel contesto ricco di effervescenze creative i nostri radio-walkshow con un titolo profilato: “Tracce Maestre”traccemaestre

    Una serie di esplorazioni-conversazioni nomadi che hanno attraversato Pisticci per ripercorrere le tracce di maestri del cinema come Luchino Visconti che nel 1959, con l’intenzione di realizzare un prologo a “Rocco e suoi fratelli” girato in Lucania, fece dei sopralluoghi a Pisticci, per creare un background  al suo melodramma epico realista. Uno degli obiettivi è stato quello di seguire, attraverso gli scatti fotografici di Giuseppe Rotunno, direttore della fotografia del film, i punti di vista viscontiani, ripercorrendo le sue “tracce maestre”.

    tracce2tracce3L’equipaggio dei radio-walkshow è stato invitato a fare i propri scatti dalle stesse angolazioni, rivelando i propri “punti di vita”: l’approccio esperienziale lungo questo percorso che riporta la storia del cinema nelle sue geografie, nei paesaggi argillosi dei calanchi, nei vicoli stretti, all’interno delle lamie. Le foto sono state pubblicate, georeferenziate, su twitter e instagram in un esercizio creativo di Deja Vu 2.0.

    tracce7Il progetto è di fatto correlato a P-stories. Pisticci città narrante che avrà un suo sviluppo nel prossimo autunno con l’attivazione del cantiere di auto-narrazione territoriale per rivelare quel genius loci inscritto nella memoria delle persone che vivono quel luogo ad alta densità emozionale. Persone come Mario, ultrasettantenne dall’attenzione fulgida che oltre a procurarci fichi dolcissimi ci ha permesso di decodificare le impronte vitali del rione Dirupo, sorto su una frana che devastò il borgo nel 1688 e da allora esprime uno splendido esempio di resilienza urbana. Torneremo a Pisticci a novembre per raccogliere storie e mettere in ascolto via quei radio frammenti di auto-narrazione rilevata da protagonisti della comunità territoriale, come abbiamo fatto nel progetto Teatri della Memoria, ora finalista in un contest europeo sul “change making”. Nei prossimi giorni faremo le nostre passeggiate peripatetiche a Castelsardo per parlare, tra l’altro di “apprendimento dappertutto” mentre stiamo progettando delle azioni negli ambiti della rigenerazione urbana, come quella fatta a Tuturano (Brindisi) mesi fa e delle dinamiche ludico-partecipative, come quelle svolte al Parco dell’Appia Antica.


  • UrBee, le api urbane

    Bee, in inglese, significa ape. Giocando con le parole ecco “urbee”, mettendo insieme urbe e bee: ape urbana.

    Durante un convegno sull’intelligenza delle api, all’Università di Urbino nel 2009, con Giorgio Celli protagonista, #urbee è stato anche un hashtag, quando di twitter ancora non si parlava. Ed è anche il marchio di un gruppo di apicoltori urbani torinesi e il titolo di un evento che s’è realizzato a Roma, al Parco Regionale dell’Appia Antica, nel giugno scorso dal titolo “UrBee, le api romane” (Urbe dopotutto è sinonimo di Roma).

    Le api in città stanno bene perché stanno lontane da quell’agricoltura nemica che usa i pesticidi. Non solo: questi “insetti sociali” possono contribuire a farci stare tutti meglio, grazie alla loro possibile funzione di monitoraggio ambientale.

    Il 18 ottobre, al Parco Regionale dell’Appia Antica, è previsto il “III Convegno Nazionale dell’Apicoltura urbana”, fenomeno che sta trovando sviluppo in tutta Europa e che rappresenta, per molti aspetti, un iniziativa di presa di coscienza ecologica per la sostenibilità delle città. Il Parlamento europeo nel 2010 ha approvato un’importante risoluzione per il futuro delle api riconoscendo l’apicultura come “un servizio pubblico di valore ambientale e di valore strategico per la società, pregevole esempio di occupazione verde per la conservazione della biodiversità e dell’equilibrio ecologico. Continua →



 

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