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  • Il futuro della politica è nella sua matrice teatrale. Spunti ai Parlamenti d’aprile a Ravenna, al primo BarCamp@Montecitorio e al walk show a Palazzo Lombardia, vedendo Milano dall’alto.

    Prima cosa da dire, per sgombrare la sufficienza di quelli che pensano che il teatro sia una forma d’arte (quando i greci hanno inventato il teatro la parola ars non esisteva) o solo rappresentazione e peggio ancora intrattenimento, è che il teatro è stata la condizione abilitante per arrivare alla polis greca, la prima vera infrastruttura politica. Il teatro nasce come tecnologia d’apprendimento, grazie ai neuroni specchio, per diffondere l’alfabeto e con esso il principio drammatico della narrazione (fino ad allora basata solo sull’epica e la musicalità degli aedi ) che ha acceso il motore dell’empatia per contribuire in modo decisivo a sviluppare una “mente collettiva” (se ne parla qui e in questo video). Ed è proprio di questo di cui ha bisogno la politica: ristabilire un principio empatico di scambio sociale, per progettare un futuro (in cui rifondare nuovi modelli di sviluppo resiliente) che ci tiri fuori dalle secche. fotoMagnesioE’ su questi temi che ci siamo confrontati ai Parlamenti d’aprile , promossi dal Teatro delle Albe a Ravenna, una delle realtà più significative della scena teatrale europea, straordinari nel coinvolgere le nuove generazioni con il progetto della “non scuola”. E’ stato un bel “parlamento” ( a destra la foto con l’illuminante foto al magnesio e qui lo storify di Matteo Brighenti che ha riaggregato i tweet) introdotto da Marco Martinelli ed Ermanna Montanari e un incipit di Oliviero Ponte di Pino, già critico teatrale ed esperto di sistemi editoriali, che ha posto con lucidità la questione del web come ambito complesso d’interazione sociale in cui reimpostare i principi del comunicare, a cui hanno partecipato Anna Bandettini e Francesca De Sanctis, giornaliste de La Repubblica e de L’Unità,   Laura Palmieri, curatrice dei programmi teatrali di RAIRadio3
 e Luca Sossella, editore ed ispirato negoziatore del rapporto (poetico e politico) tra il naturale e l’artificiale del comunicare. barcampMontecitorioDai Parlamenti di Ravenna, già capitale d’Italia (quando ancora non era tale, certo) per ben tre volte (dal 402 al 751 d.c, con l’Impero Romano d’Occidente, con i Visigoti e con l’Esarcato Bizantino…ed ora è nel rush finale per candidarsi come capitale europea della cultura) a quello istituzionale a Roma Capitale per il primo Bar Camp della Camera dei Deputati @Montecitorio, dove, con Saverio e Justyna (ricercatrice polacca che vive in Olanda e ora a Roma per collaborare con noi su progetti europei, come l’Erasmus+ ) abbiamo presentato (con questo prezi) Urban Experience e le sue progettualità ludico-partecipative per la cittadinanza educativa. Siamo stati anche a Venezia per il festival RAI CartoonsOnTheBay dove siamo intervenuti con una relazione su  “Dalla realtà virtuale alla realtà aumentata: la simulazione estende il reale”.tetto di milano Abbiamo scoperto un’eccellenza della gastronomia a Labico, a due passi da Roma, da AntonelloColonnaResort, un astronave architettonica che coniuga le qualità del design con le tradizioni radicate in un territorio da valorizzare e l’innovazione di prodotti come il cioccolato crudo artigianale di Daniele. Siamo poi partiti all’alba per Milano dove, nell’ambito del Forum della Comunicazione, abbiamo fatto uno straordinario walk show che ci ha portato in cima al Palazzo Lombardia, il grattacielo più alto della città (161 m. la torre Unicredit ne ha qualcuno di più per un “pinnacolo”), in una conversazione peripatetica (nella foto con Antonio Cilli di Cittanet) che s’è svolto anche dentro gli ascensori con il turbo. E’ stato di fatto un buon training “parlamentare” funzionale al brainstorming che è poi seguito con l’Executive Circle di cui si trova traccia in questi tweet, dove si rilevano alcune delle tag emerse, tra cui empatia e umiltà della condivisione, le parole chiave che stanno a monte di questa riflessione. 

     

     


  • Passeggiando nel Parco dell’Appia Antica, ascoltando gli Alberi Parlanti e conversando “a fianco”…

    Quando si cammina e si parla ci si rivolge di fianco e non di fronte, se no s’inciampa. Questo conversare a fianco dell’altro accende zone diverse del cervello, si parla e s’ascolta in modo diverso, più orizzontale (si sottrae verticalità oratoria, per potere o seduzione che sia…), più partecipativo. E’ la convinzione che abbiamo dopo un centinaio e più di walkshow dappertutto (da quelli al Corviale tre anni fa, qui il video dell’azione notturna, ai più recenti a Brindisi-Tuturano per i cantieri di rigenerazione urbana, in questo link ne trovi tanti altri…ma deve essere aggiornato), mettendoci in gioco con i piedi per terra e la testa nel cloud (connessi via smartphone a mappe dense di memorie audio, come questa a Roma Nord). Abbiamo parlato di questo  camminare peripatetico 2.0 qualche giorno fa a Milano, a FaLaCosaGiusta, insieme a Paolo di federTrek e a tanti altri esperti di trekking. L’ultimo walk show è quello che abbiamo fatto sabato scorso al Parco Regionale dell’Appia Antica, lungo un percorso dove è stata avviata una nuova segnaletica progettata da Urban Experience sugli Alberi Parlanti  (ascoltali su soundcloud). In queste nostre azioni accade di tutto (sono predisposte perchè ciò accada, non sono strutturate, non guidiamo, amiamo l’approccio random…) come il fatto di incontrare una famiglia di cinesi che raccoglie i germogli delle felci e farci rivelare come li cucinano (vanno sbollentati, poi fatti asciugare al sole e solo dopo lessati). Noi comunque ci siamo limitati a raccogliere tarassaco e “ramoraccio” (ramolaccio, il “raphanus”). E di cosa abbiamo conversato poi? Di ciò che ci circondava, la Città di Roma, la città più verde d’Europa e dei suoi paradossi urbanistici, confrontandoci con Paolo di carteinregola, e Roberto del cantiere connettivo del cineairone con cui l’11 maggio condurremo un brainstorming su quel caso emblematico di rigenerazione urbana rappresentato dal Cinema realizzato da Adalberto Libera, uno dei più grandi architetti italiani. Un edificio di straordinario pregio (con pitture murali di Capogrossi, ormai devastate) in totale abbandono e a poche decine di metri dal Parco che si conferma come corridoio ecologico emblema di una Roma Smart City.

    Qui sotto un vine, un istant video di Simone (più avanti altri report)

     


  • Alberi parlanti, Parlamenti d’aprile, Forum della Comunicazione

    A Roma, sabato 5 aprile, alle ore 15, al Parco Regionale dell’Appia Antica  (ex Cartiera Latina, (via Appia Antica, 42; ampio parcheggio autorizzato poco più avanti) Urban Experience, in collaborazione con il Parco e con AltreVie, conduce uno dei suoi walk show tematizzati: Gli Alberi Parlanti del Parco Regionale dell’Appia AnticaSi passeggerà lungo la Valle della Caffarella, in una conversazione peripatetica sul corridoio ecologico che collega l’agro romano (con greggi di pecore e fagiani in libera uscita) e il centro-città (si è a pochi minuti da Porta S.Giovanni), passando per uno dei territori a più alta densità di vestigia dell’antica Roma, ascoltando, via radio, gli alberi parlare. Come contributo associativo (comprensivo di assicurazione) è richiesta una quota di partecipazione:  8 € (5 € con Carta Amici del Parco).

    A Roma, l’8 aprile, alle 15,30,  alla Casa dell’Architettura (piazza Manfredo Fanti) si interviene all’incontro promosso dall’Assessorato alla Cultura, con quello all’Ambiente e quello al Patrimonio, su “La città è dei cittadini” per confrontarci sulla valorizzazione degli spazi culturali abbandonati.

    A Ravenna, al Teatro Rasi (via di Roma 39 ), il 9 aprile alle ore 16, si partecipa ai Parlamenti d’aprile del Teatro delle Albe , per parlare di comunicazione e di come il teatro nasca nell’ambito della comunicazione pubblica, per sdoganare la nuova tecnologia alfabetica funzionale all’avvio della Polis greca. Non nasce come arte, la parola ars fu inventata secoli dopo dai Romani.

    A Roma, al Dipartimento di Ingegneria di Roma Tre, dal 9 al 12 aprile, c’è Codemotion Roma, la conferenza internazionale  sui linguaggi di programmazione digitale.  Urban Experience è mediapartner e ti invita a cliccare qui : troverai automaticamente il codice (urbanexperience) per uno sconto del 40% sul prezzo del biglietto.

     A Venezia, a Palazzo Labia, dal 10 al 12 aprile, c’è Cartoons on the Bay,  il festival dell’animazione televisiva e cross-mediale della Rai. Urban Experience interviene con una riflessione su ”Dalla realtà virtuale alla realtà aumentata: la simulazione estende il reale” nel programma degli incontri professionali.

    A Milano, al Palazzo Lombardia (piazza città di lombardia 1), il 15 aprile, al Forum della Comunicazione, Urban Experience cura il walk show-peripatetico 2.0 “lo sciame intelligente” e conduce l’Executive Circle su “Future of Communication”.

    Un report sul laboratorio di comunità BelVedere a Mirano.

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  • Creare “comunità di senso” per valorizzare un territorio con progetti partecipati

    Il fatto è che più di 150 persone si sono incontrate, sabato 29 marzo, nel Teatro Belvedere di Mirano, convocate dall’associazione Echidna, per confrontarsi su come sia possibile creare un percorso partecipato per valorizzare un territorio attraverso un’iniziativa culturale di nuova progettualità. In un contesto ricco di genius loci -  per l’alta concentrazione di ville venete (tra cui quella dove è nato Tiepolo) e per la presenza del cosiddetto “graticolato romano” che rivela come già dal I secolo a.C. i Romani abbiano antropizzato quel territorio, con una “centuriazione” di circa venti chilometri per lato, per assegnare poderi ai legionari congedati – sta emergendo il desiderio di concepire la cultura non più come una distribuzione di prodotti spettacolari ma come un processo abilitante, capace di rigenerare un valore di appartenenza, di socialità ed empatia. Non sono buoni sentimenti ma necessità per tenere insieme un tessuto di comunità che rischia di sfaldarsi in una quotidianità a perdere, dove non si costruisce futuro e modelli di sviluppo sostenibili. Ne è emblema lo “struscio” senza senso di giovani che affollano i bar di Mirano, esprimendo un edonismo inerte, senza porsi domande, senza guardarsi intorno. dal belvedere al muson In quell’incontro  ha iniziato a prendere forma un gruppo di cittadini che s’è definito “Bel-Vedere”, proprio per ritrovare il desiderio di guardarsi intorno e raccontarsi, dando valore al territorio che li accoglie riconoscendone le biodiversità e la bellezza delle architetture. Come ci hanno suggerito il contadino Livio ( che ricorda il Virgilio della lode della vita agreste de Le Georgiche) illustrando la sua fattoria come un manifesto enciclopedico di biodiversità animali e cultivar, o l’architetto Roberto con i percorsi di turismo culturale o l’agronomo Andrea che nel parlare di “appaesamento” ha saputo coniugare l’idea della biodiversità coltivata con la necessità di identificarsi con l’uso di un territorio, armonizzando valenza simbolica dei luoghi e vita materiale. E’ sulla base di questi spunti che Renzo e Cristina hanno proposto di fare del Teatro Belvedere un fulcro del progetto partecipato sia con laboratori teatrali per l’infanzia e la gioventù sia con residenze artistiche con adozione diretta della comunità, ospitando autori e performer, per coltivare affinità elettive e rilevare storie da rivelare poeticamente. Lo sviluppo ulteriore sarà nel laboratorio di comunità che potrà interconnettere le varie fasi del percorso e magari attivare una sorta di “palestra dello sguardo” perchè questo guardarsi intorno per individuare le peculiarità del territorio, possa rivelare le parole chiave più precise per comunicarlo,  cercando di trasmetterne il valore alle nuove generazioni. Un’idea è quella di realizzare alcuni di quelle conversazioni nomadi, i walk show, che percorrano il corso del Muson, il fiume che segna il confine tra il padovano e il veneziano. Esperienze che definiamo “apprendimento dappertutto” e “teatri della memoria”, nel promuovere pratiche ludico-partecipative per la cittadinanza educativa,  funzionali anche allo scambio inter-generazionale, per coinvolgere i più giovani nell’ascolto delle storie dei più anziani, passeggiando, esplorando, gustando il territorio. Metodologie rilevate nel libro di Luigi Berlinguer sulla “scuola di qualità per tutti” appena pubblicato per Liguori, in cui si sottolinea la necessità di cercare altri tempi e altri spazi per l’apprendimento, oltre l’edificio scolastico. Forse uno degli obiettivi più sensibili di questa comunità di senso autoconvocata a Mirano può essere proprio questo: mappare le memorie di quel territorio e trovare il modo (anche attraverso i nuovi linguaggi del web, come si esplicita nel link suindicato) perchè vengano ascoltate dai più giovani, mentre si cammina in quei luoghi, nelle ville venete, lungo il corso del fiume, nel graticolato romano, nelle fattorie enciclopediche di biodiversità.

     


  • Le parole come virus + FaLaCosaGiusta + Alberi Parlanti

    A Roma, il 24 marzo, alle ore 18, presso il lucernario occupato dell’Università di Roma “Sapienza” (viale delle scienze 1), nell’ambito di BHAT, mostra sulle controculture e i movimenti,  si svolge l’incontro LE PAROLE COME VIRUS. L’esperienza degli indiani metropolitani a Roma, con carlo infante, pablo eucharren, massimo pasquini. Un testo d’approfondimento:  Il Movimento del 77: L’ultima avanguardia. Dalla creatività molecolare e disgregata alla mutazione post-politica.

    A Milano, il 28 marzo, nell’ambito di FaLaCosaGiusta (FieraMilanoCity, Viale Lodovico Scarampo 42), la manifestazione che  diffonde “buone pratiche”   in sinergia con il tessuto associativo e imprenditoriale locale, si svolge questo incontro: 16:30->18:30 | PIAZZA DEL CAMMINARE Incontri di passi sparsi, a cura di Federtrek. Nel nostro intervento parleremo del format del walk show.

    A Roma, sabato 5 aprile,  alle ore 15, al Parco Regionale dell’Appia Antica  (ex Cartiera Latina, (via Appia Antica, 42; ampio parcheggio autorizzato poco più avanti) Urban Experience, in collaborazione con il Parco e con AltreVie, conduce uno dei suoi walk show tematizzati: Gli Alberi Parlanti del Parco Regionale dell’Appia AnticaSi passeggerà lungo la Valle della Caffarella, in una conversazione peripatetica sul corridoio ecologico che collega l’agro romano (con greggi di pecore e fagiani in libera uscita) e il centro-città (si è a pochi minuti da Porta S.Giovanni), passando per uno dei territori a più alta densità di vestigia dell’antica Roma, ascoltando, via radio, gli alberi parlare… Come contributo associativo (comprensivo di assicurazione) è richiesta una quota di partecipazione:  8 € (5 € con Carta Amici del Parco). Prenotazione fortemente consigliata  a info@urbanexperience.it 

    Report su Il Museo Sensibile a S.Giovanni Valdarno, sulle due giornate di studio (con brainstorming e visual thinking) ed esplorazione (con walk show).

    Report sull’open talk di #RomaSmartCity sul coworking urbano.

    Un videointervento registrato durante il RavelloLab.

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