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  • Strategie resilienti per la partecipazione alla SmartCityExhibition

    Alla SmartCityExhibition di Bologna interveniamo su Strategie resilienti per la partecipazione, in collaborazione con Stati Generali dell’Innovazione (#sginnovazione).

    Espliciteremo non solo alcuni concetti chiave ma precise metodologie su cui lavoriamo da tempo per “accendere” le dinamiche partecipative ed emanciparle dal mantra stanco per cui siano solo foglie di fico per una governance in affanno.

     

    Le strategie resilienti per la partecipazione si basano in primo luogo sulla valorizzazione dell’intelligenza connettiva dei cittadini, attraverso particolari format di comunicazione pubblica capaci di sollecitare le dinamiche collaborative. 

    Partecipare alla vita della città perché sia “smart city” significa espandere il principio di cittadinanza, promuovendo forme di auto-organizzazione che attraverso la sussidiarietà interagiscano con l’amministrazione pubblica, per liberare un ruolo attivo che per troppo tempo è rimasto inespresso.

     Una città, il suo essere spazio pubblico, ha bisogno delle idee e delle competenze dei cittadini (sia residenti sia fluttuanti) che sono in grado d’interpretare, da diversi punti di vista, le dinamiche di una partecipazione attiva che può rivelarsi come driver del cambiamento.

    Il punto sostanziale è quali forme dare a questa partecipazione, riconoscendo in primo luogo il modello multistakeholder che contempla la molteplicità dei punti di vista dei vari portatori d’interesse, con alcuni approcci evoluti come quelli dell’urbanistica partecipativa o dei bilanci partecipati.

    Una straordinaria condizione abilitante è stata data in questi ultimi anni dal web 2.0 che ha permesso di dare alla partecipazione una forma emblematica, quella dell’intelligenza connettiva, basata su pratiche di comunicazione integrate a processi cooperativi di co-progettazione creativa. 

    Un fenomeno che ha di fatto ha liberato una nuova energia sociale.

    Il salto di qualità che si auspica è quello che dalla partecipazione si evolve nella collaborazione e poi nella sussidiarietà con la capacità di intervenire in modo funzionale all’orientamento delle scelte, per valorizzare le reti sociali e i beni relazionali,fornendo elementi di migliore usabilità dei sistemi della mobilità, della sicurezza, dei servizi informativi (open data), dell’ambiente, a partire dal principio resiliente necessario per rispondere al deficit ecologico.

    Le strategie resilienti comportano una “visione organica” e condivisa del futuro della città , con una progettazione partecipata da parte di tutti gli stakeholder del territorio, qualificando le dinamiche di feedback capaci di attivare la nuova “rete del valore” espressa dalla cittadinanza attiva.

    In questo senso la resilienza, intesa come capacità di affrontare e superare una crisi, può esprimere un’idea particolare d’intelligenza connettiva capace di rimodellarsi rispetto alla complessità degli eventi.

     I format resilienti e abilitanti per la partecipazione: Open TalkLive Twitting con Visual Thinking e Radio-walkshow Continua →


  • Api Urbane, Innovating Innovation, ForumDesign, Strategie resilienti, Terra di Culture, RomaDesignLab

    Dopo aver sciamato con i nostri radio-walkshow con il Teatro dell Ariette nel mercato di Bazzano , nel mercato romano di S.Lorenzo per il Master Digital Heritage , in Ancona per Cinematica e a S.Ginesio per YoungVision,  nei prossimi giorni siamo a

    Roma (18 ottobre, ore 10 , Parco dell’Appia Antica) al Convegno Nazionale dell’Apicoltura Urbana per dinamizzare il dibattito, intervenire con il radio-walkshow “Urbee, le api romane” e una proposta di contest per coniugare smart city e apicoltura urbana.

    Roma (20 ottobre, ore 9, CNR) con Stati Generali dell’Innovazione per dinamizzare l’open talk su Smart Working e Coworking urbano nell’ambito del convegno CNR Innovating Innovation.

    Milano (21 ottobre, Palazzo Lombardia) per il Forum del Design  con il radio-walkshow “LO SCIAME INTELLIGENTE” che introduce il brainstorming dell’Executive Circle sulla user experience come condizione abilitante di partecipazione attiva.

    Bologna (24 ottobre, ore 11, BolognaFiere) per la Smart City Exhibition con un un talk lab su Strategie resilienti per la partecipazione.

    Roma (25 ottobre, ore 12, CoBrAgOr) per Terra di Culture  con due radio-walkshow: uno sugli “alberi parlanti” e l’altro come introduzione all’incontro su Cultura dell’ambiente e del territorio.

    Roma (30-31 ottobre, Città dell’Altra Economia) per Roma Design Lab  si conduce il talk su Design e territorio: ecosostenibilità e innovazione  e si sciama nell’ex Mattatoio con i radio-walkshow.

    Roma (2 novembre, alle ore 16 dalla Chiesa di Sant’Onofrio al Gianicolo per arrivare alle 18 alla Cappella Orsini) si seguono le orme di Torquato Tasso per partecipare alla Gerusalemme Liberata messa in scena da Roberto Zibetti.

    Si segnala inoltre Le vie dei Festival e in particolare The Walk di Cuocolo-Bosetti di cui abbiamo scritto in occasione di TeatronelleCase.

     

     




  • Sentire vicino, guardare lontano. Passeggiando con il Teatro delle Ariette, per una palestra d’empatia nel mercato

    C’è un importante, lucido e appassionato, percorso di ricerca su Teatro, Teatranti e Spettatori che il Teatro delle Ariette ha avviato già da qualche mese e che ha trovato una nuova tappa nell’ambito del loro ecosistema teatrale dal titolo emblematico “Sentire vicino, guardare lontano” a cui abbiamo partecipato con un radio-walkshow in giro per il mercato di Bazzano, raccogliendo storie (come quella di Morena che ha messo in vetrina le sue criticità di salute), giuggiole, olive e il buon pane del Forno Garagnani (vedi l’ottimo report video di Stefano Massari). morenaQueste nostre passeggiate peripatetiche si rivelano ancora una volta come una “palestra d’empatia”, in cui si conversa guardandoci intorno, apprendendo dappertutto, sostenendo la tesi di fondo del progetto etico delle Ariette: rendere gli spettatori protagonisti del processo teatrale in quanto atto di percezione condivisa e come gesto di cittadinanza attiva e consapevole. Se ne parla nell’incontro all’incontro alla Rocca dei Bentivoglio, sottolineando quanto sia decisivo per il teatro esprimere una funzione d’innovazione sociale, emancipandosi dall’autoreferenzialità artistica per sollecitare una coscienza dinamica e plastica, capace di attivare quella resilienza di cui tanti parlano e che in sostanza significa saper dare una risposta creativa alla grave crisi di transizione che sta minando tante certezze. I principi attivi del teatro possono contribuire a dare forma alla partecipazione e, fondamentalmente, tradurre la vita in gesto creativo. Come sanno fare Renato Cuocolo e Roberta Bosetti che con “Walk” ci portano lungo le strade di questo borgo delle colline bolognesi, seguendo il tracciato immaginario degli ultimi passi di un amico scomparso.walk Ci ritroviamo nel buio di una cantina, mentre ascoltiamo in cuffia la voce guida che ci conduce passo passo in uno stato d’animo sospeso, emozionato e conturbante (quelle lucine rosse sono le nostre radio, come dei fuochi fatui). Si contribuisce all’elaborazione di un lutto che si rivela gesto poetico. Un valore drammaturgico che di fatto evolve il format dei nostri radio-walkshow che Renato e Roberta hanno sperimentato, rilanciandoli sapientemente in contesto teatrale. E’ stato importante vedere poi nell’arco di due giorni, due generazioni teatrali così lontane tra di loro: la recentissima di Babilonia Teatri e l’esperienza matrice di Giuliano Scabia (uno dei firmatari del Manifesto di Ivrea del 1967). Iconoclasti come punk, i primi,  ludici e libidinali (in “Made in Italy”) e sinceri nel “mettere in vita” dei ragazzi usciti dal coma (in “Pinocchio”) che ci regalano una perla di resilienza: “ci è stato dato un calcio nel culo, fare teatro è l’unica possibilità per restituirlo”. Scabia è più di un maestro, ha aperto una pista teatrale, da quando negli anni Settanta ha contribuito con Basaglia ad aprire gli Ospedali Psichiatrici (quello di Trieste in particolare), espandendo l’idea di spazio pubblico per tutti, con il suo “teatro vagante”. Includere allarga i confini della società. E oggi lo ascoltiamo, nelle sue visioni poetiche oniriche che evocano William Blake e i suoi luoghi dell’anima.



 

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